Back in Time – Ninja Gaiden: Dragon Sword

L'ultimo Ninja Gaiden pensato per handheld.

Ninja Gaiden è una serie antica, che ha vissuto una seconda giovinezza a partire dal 2004 dopo uno iato di quasi dieci anni. Il successo di Ninja Gaiden (quello per Xbox) ha spinto Tecmo a proporne diverse versioni (Black e Sigma, poi su PS Vita nell’edizione Plus) e ad espandere nuovamente la saga, con l’uscita di ben due giochi nel 2008, fra i quali il più celebre è Ninja Gaiden II per Xbox 360, preceduto di qualche mese da Dragon Sword per DS, che debuttava in Europa esattamente dodici anni fa.

Benvenuta Momiji!

Dragon Sword si colloca fra Ninja Gaiden Black e Ninja Gaiden II. Sei mesi dopo l’epilogo del primo, Ryu Hayabusa ha ricostruito il suo villaggio, ma la quiete è destinata a durare per poco: il Clan del Ragno Nero rapisce la giovane Momiji, una promettente kunoichi allenata da Ryu in persona. La perfida strega Obaba, leader del clan avverso, è alla ricerca dell’Occhio del Dragone. Alla disperata ricerca di Momiji, il prode Hayabusa rinviene una Pietra del Drago Oscuro; allorquando tutte le pietre saranno riunite, accadrà qualcosa di molto sgradevole…

La trama, come da tradizione della serie, è un concentrato di banalità poco interessanti, ma si notano alcune differenze rispetto ad altri capitoli: innanzitutto, la narrazione e i dialoghi si servono di gradevolissimi artwork fumettosi, probabilmente per ovviare ai limiti tecnologici dell’hardware; secondariamente, il Villaggio Hayabusa è popolato da NPC, con cui è possibile intrattenere alcune conversazioni, perlopiù inutili, se escludiamo i consigli di Denroku e ovviamente Muramasa, che è il venditore di Ninpo e altri potenziamenti.

Ninja Gaiden Dragon Sword

L’elemento più interessante è l’introduzione della bella Momiji, personaggio che resterà poi nella serie come presenza di corredo: la troviamo – come personaggio giocabile – in Ninja Gaiden Sigma 2 (e nel suo port Plus), in Ninja Gaiden 3 (utilizzabile nella versione Razor’s Edge) e anche in Yaiba. La giovane kunoichi apparirà anche in giochi di altre serie, fra cui Dead or Alive 5 Ultimate.

Un action (quasi) 3D…

Per il ritorno su handheld gli sviluppatori avrebbero potuto riprodurre i fasti dell’action/platform bidimensionale, genere che ha caratterizzato la serie a cavallo fra Anni Ottanta e Novanta; una soluzione tradizionale e di facile realizzazione su DS. E invece quei “draghi” di Team Ninja se ne sono usciti con un gioco d’azione in terza persona in pseudo-3D, nel senso che i modelli poligonali si muovono in ambienti pre-renderizzati. Il risultato, nell’ambito della line-up del 2008 del portatile di Nintendo, ha del prodigioso: i modelli poligonali sono stupefacenti, soprattutto quelli dei boss, e tutto va a 60 fps. Ovviamente non vedremo decine di nemici in azione, ma comunque in diverse situazioni lo schermo sarà piuttosto affollato.

Ninja Gaiden Dragon Sword

Anche il sonoro si difende bene, seppure non sia in grado di stupire come la grafica. La OST è caratterizzata da brani movimentati e sonorità tipicamente orientali, che ben si sposano – ovviamente – alle (poche) parole pronunciate in Giapponese dai personaggi. È presente un’opzione apposita per l’ascolto in cuffia, che è consigliato considerata l’ottima qualità audio.

… con controlli (quasi) interamente touch

Dragon Sword sfrutta a dovere la caratteristiche di Nintendo DS: il gioco, infatti, fa uso del microfono (per alcuni semplici enigmi) e di entrambi gli schermi, richiedendo di impugnare la console in verticale, come in Hotel Dusk: Room 215, in modo ben poco ergonomico. Lo schermo di sinistra ospita la mappa del livello, mentre in quello di destra si svolge l’azione.

Il sistema di controllo, similmente a quello di The Legend of Zelda: Phantom Hourglass, si avvale del touchscreen per eseguire tutte le azioni, ad eccezione della parata, deputata a un tasto qualsiasi (ma non Start e Select, che aprono il menu di pausa). In questo modo Ryu può camminare, saltare, rotolare, utilizzare armi da lancio (come gli immancabili shuriken e l’arco) ed eseguire diverse mosse e combo, basate su linee orizzontali e verticali tracciate sui nemici. Sempre tramite il touchscreen è possibile eseguire altre azioni, come gli attacchi speciali e le magie: i Ninpo si attivano premendo il tondo in alto a sinistra e disegnando il simbolo corrispondente; spesso sono indispensabili per risolvere semplici puzzle.

Ninja Gaiden Dragon Sword

Funziona? Abbastanza. Non è un caso che le fasi platform siano state notevolmente ridotte: la corsa e il salto, infatti, non risultano precisi come dovrebbero, probabilmente per lo “stridore” fra mondo tridimensionale e grafica bidimensionale. Quando Ryu è in aria, soprattutto nelle fasi di combattimento, non è facile intuire dove andrà a finire, anche a causa di una telecamera che fa a pugni con uno schermo davvero ridotto. Talvolta può anche capitare che il gioco non legga correttamente l’input del salto (una linea dal basso verso l’alto). Ad ogni modo, al netto di questi difetti, fa piacere che Team Ninja si sia sforzato di realizzare un gioco che sfrutti tutte le gimmick della console, e che lo faccia anche bene, per quanto Dragon Sword non possa che risultare estremamente limitato rispetto ai giochi usciti su home console.

E la sfida?

Il primo Ninja Gaiden del “nuovo” ciclo è rinomato per l’elevato livello di sfida, che mette a dura prova i giocatori anche a difficoltà Normale. Si tratta, comunque, di una caratteristica che si è un po’ persa con il tempo, ma dobbiamo ricordare che Dragon Sword è il primo Ninja Gaiden ad uscire dopo Sigma. Chiunque abbia portato a termine il prequel non troverà pane per i suoi denti questa volta, soprattutto contro i boss, visto che la difficoltà Normale (l’unica selezionabile all’inizio) costituisce una passeggiata di salute. Ciò è dovuto sicuramente ai limiti tecnici della console, che hanno impedito a Team Ninja di sviluppare un’intelligenza artificiale più acuta, ma probabilmente c’è anche una scelta “programmatica” in tal senso: a più di qualcuno è sembrato che Dragon Sword fosse mirato ad un target meno smaliziato, probabilmente anche più giovane (anche se dobbiamo considerare il PEGI 16+).

Ninja Gaiden Dragon Sword

D’altro canto, non ci sentiamo di stigmatizzare il gioco per la sua facilità: con un sistema di controllo meno preciso di quello eccellente visto su Xbox e uno schermo grande come un francobollo, sarebbe stato eccessivamente frustrante sottoporsi ad una sfida ardua come quella proposta da Ninja Gaiden.

E così i tredici capitoli che compongono l’avventura di Ryu scorrono senza grossi patemi e piuttosto rapidamente: dovrebbero, infatti essere sufficienti dalle cinque alle sette ore per vedere i titoli di coda. I fattori che dovrebbero aumentare la giocabilità sono costituiti dalle classifiche online, dagli ulteriori livelli di difficoltà e dai collectible, talismani di legno che possono essere raccolti in varie circostanze e che sbloccano extra quali le cutscene e i diari. Peccato che, tutto sommato, Dragon Sword non offra un’esperienza così interessante da invogliare a sviscerarlo per bene.

Ninja Gaiden Dragon Sword


Giocato adesso, Ninja Gaiden: Dragon Sword, pur non presentando grossi difetti, è caratterizzato da tutti i limiti che può avere un action 3D su Nintendo DS. Ciò non toglie che all’epoca fosse un vero e proprio gioiellino tecnico, considerato l’hardware su cui “gira”.

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