Onimusha Way of the Sword – Provato

Dopo tre ore di prova con una nuova demo, Onimusha Way of the Sword continua a convincere grazie a un combat system solido, un'esplorazione più ampia del previsto e una narrativa sorprendentemente centrale.

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Dopo il Summer Game Fest, dove abbiamo analizzato per la prima volta il gioco e una piccola demo pubblica, Onimusha Way of the Sword ci aveva lasciato una certezza: il ritorno della storica serie non aveva intenzione di vivere soltanto di nostalgia.

Il combat system era apparso immediatamente convincente, la direzione artistica promettente e la volontà di modernizzare la formula senza tradirne l’identità sembrava evidente. Abbiamo partecipato a un nuovo evento organizzato da Plaion e Capcom, durante il quale abbiamo giocato circa tre ore di una demo completamente inedita, quelle sensazioni non solo vengono confermate, ma acquistano ancora più forza.

La prova riprende esattamente dove terminava la demo mostrata pubblicamente, subito dopo il combattimento contro Sasaki Ganryu. È una scelta intelligente, perché permette di entrare immediatamente nel vivo dell’avventura senza ripetere contenuti già conosciuti e, soprattutto, mostra aspetti del gioco che fino a oggi erano rimasti completamente nascosti.

Onimusha Way of the Sword – Una narrativa più ambiziosa del previsto

Non entreremo nei dettagli della trama, perché gran parte del fascino di questa sezione risiede proprio nelle sorprese che Capcom ha deciso di costruire attorno alla figura di Musashi e al misterioso Guanto Oni.

Possiamo però dire che Way of the Sword punta molto più sulla narrazione rispetto ai capitoli classici della serie. Dopo lo scontro con Ganryu, una lunga sequenza cinematografica approfondisce il rapporto tra i protagonisti e il significato stesso del potere Oni. Da una parte troviamo Ganryu, sempre più ossessionato dalla ricerca di forza, dall’altra Musashi, deciso invece a liberarsi del peso rappresentato dal guanto.

È una contrapposizione che sembra destinata ad accompagnare l’intera avventura e che lascia intuire una caratterizzazione dei personaggi decisamente più approfondita rispetto al passato.

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Il guanto Oni sarà una dannazione per Musashi

Kyoto non è soltanto uno scenario

La novità più interessante emersa da questo hands-on riguarda senza dubbio la struttura esplorativa. Per buona parte della demo abbiamo avuto la possibilità di muoverci liberamente all’interno di una porzione di Kyoto, scoprendo un mondo che appare molto più vivo rispetto a quanto mostrato finora. I cittadini popolano le strade, è possibile parlare con numerosi PNG e, soprattutto, accettare missioni secondarie che arricchiscono la progressione.

Si tratta di un elemento completamente inedito per quanto visto finora. Completando questi incarichi si ottengono anime aggiuntive e ricompense da investire nell’albero delle abilità, oltre a materiali utili per migliorare l’equipaggiamento e le armi.

È una struttura che incentiva l’esplorazione senza interrompere il ritmo dell’avventura e che restituisce finalmente la sensazione di trovarsi in una città viva, invece che in una semplice successione di livelli.

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Kyoto sarà molto importante per le vicende di Onimusha Way of the Sword

Il combattimento continua a essere il punto di forza

Se c’era un aspetto che già ci aveva convinti durante la prima prova era proprio il sistema di combattimento, e queste tre ore non hanno fatto altro che rafforzare quella convinzione.

Combattere è semplicemente divertente. Ogni colpo trasmette peso, le parate restituiscono un feedback eccellente e le schivate permettono di mantenere costantemente alta la tensione degli scontri. Il gioco premia chi osserva i movimenti degli avversari e riesce a leggere correttamente i loro attacchi, evitando che gli scontri si trasformino in una semplice pressione continua dei tasti.

È un sistema accessibile da comprendere ma capace di offrire soddisfazioni crescenti man mano che si imparano le meccaniche più avanzate, caratteristica che potrebbe renderlo apprezzabile tanto dai fan storici quanto da chi non ha mai giocato un Onimusha.

La demo ci ha messo davanti a tre boss fight che mostrano una buona varietà di situazioni:

Il primo è Daidara, un gigantesco Genma che trova piacere nella devastazione provocata dalla sua enorme arma. La sua aggressività costringe a sfruttare continuamente parate perfette e a rompere la sua guardia per creare aperture offensive, dando vita a uno scontro spettacolare e molto impegnativo.

Seguono poi Byakue e Rasho-gan, entrambi legati alle missioni secondarie di Kyoto. Il primo arriva dopo aver purificato una determinata area della città, mentre il secondo rappresenta uno degli scontri più interessanti della demo.

Rasho-gan ha infatti soggiogato numerosi fedeli del santuario Yasui Konpiragu con la promessa di esaudire i loro desideri. Durante il combattimento utilizza lunghi fili che si estendono dal suo corpo per colpire Musashi da ogni direzione, obbligando il giocatore a mantenere sempre alta l’attenzione.

Nessuno dei tre boss risulta scontato e ciascuno richiede un approccio differente, dimostrando come Capcom stia lavorando anche sulla varietà delle battaglie.

L’esplorazione cresce insieme ai poteri Oni

Anche il level design continua a convincere. Nel corso dell’avventura Musashi acquisisce progressivamente nuove abilità Oni che non modificano soltanto il combattimento, ma aprono anche nuove possibilità durante l’esplorazione.

Alcuni poteri permettono di abbattere pareti, raggiungere zone precedentemente irraggiungibili o recuperare tesori nascosti, spingendo il giocatore a tornare sui propri passi per scoprire nuovi percorsi.

Una filosofia che ricorda quella dei grandi action-adventure moderni e che aggiunge un piacevole senso di progressione senza risultare forzata.

Su PS5 Pro il colpo d’occhio è notevole

La build provata girava su PlayStation 5 Pro e, dal punto di vista tecnico, Onimusha Way of the Sword continua a impressionare.

Gli scenari sono ricchi di dettagli, gli effetti particellari accompagnano ogni combattimento senza appesantire l’azione e la direzione artistica valorizza magnificamente l’atmosfera della Kyoto feudale contaminata dall’oscura presenza dei Genma.

Ancora più convincente è la fluidità generale. Per tutta la durata della prova il titolo ha mantenuto i 60 fotogrammi al secondo senza evidenti cedimenti, anche durante gli scontri più affollati e ricchi di effetti visivi.

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Il RE engine si difende benissimo

Le sensazioni restano estremamente positive

Dopo questo nuovo hands-on, la sensazione è che Capcom stia costruendo un ritorno capace di rispettare la storia della serie senza restarne prigioniero. Le qualità già emerse nella nostra precedente prova vengono confermate praticamente sotto ogni aspetto, ma è soprattutto tutto ciò che ruota attorno al combattimento a sorprendere maggiormente.

Kyoto si rivela più ampia e ricca di attività del previsto, le missioni secondarie aggiungono spessore alla progressione, i poteri Oni incentivano un’esplorazione meno lineare e la narrativa sembra avere finalmente il peso che una produzione moderna richiede.

Mancano ancora poche settimane al lancio del 4 settembre, ma se il resto dell’avventura saprà mantenere la qualità mostrata in queste tre ore, Onimusha Way of the Sword potrebbe davvero rappresentare uno dei ritorni più riusciti degli ultimi anni per Capcom.

Vai alla scheda di Onimusha: Way of the Sword
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