The Wizard of Oz: Beyond the Yellow Brick Road – Anteprima The Wizard of Oz: Beyond the Yellow Brick Road

Da qualche parte, oltre l’arcobaleno

Chi non conosce la storia del Mago di Oz? La storia di Dorothy, giovane ragazza che vive nel Kansas con i suoi parenti, la cui casa viene un giorno trasportata in un mondo fantastico da un uragano; e che deve poi intraprendere un viaggio in questo nuovo mondo per trovare l’unico essere che possa aiutarla a tornare a casa: il Mago di Oz. A parte l’omissione e il cambiamento di alcuni dettagli, il gioco per DS ripercorre piuttosto fedelmente la famosa vicenda, e mette il giocatore nei panni della giovane Dorothy; solo che in questo caso lo scopo del gioco non sarà arrivare a Oz, ma sconfiggere le malvagie streghe che impediscono al potente Mago di Oz di usare la magia al meglio delle sue capacità, e lo farà con l’aiuto di tre compagni piuttosto particolari.
 

I protagonisti ridisegnati per l’occasione

 

Tre uomini e un cane

I famosi personaggi che accompagnavano Dorothy nella storia originale saranno presenti anche in questo gioco, e saranno anche i soli membri del party che utilizzeremo fino alla schermata finale. Lo spaventapasseri, che vorrebbe dal Mago un cervello; il Leone, che desidera del coraggio e l’Uomo di latta, che ambisce ad avere un cuore: ognuno di questi personaggi ha un ruolo ben preciso nel gioco, e avrà caratteristiche predeterminate e invariabili: lo Spaventapasseri sarà veloce ma debole, l’Uomo di Latta lento e forte e il Leone sarà una via di mezzo. Ognuno di loro sarà inoltre particolarmente potente contro uno dei quattro tipi di nemico presenti nel gioco: Fantasma (Dorothy), Acqua (Spaventapasseri), Corazzati (Leone) e Pianta (Uomo di latta). Anche Toto accompagnerà Dorothy nel suo viaggio, ma non la aiuterà in combattimento, e si limiterà a eseguire delle acrobazie quando non muoviamo Dorothy per molto tempo.

L’esplorazione avviene tramite touch screen, ma in modo diverso da quanto visto in giochi come Phantom Hourglass e simili: sullo schermo inferiore del DS sarà infatti presente una "sfera", che dovremo costantemente roteare in qualsiasi direzione, e Dorothy si muoverà in quella direzione con velocità proporzionale al vigore con cui abbiamo mosso la sfera. Potremo correre molto velocemente o camminare; come sistema di controllo è certamente intuitivo, anche se non sempre agile: la telecamera non segue perfettamente Dorothy e a volte risulta scomoda.

I combattimenti sono identici a quelli di un qualsiasi altro RPG a turni, a parte un piccolo dettaglio: il ratio. Ogni personaggio ha un ratio fisso, e durante ogni turno potremo utilizzare tutti i personaggi che vogliamo, a patto che la somma dei loro ratio non superi il 4. Trovare le combinazioni più efficaci in una determinata situazione si rivelerà importantissimo, e il giocatore dovrà far ricorso a tutta la sua abilità strategica per evitare di soccombere al nemico.

 

Nessun posto è come casa propria

La struttura del gioco è a "missioni": partendo dall’hub centrale, ovvero il Castello del Mago, il giocatore dovrà scegliere un’area da esplorare a fondo; alla fine di ogni livello ci aspetta un battaglia contro un boss: come contro i normali mostri, però, la vittoria non ci farà ottenere denaro ma solo esperienza e oggetti. La valuta è rintracciabile durante l’esplorazione, in quantità piuttosto esigue (per fortuna gli oggetti, almeno all’inizio, non costeranno una fortuna) e sarà possibile spenderla una volta tornati al castello.

Dal punto di vista tecnico, il gioco è eccellente: vanta una grafica che potrebbe senza timore di smentita essere definita come la migliore mai vista sul DS: gli scenari sono idilliaci ed estremamente curati, così come i modelli dei personaggi e dei mostri. Simpatico il character design, ma potrebbe rivelarsi non adatto ai gusti di tutti. Anche dal punto di vista del sonoro si rimane sopra la media, le musiche che accompagnano esplorazione e battaglia sono decisamente appropriate.

I difetti, comunque, ci sono: ci si potrebbe lamentare che è molto lineare e anche piuttosto facile, soprattutto nei combattimenti. Ma per l’esperienza che regala, quella di vivere una favola, val ben la pena di trascurarli. Ora non resta altro che attendere la release europea per poterne discutere meglio in sede di recensione.
 

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