007 First Light – Quanti giochi ha avuto Bond?

007 First Light ci mette sì nei panni di un Bond giovane, ma lo storico 007 ha uno storico di giochi piuttosto... letale!

007 First Light - Quanti giochi ha avuto Bond

007 First Light è ormai alle porte e in attesa dell’uscita, ma anche per titillare l’algoritmo di Google con l’utilizzo delle giuste keyword, ho voluto utilizzare la scusa di qualche editoriale per farmi un po’ di sana cultura. Se gli altri due editoriali riguarderanno l’analisi delle lyrics della canzone di Lana Del Ray e il cast del gioco, questo è totalmente dedicato alla storia del brand a livello videoludico.

La tua missione, se deciderai di accettarla…. no, brand sbagliato. Let’s go!

007 First Light, solo l’ultimo di una lunga serie di giochi di Bond

La storia ludica di Bond inizia negli anni ’80, ben 20 anni dopo l’arrivo del primo film, “Dr. No”, nelle sale.

1982 – Shaken but not stirred

Avventura testuale sviluppata e rilasciata nel 1982 da Richard Shepherd Software (azienda di sole due persone e che durerà giusto 3-4 anni), “Shaken but not stirred” ci mette nei panni di Bond, in missione per bloccare il Dottor Morte dal bombardare atomicamente la città di Londra. Tra anagrammi, ambienti ampi ma collegati e mappabili, e un solo salvataggio disponibile per l’intera avventura, il gioco fu ben recepito e considerato una buona trasposizione ludica del franchise di Bond, con qualche piccola critica relativa all’utilizzo, da parte di James, di droghe (droghe, non farmaci) per curarsi.

La miglior frase che ho trovato a riguardo? “Functionally Shaken but Not Stirred is a competent, interesting game for a single playthrough. But after that, it’s hard to get up the energy to want to play it again. For this text adventure once is very much enough.

Legit.

007 first light - gioco del 1982, Shaken but not stirred

1984 – James Bond 007

Poco meno di 2 anni dopo Shaken but not Stirred, arriva su Atari 2600, Atari 5200 e Commodore 64, James Bond 007. Sviluppato originariamente per l’SG-1000 in Giappone con il fantasiosissimo nome di 007 James Bond, fu ripubblicato da Parker Brothers sulle console che citavo prima, tanto da arrivare ad una release mondiale, il primo della serie a ottenere questo traguardo (fa pensare a release NON mondiali di videogiochi, no?).

James Bond 007 contiene 4 livelli ed è completamente ambientato su un mezzo multifunzione che fa da macchina, sottomarino e aereo: andando da sinistra a destra progrediremo nel livello, e ad ostacolarci ci sono vari tipi di nemici, da abbattere prontamente con i nostri proiettili e bombe. I livelli sono ispirati a 4 film della serie, ossia il Diamonds are Forever del 1971, il The Spy Who Loved Me del 1977, il Moonraker del 1979 e infine il For Your Eyes Only del 1981.

Dallo sviluppo un po’ travagliato, James Bond 007 fu apprezzato per la diversità di missioni e armi, mentre con il senno di poi alcuni sono stati un po’ più cattivi, definendo il titolo “easily the worst cartridge in the Parker Brothers library“.

007 first light - gioco del 1984 - James Bond 007

1985 – A View to a Kill

Un titolo ma tecnicamente due giochi, A View to a Kill era infatti il nome di due giochi rilasciati nello stesso anno, uno action, l’altro avventura testuale. A View to a Kill: The Computer Game, sviluppato da Domark, arrivo su ZX Spectrum e Commodore 64, fra gli altri, mentre James Bond 007: A View to a Kill, sviluppato da Mindscape, era solo per MS-DOS, Macintosh e Apple II.

L’action game aveva 3 sezioni diverse, partendo da Parigi, con una fase più puramente da shooter, a San Francisco, sezione più di fuga con telecamera laterale; nella terza sezione Bond doveva disinnescare la bomba del cattivone di turno.

Sull’avventura testuale, invece, ci sono molte meno info, ma il tempo ha fatto sopravvivere un paio di critiche alla difficoltà del primo livello, quasi impossibile da superare se qualcuno… non aveva visto il film. Dark Souls dove???

1987 – The Living Daylights

Nome stranissimo per questo “sequel”, in quanto sempre pubblicato da Domark, dopo il deciso insuccesso di A View to Kill: The Computer Game. Il titolo era un light gun shooter per ZX Spectrum e Commodore 64, principalmente.

1988 – James Bond: Live And Let Die

Ispirato solo nominalmente al film omonimo di 15 anni prima, anche questo titolo fu rilasciato per ZX Spectrum e Commodore 64, fra gli altri. Sviluppato da Elite Systems Internation e solamente pubblicato da Domark, James Bond: Live And Let Die è un racing game a bordo di un motoscafo. Originariamente creato come titolo a sé, gli fu appiccicato il brand 007 per la somiglianza del gameplay agli inseguimenti in barca del film omonimo.

1989 – 007: Licence to Kill

Rimaniamo in contesto shooter, questa volta con uno shooter top down verticale, nuovamente pubblicato da Domark. Forse il primo titolo a seguire piuttosto fedelmente la trama del film corrispondente, 007: Licence to Kill è composto da 6 livelli, tutti un costante inseguimento del cattivone Sanchez. Questo fu il primo titolo a ricevere dei porting, più precisamente uno per BBC e uno per NES (in realtà poi mai resa disponibile al pubblico).

1990 – James Bond: The Spy Who Loved Me

Un gioco all’anno ormai per il povero Bond. Di nuovo Domark, di nuovo Commodore e ZX, di nuovo un top down shooter su veicolo. Un titolo definito “competente”, ma poco più.

1990 – 007 James Bond: The Stealth Affair

Torniamo agli adventure game con il titolo del 1990, sviluppato da Delphine Software e il primo – da un po’ – non prodotto da Domark (ma da U.S. Gold in Europa e Interplay Productions in America). A parte la confusione narrativa di uno 007 che prende gli ordini dalla CIA, Operation Stealth è un avventura più simile ad un’opera Lucas Arts che ad un titolo bondiano. Narrativamente è il primo titolo ad avere una storia completamente originale e ben sviluppata, ma i giudizi variavano molto, chi elogiando la UI, chi criticando la natura troppo da hidden game del gioco.

1992 – James Bond Jr.

Nome di 2 giochi diversi, pubblicati entrambi da THQ nel 1992, James Bond Jr. rappresenta sia un platformer per NES che un action game di Gray Matter. Dei giochi in sé è rimasto poco da dire, ma è interessante l’IP in sé, legata all’idea che il nipote di Bond, ma suo omonimo, potesse vivere avventure simili a quelle di suo zio. L’IP fu trasformata prima in una serie televisiva in 65 episodi, poi in 6 libri e in alcuni fumetti, e infine proprio in questi 2 videogiochi, che ricevettero recensioni perlopiù medie e negative.

1992/94 – James Bond 007: The Duel

Ritorna Domark con questo action game di 007 rilasciato prima per il Mega Drive/Genesis e, negli anni successivi, per il Master System e Game Gear. La struttura è quella di un side scroller, e Bond dovrà affrontare la solita schiera di scagnozzi e boss. Il gioco è tecnicamente l’ultima apparizione di Timothy Dalton nel ruolo di Bond, nonostante l’ultimo effettivo film dell’attore britannico fosse uscito nel 1989 (License to Kill).

Fu il primo ad usare una storyline completamente originale ma che utilizzava personaggi esistenti del brand 007, come Jaws e Oddjob. Questo trend fu un andirivieni abbastanza costante nelle narrazioni dei Bond successivi, complici di un ping-pong piuttosto ilare.

1997 – Goldeneye

Che te lo dico a fare? Il 1997 è l’anno in cui viene rilasciato un gioco considerato epico, a quasi 30 anni dal suo arrivo su Nintendo 64. GoldenEye 007 è un FPS, sviluppato da Rare e pubblicato da Nintendo, ovviamente basato sul Goldeneye del 1995. Comprensivo di un comparto multiplayer splitscreen, il titolo Rare nacque come un platformer side-scroller per lo SNES, evolvendosi poi in shooter grazie alle ispirazioni dettate, tra gli altri, dal Doom del 2003.

Con 8 milioni di copie vendute, GoldenEye 007 è il 3° gioco Nintendo 64 più venduto di sempre, e nel 1998 ha persino ricevuto un premio BAFTA. Considerato (a giustizia) uno dei giochi più d’impatto della storia, il titolo è giocabile ora su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 grazie al servizio Nintendo Classics.

1998 – James Bond 007

Qualche passo indietro tecnico per questo titolo Game Boy sviluppato da Saffire e pubblicato da Nintendo. Anche questo titolo utilizza personaggi storici dell’IP Bond, come Jaws e Oddjob, in una storia però nuova. Comparato da alcuni a Link’s Awakening, il titolo ha una telecamera dall’alto e ci mette in mano un vasto arsenale con cui affrontare 11 livelli; novità dell’epoca, almeno per il brand, era l’inserimento della capacità per James di utilizzare mosse di karate e dei minigiochi più classici, come il baccarat e il blackjack.

Anche questo titolo prese voti piuttosto alti da molte redazioni, che ne apprezzarono la chiara personalità e l’introduzione di nuovi verbi di gioco, mentre altre ne trovarono poco soddisfacenti le meccaniche RPG e il ritmo apparentemente lento.

1999 – Tomorrow Never Dies

Sviluppato da Black Ops Entertainment e co-pubblicato da EA e MGM Interactive per la prima PlayStation, Tomorrow Never Dies è un TPS con alcuni elementi stealth. Tra un livello e l’altro, Tomorrow Never Dies includeva spezzoni del film, e 3 livelli erano di guida (sci e auto). Il plot seguiva a stretto giro quello del film, e il suo sviluppo inizio poco prima della release di quest’ultimo, ma durò 2 anni, arrivando quindi 2 anni dopo l’uscita nelle sale di Tomorrow Never Dies.

1999 - Tomorrow Never Dies

2000 – The World Is Not Enough / 007 Racing

Si ritorna al genere degli FPS con The World Is Not Enough, sviluppato da Eurocom e pubblicato da EA su Nintendo 64 e su PlayStation. Ritenuto un buon titolo, al punto da paragonarlo al GoldenEye di 3 anni prima, The World Is Not Enough ricevette buone valutazioni grazie a grafica e framerate, e le uniche lamentele sembravano toccare l’IA dei nemici. La versione N64 sembra inoltre più apprezzata di quella PS, for reasons….

Le missioni sono molto varie e vario è l’arsenale che avremo, creando anche interessanti approcci di gameplay (armi silenziate e non silenziate, ad esempio); interessante anche l’assenza completa di cure, qui eliminate per far spazio alla sola armatura. Il multiplayer include ben 14 mappe e utilizza, se necessario, bot. Il gioco arrivò nel 2001 anche su Game Boy, ovviamente trasformato in action adventure a scorrimento.

Sempre nel 2000 arriva 007 Racing, un racing game sempre pubblicato da EA ma stavolta sviluppato da Eutechnyx. Settima comparsata di Pierce Brosnan, qui Bond ha nuovamente le sue fattezze ma non la sua voce. Il titolo è uno spin-off della serie classica, e utilizza i veicoli di ben 17 film diversi, dall’Aston Martin DB5, alla Lotus Esprit, alla MBW Z8. Interessantemente il gioco utilizza una versione modificata del motore di gioco già usato da Eutechnyx per Le Mans 24 Hours. Un sequel sarebbe dovuto arrivare a breve per PS2, ma la cosa scomparve nel dimenticatoio senza troppe remore. Le recensioni furono medie, per colpa di una brutta grafica e per alcuni momenti di gameplay che sembrano “più un lavoro che un momento di divertimento”.

2001 –  James Bond 007: Agent Under Fire

Rimaniamo con EA per James Bond 007: Agent Under Fire, FPS sviluppato da EA Redwood per PlayStation 2, GameCube e Xbox. Originariamente doveva riflettere alcuni degli eventi narrativi di The World is Not Enough ma poi lo sviluppo virò verso un prodotto originale. La varietà di gadget presenti nel gioco fu particolarmente gradita, come lo fu la possibilità di utilizzare, in molte situazioni di combat, l’ambiente per eliminare nemici o ostacoli; questo era collegato all’ottenimento dei cosiddetti “Bond Moment”, punti aggiuntivi per quello che era in fin dei conti un punteggio di fine run, un po’ a là Resident Evil.

2002 – James Bond 007: Nightfire

Nuovo anno, nuovo FPS, questa volta uscito su tutte le maggiori piattaforme di quell’anno (e poi arrivato anche su GameBoy Advance). Anche questo titolo splitta l’offerta in due parti: da un lato la campagna single player, nella quale tornano i “Bond Moments” e il numero elevato di gadget ma che ora offre una struttura più a sandbox, con una serie di obbiettivi da completare in un’area prima di poter sbloccare l’uscita; dall’altra, il comparto multiplayer, con diverse mappe ispirate a location storiche del brand, come il Fort Knox di Goldfinger.

Per la produzione di questo titolo le mani ai fornelli erano moltissime: lo sviluppo originale era infatti in mano a Euroconom, mentre l’allora relativamente novella Gearbox Software (che l’anno prima aveva sviluppato un port PS2 di Half-Life) si occupò della versione Windows. In particolare furono i livelli subacquei a richiedere aiuto supplementare, che arrivò grazie a Savage Entertainment (quelli di Star Wars Battlefront 2 su PSP).

A livello di recensioni il titolo si attestò su un voto perlopiù favorevole, tanto che James Bond 007: Nightfire fu in gara per vincere il premio di “miglior shooter su GameCube”, onorificienza che però venne assegnata a Timesplitters 2.

2003 – James Bond 007: Everything or Nothing

Come promettevo, continua il ping pong di genere, e infatti James Bond 007: Everything or Nothing è un…… TPS!

La natura fondamentalmente stealth del gioco sembra essere la causa più evidente di recensioni perlopiù nella media, al quale vanno sicuramente aggiunte le delusioni relative alla poca rigiocabilità del titolo e all’impatto poco positivo della telecamera di gioco isometrica. In compenso la soundtrack sembra essere il picco qualitativo dell’intera produzione. James Bond 007: Everything or Nothing era inizialmente un titolo GameBoy Advance, ma arrivo l’anno dopo su PlayStation 2, GameCube e Xbox.

2004 – GoldenEye: Rogue Agent

Non lasciarti ingannare dal nome, perché GoldenEye: Rogue Agent, esattamente come 007 Racing, è uno spin-off e non si riferisce né al film né al gioco omonimi. Il nome in questo caso si riferisce al protagonista che, dopo aver perso un occhio, ne riceve uno cibernetico, di colore d’oro. Perché d’oro? Beh, perché apparentemente in GoldenEye: Rogue Agent seguiamo gli ordini di niente meno che Auric Goldfinger stesso.

Un FPS particolarmente concentrato sui “poteri” del protagonista (non Bond, ma un agente disertore), GoldenEye: Rogue Agent ci permette di vedere attraverso i muri, hackerare sistemi elettronici, e tanto altro. Tanti gadget per una missione molto semplice: uccidere Dr. No. Interessante inoltre l’utilizzo della mano libera per lanciare granete o per prendere un nemico come temporaneo ostaggio.

Il gioco non fu recepito benissimo, giudizi che sembravano riconoscere nella mancanza di personalità del protagonista e del gioco nel suo complesso il principale colpevole, al quale si aggiungono un gameplay molto medio e un interpretazione invece ottima di Judi Dench nel ruolo di M. Per EA il titolo fu comunque un successo commerciale, quindi…. felici loro, felici tutti.

2005 – From Russia with Love

Dal nulla e con 42 anni di ritardo, arriva su GameCube, PlayStation 2, Xbox e PSP “From Russia with Love“, gioco che chiaramente richiama le vicende di Bond nel film, appunto, del 1963. Ad oggi è l’unico gioco ad utilizzare le fattezze di Sean Connery nei panni di James Bond, nonché la sua voce e performance (tutto creato apposta per il gioco), e l’ultima volta che Connery ha vestito ufficialmente il ruolo prima della sua morte nel 2020. Ironicamente From Russia with Love fu anche l’ultimo gioco pubblicato da EA prima della perdita dei diritti (che andarono ad Activision dall’anno successivo).

Il gioco utilizza la trama del film per danzare narrativamente attorno ai limiti narrativi del tempo: era infatti in corso una guerra interna per i diritti di alcuni elementi del franchise, e il gioco non utilizza il nome SPECTRE, ma quello di Octopus, organizzazione criminale che tra l’altro è priva di un leader centrale com’era Blofeld per SPECTRE appunto. Sono presenti inoltre gadget e mezzi presi da altri film, come il jetpack di Thunderball.

Il gioco viene tra l’altro condito di molti più momenti di combattimento corpo a corpo, cosa che tutt’oggi definisce proprio in Connery (e Craig) il Bond più “manesco” e meno “sparatore”. From Russia with Love ricevette un po’ di sano amore per l’aspetto grafico e la difficoltà di gioco, ma i difetti sembravano nuovamente ricadere su un IA nemica molto pedante e alcuni momenti “morti” nella run di gioco.

2008 – Quantum of Solace

Da Connery saltiamo a Craig con Quantum of Solace, sparatutto per lo più in prima persona (con qualche momento in terza) arrivato su PlayStation 2 e PlayStation 3, Nintendo DS, Wii e Xbox 360 verso la fine del 2008. Sviluppato da Treyarch (sì, quelli), il gioco segue la trama del film e offre il debutto videoludico di Daniel Craig nel ruolo di James Bond.

Interessantemente, il titolo è solo un TPS su PlayStation 2, switchando invece da FPS a TPS nelle altre versioni. Lo stealth è necessario in alcune zone, e Bond può raccogliere le armi lasciate dai nemici atterrati, oltre a prendersi cura di nemici molto ravvicinati con degli specifici QTE. La versione DS del gioco, inoltre, utilizza una telecamera isometrica che si sposta dietro le spalle di Bond nelle sezioni di combattimento corpo a corpo.

Nonostante il Bond di Craig sia meno portato ad utilizzare gadget rispetto ai suoi predecessori, gli sviluppatori ne hanno comunque voluti aggiungere nel Quantum of Solace videoludico, cosa che sembra aver funzionato a rendere il mondo di Bond contemporaneamente più fedele all’IP e più realistico. Applausi agli environment e alla musica (nuovamente in mano a Christopher Lennertz, che già aveva musicato il gioco From Russia with Love), molte critiche alla brevità del gioco e… hai indovinato, all’IA nemica.

2010 – GoldenEye 007

No, non ci vedi doppio. È stata una sorpresa anche per me, dato che l’avevo completamente rimosso dalla mia memoria, ma GoldenEye 007 è una reimmaginazione del titolo originale del 1997 e del film del 1995. Annunciato all’E3 2010, questo titolo ha effettuato un po’ di modifiche al materiale originale, in particolare ambientando tutto dopo la guerra fredda e la caduta dell’Unione Sovietica, e sostituendo quasi tutti i personaggi dell’originale con le loro controparti dell’era Craig (quindi ciao Moneypenny e ciao Q).

Questa reimmaginazione è quindi pensata per essere localizzata fra Quantum of Solace e Skyfall, e porta con sé alcune meraviglie tecniche della generazione, come gli ambienti distruttibili, la salute che si rigenera e il multiplayer online. La sigla, originariamente cantata da quel mito su due gambe chiamato Tina Turner, fu reinterpretato da Nicole Sherzinger, e la colonna sonora del gioco fu fatta da David Arnold, compositore per i film da Tomorrow Never Dies fino proprio a Quantum of Solace.

Le recensioni furono quasi completamente positive e GoldenEye 007 ricevette una versione Reloaded, rimasterizzazione del titolo per l’uscita su PlayStation 3 e Xbox 360.

2010 – James Bond 007: Blood Stone

TPS in mano a Bizarre Creation e sviluppato da Activision, James Bond 007: Blood Stone arrivò su Nintendo DS, PlayStation 3 e Xbox 360 a fine 2010. Come puoi intuire dal nome, è un titolo originale e non collegato ad un film esistente, ma la sua storia si piazza fra Quantum of SolaceSkyfall.

Alcuni elementi di stealth hanno avvicinato il titolo, agli occhi di molti, a Splinter Cell: Conviction, mentre le diverse sezioni di combattimento corpo a corpo sembrano più avvicinarlo a Uncharted. Il motion capture fu particolarmente curato, grazie all’aiuto di Ben Cooke, stunt di Craig nei film; la sigla, “I’ll take it all”, è questa volta in mano a Joss Stone.

Le recensioni che riesco a trovare sono medie, e si riferiscono ai valori produttivi elevati, sbilanciati però da una storia con poco mordente, un mission design stanco e una durata un po’ trascinata. Come il prossimo titolo, anche Blood Stone fu rimosso non appena Activision perse i diritti del franchise di James Bond.

2012 – 007 Legends

Ultimo titolo di questa lunghissima lista (almeno fino all’uscita di 007 First Light), 007 Legends è un FPS sviluppato da Eurocom e pubblicato da Activision. Pensato per coincidere con il 50esimo anniversario del franchise, il titolo conteneva una missione per ogni era di Bond, da Goldfinger, a Moonraker, a Die Another Day, fino a Skyfall. La scusa narrativa era una sorta di stato di pre-morte del Bond di Craig che, di conseguenza, si ritrovava a ripensare a missioni precedenti (anche se tecnicamente di altri Bond).

Le recensioni non sono state troppo gentili con questo gioco, definendolo un’occasione mancata, blando e poco ispirato, con l’offesa peggiore costituita da “un titolo che forza i momenti più iconici di Bond in un gioco clone di Call of Duty”. Di tutti i titoli che ti ho illustrato finora, questo potrebbe essere l’unico che non sarai mai in grado di recuperare perché, con la scadenza dei diritti del franchise in mano ad Activision, 007 Legends è stato rimosso da tutti gli store digitali.


3247 parole costituiscono un enorme sforzo, ma servono anche solo ad accennare la quantità di titoli di 007 che sono esistiti, negli anni. 31 giochi (non ve li ho elencati tutti ma solo quelli di cui sono riuscito a recuperare un po’ di info) in 41 anni! Ora resta tutto in mano a 007: First Light, un titolo che, te lo confesso, spero sia il primo di una lunga serie. IO Interactive, gli occhi sono tutti puntati su di te.

Vai alla scheda di 007 First Light
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