Ghost of a Tale – Anteprima

Il nome di Lionel “Seith” Gallat è la prima cosa che salta all’occhio parlando di Ghost of a Tale. Sebbene il nome possa dirvi poco, basta soffermarsi un attimo sul sito www.seithcg.com per capire il curriculum di tutto rispetto di questo sviluppatore e game designer. Non deve quindi stupire se il gioco in questione, dopo un trienno di elaborazione, si presenta sui nostri PC in ottima forma, nonostante sia un early access. Gli sviluppatori ovviamente ci mettono in guardia da possibili incompletezze e bug, ma ad essere onesti, nelle ore trascorse in compagnia di Tilo non siamo mai incappati in alcun tipo di problema, alla faccia delle patch da millemila giga dei giochi AAA al day one.

A tal proposito, tramite il programma [email protected] il gioco uscirà anche per la console diMicrosoft, ma allo stato attuale delle cose la priorità degli sviluppatori è per la versione PC. Non è da escludere, infine, un late port su PlayStation 4.

C’era una volta…

Sembra una frase fatta, ma in Ghost of a Tale c’era veramente una volta una Fiamma verde smeraldo che bruciava e distruggeva ogni cosa ed essere vivente. Pensando di poter ragionare con questa Creatura, i Topi decisero di inviare dei messaggeri per tradire gli altri esseri viventi (tutti animali antropomorfi) ed avere salva la vita, ma la Fiamma si fece beffe di questo ipotetico patto. Per farla breve, alla fine furono i Ratti a sconfiggere questo essere e ridurre in schiavitù i Topi per quel tradimento. Tilo è uno di questi topi, un menestrello (si possono anche eseguire delle canzoni) imprigionato sulla misteriosa isola medievale di Periclave, in cerca della moglie, di una via di fuga, e di tante altre cose che scopriremo nel corso del gioco. Una storia a tratti fantasy, un’ambientazione davvero ispirata e atmosfere da cineteca fanno il resto, accompagnando Tilo ed il giocatore in un’avventura che cattura subito e da cui difficilmente ci si distacca.

Furtività e intelligenza

Lo scopo principale di Ghost of a Tale è evadere dalla prigione e, dopo diverse peripezie, ricongiungere Tilo alla moglie Merra. Il tutto è condito da ricche subquest in cui raccogliere anche utilissimi indumenti, parti di costumi completi con cui vestire il nostro topo a seconda della necessità. Perchè il gioco propone anche una patina GDR in cui, a seconda del costume indossato, cambieranno le statistiche base di Tilo, cosi come lo stesso gameplay: ad esempio, con un costume da ladro si va a puntare sul fattore stealth, mentre con un’armatura da guardia si potrà passare anche allo scoperto, ma in caso di allarme sarà impossibile correre o saltare. Le interazioni sono davvero molte e sebbene la parte stealth rimanga quella dominante, è possibile trovare approcci abbastanza diversi per raggiungere un determinato obiettivo.

Gli ambienti presentano un dettaglio grafico di tutto rispetto e anch’essi strizzano l’occhio all’approccio furtivo,spesso foriero di una maggiore libertà di esplorazione e di ottime ricompense. Allo stato attuale si fatica a trovare qualche difetto rilevante in Ghost of a Tale, se non forse qualche problema di ottimizzazione ed il mancato supporto alle risoluzioni 4K ed ai monitor 21:9, ma questo è un discorso assolutamente marginale. Il lavoro c’è, ed è stato fatto benissimo; l’unico pericolo per gli sviluppatori è quello di sedersi sugli allori, perchè fin da ora il gioco mostra una qualità incredibile e perfino superiore ai trailer ed agli screenshot mostrati fino ad ora. Può essere rischioso dirlo ora, ma pare proprio che il capolavoro sia a “pochi” passi di distanza (parliamo comunque di alcuni mesi).

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