Cosa giochiamo questa settimana? – ep.1

Non solo orrore, in questo ultimo weekend di Febbraio

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1

Fuori fa ancora freddo, almeno qui in Svezia, e nella curiosità di voler sapere cosa giocano i miei colleghi nel weekend, ecco l’idea di far partire questa rubrica, nella quale ogni weekend (nei limiti di quanto riesco a raccogliere), vi diciamo cosa stiamo giocando noi. Non saranno sempre gli ultimi titoli del momento, ma forse questa settimana non è tra le migliori, per offrire varietà… VERO, REQUIEM???

Enrico Andreuccetti

Parto io, mentre i miei colleghi mi mandano i loro contributi. Inutile dire che mi dedicherò ad andare avanti con Resident Evil Requiem: non sono mai stato un vero fan degli horror, poi ho giocato Resident Evil 2 Remake e me ne sono follemente innamorato. Chiaro, la “caghetta” non diminuisce, nel giocare più e più titoli, ma ho imparato ad apprezzare quel tira-e-molla emotivo che gli horror – quelli fatti bene – stimolano a livello ludico. In particolare Requiem, con il suo utilizzo di molteplici stalker e vista l’alternanza del gameplay più survival di Grace con quello più caciarone di Leon, è un horror eccezionale, e, per quanto io sia in grado di giocare solo un paio d’ore alla volta, è una delle esperienze più intense che ho vissuto, ludicamente, di recente.

Non solo horror per me, però, perché oltre a Requiem sto giocando anche a Marathon, grazie al server slam appena rilasciato, e che durerà fino al 2 marzo alle 19. Ieri ho fatto due partite con Federico e… beh, è un titolo interessante: un po’ lento, forse, per i miei gusti, ma il ttk è molto buono e i nemici non-giocanti sono aggressivi al punto giusto.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 - love eternal

Ultimamente sto anche trovando molto piacere negli indie, tanto che ne sto portando avanti diversi allo stesso tempo, tutti sulla mia console principale (PS5 Pro): Love Eternal, un puzzle platformer che ha le vibe meccaniche di Celeste; Vampire Therapist, il cui titolo spiega tutto e che è straordinariamente approfondito e didattico nel trattare la psiche umana; Death’s Howl, che sto recensendo, un tattico a turni su griglia roguelike molto particolare, dall’impatto estetico memorabile e dalla difficoltà elevata.

Alessio Lucherini

Diciamo che questo mio fine settimana coincide con due compleanni (di cui uno da preparare a sorpresa), ordunque a casa ci starò davvero poco. Tuttavia in questi giorni non mi trovo (e troverò) su Resident Evil Requiem come la maggior parte dei giocatori, ma mi sto dilettando molto su Atelier Yumia, ripreso dopo tanto e che mi sta in qualche modo creando un effetto rilassante nel costruire e personalizzare le basi dove mettere la roba che si raccoglie lungo il proprio girovagare, oltre al sano spirito avventuriero.

Alternato a Yumia ho ripreso Xenoblade Chronicles 3 facendo l’NG+, un po’ per riassaporare certi particolari della storia che ho apprezzato parecchio, un po’ perché fremo nel sapere quando Monolith Soft presenterà il suo atteso progetto ancora avvolto nel velo. Magari sarà un nuovo Xenoblade e quindi giusto rinfrescare la memoria del terzo capitolo, oppure una nuova IP? Chissà, nel dubbio mi rinfresco di nuovo e mi riemoziono come la prima volta.

Ma poi cos’altro? C’è l’ottimo Slay the Spire, sempre un buon compagno di giochi per quell’oretta buona a farmi due partite con gusto. Poi in vista dell’accesso anticipato del secondo capitolo, che salterò preferendo aspettare l’uscita quando sarà, anche qui meglio rinfrescarsi un po’.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 - slay the spire

Infine, in vista di Life is Strange: Reunion ho ripreso in mano il primo capitolo per la terza volta. Un capolavoro degno dei migliori in circolazione, colpevole di averlo recuperato solo l’anno scorso ma sempre meglio che mai. Inutile dire che Life is Strange mi ha fatto innamorare della saga giocando successivamente tutto tranne il 2. E sì, ho giocato perfino Wavelengths, l’espansione di True Colors con Stephanie Gingrich protagonista. Bel personaggio fin da Before the Storm.

Per chiudere il preambolo volevo consigliare agli amanti dei metroidvania un titolo italiano uscito recentemente che è assai dignitoso, The Perfect Pencil di Studio Cima. Al netto di un backtracking non tanto accomodante è un bel gioiello. Trovate la mia recensione sul sito e se vi ha incuriosito, provatelo.

Elisa Erriu

La prima cosa che Dredge ti fa credere è che sarà una cosa tranquilla, tra te e il mare. Una barchetta, un villaggio di pescatori, il mare che luccica, tu che esci all’alba e peschi. Ed è vero, almeno all’inizio. È uno di quei giochi che ti accolgono piano, senza fretta, senza spiegarti tutto subito. Ti lascia respirare. Io l’ho giocato così: sessioni lente, senza correre, seguendo il ritmo del mare più che quello degli obiettivi. Ed è proprio lì che Dredge inizia a funzionare davvero, quando smetti di trattarlo come un “gioco da finire” e lo vivi come uno spazio in cui stare. Poi, quasi senza accorgertene, qualcosa cambia. Non esplode, non ti salta addosso. Ti osserva. Un po’ come il famoso abisso che se fissi a lungo, dopo un po’ lui fissa a lungo te.

La modalità di gioco è semplice, quasi banale: peschi, vendi il pescato, potenzi la barca, esplori isole sempre un po’ più lontane. Ma dentro questa semplicità c’è un equilibrio perfetto. L’inventario è un puzzle continuo, ogni pesce ha una forma diversa, ogni cattura va incastrata con attenzione nella stiva. Ci sono pesci comuni, rari, e poi quelli “sbagliati”, deformi, inquietanti, che sembrano arrivare da un libro lovecraftiano. Eppure anche loro entrano nel flusso naturale del gioco. Dredge non ti chiede di essere bravo, ti chiede di essere curioso. Di guardare cosa hai tirato su dal fondo e decidere cosa farne.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 (4)

La cosa sorprendente è che riesce a essere allo stesso tempo rilassante e inquietante senza mai spezzarsi. Di giorno è quasi zen: navighi, peschi, sistemi, torni al porto. Di notte, però, il mare cambia. Le luci diventano strane, le distanze sembrano ingannarti, inizi a dubitare di quello che vedi. Ma non è mai un horror aggressivo. È una tensione morbida, controllata. Ed è per questo che, paradossalmente, Dredge può piacere anche a chi soffre di talassofobia, come me. Perché è per questo che ho iniziato a giocarlo, per affrontare un po’ le mie paure. In modo sereno. Il mare non è realistico in modo oppressivo d’altronde: è stilizzato, leggibile, ti lascia sempre una via di fuga. La barca è casa, il porto è rifugio. Non ti punisce per avere paura.

Alla fine, il senso di Dredge è tutto nel suo nome. Dragare significa tirare su dal fondo, riportare a galla. Non solo pesci, ma storie, ricordi, tormenti. È un gioco che parla di ciò che scegli di affrontare e di ciò che preferisci lasciare sotto la superficie. Non ti resta addosso per una singola scena, ma per l’umore che ti lascia. Quando spegni, hai la sensazione strana di aver attraversato qualcosa di silenzioso e profondo. E per una volta, il mare non è stato un nemico, ma un luogo dove poter stare. Anche solo per un po’.

Marco Fazzini

Un sabato mattina apparentemente come tanti altri: tempo nuvoloso, voglia di riposarsi dopo una settimana piuttosto intensa e poca motivazione a iniziare l’ennesimo RPG da un milione di ore. È così che questo weekend mi sono ritrovato sulla luna, riscoprendo piacevolmente Deliver Us the Moon, titolo del 2018 sviluppato dal team olandese KeokeN Interactive.

Complice il giusto mood che mi spingeva verso un’esperienza di una manciata di ore non troppo impegnativa, ho veramente apprezzato le prime tre ore di gioco (mentre scrivo sono poco oltre la metà): enigmi abbastanza semplici ma non per questo poco intriganti, una trama da scoprire attraverso documenti e registrazioni, e soprattutto niente sparatorie.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 - deliver us the moon

Una luna un po’ diversa da quando l’avevo visitata l’ultima volta – nei panni di B.J. Blazkovicz, per riempire di piombo un po’ di nazisti – ma che forse proprio per questo ha saputo affascinarmi, dimostrando come tante volte fermarsi un attimo e dedicare qualche ora a un gioco per cui in quel momento si è predisposti piuttosto che a quello che il mercato impone e che tutti si aspettano che tu stia giocando (qualcuno ha detto Requiem?) è un ottimo modo per uscire dalla propria zona di comfort e godersi qualcosa di diverso.

Ma non sono impazzito del tutto, non temete: nel prossimo futuro ho in programma anche io una gitarella a Raccoon City!

Alessandro Tosoni

Comincio parlando dell’ovvio, così da potermi poi spostare sui titoli meno conosciuti e più interessanti da condividere proprio per questo. Ieri è uscito Resident Evil Requiem, quindi passerò buona parte del mio tempo libero a giocare quello. Sono un fan “strano” della saga. Non ho mai trovato interessante la narrazione, salvo forse nel settimo capitolo, ma adoro il level design dei Resident Evil. Mi godrò quindi un po’ di lussurioso design survival horror, sperando di non stufarmi dell’occasionalmente tedioso nemico stalker di Grace.

In parallelo, punto di rispolverare Nintendo Switch 2 per concludere GNOSIA, una visual novel basata su Lupus in Fabula ma ambientata nello spazio. Pur non eccellendo nella scrittura, il suo gameplay loop è molto divertente e ripropone bene le meccaniche del gioco da tavolo.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 (2)

Infine, in pieno stile “devo finirlo perché me lo han prestato”, cercherò di proseguire Donkey Kong Bananza. Platform veramente interessante nel suo design ma che ci ha messo un po’ prima di convincermi a pieno, molto creativo ma anche decisamente troppo facile. Infine, se sarò in vena di ascoltare qualche audiolibro mentre gioco qualcosa a mente spenta, continuerò a platinare The Crew Motorfest, una buona alternativa budget a Forza Horizon.

Cristian Gatti

Nel vortice di entusiasmo (più che lecito) scatenato dall’uscita di Resident Evil Requiem, io mi sono tuffato a capofitto in un’altra saga storica. Stiamo parlando di God of War, in particolare il titolo che occuperà il mio weekend sarà God of War: Ragnarok. Con l’uscita del nuovo Sons of Sparta e le prime immagini della serie TV di Amazon uscite in queste ultime ore, la voglia di rimettere mano all’intera saga è stata troppa per poter resistere.

In più God of War: Ragnarok è un vero e proprio capolavoro. Il secondo capitolo della nuova saga norrena approfondisce con particolare enfasi le dinamiche trattate nel primo titolo del 2018, valorizzando ancora di più l’evoluzione che c’è stata, non solo nel rapporto tra Kratos e il figlio Atreus, ma anche dello stesso Kratos. Da dio della guerra spietato e sanguinario, Kratos indossa le vesti di padre, che convive con un unico grande scopo: proteggere il proprio figlio.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 - god of war ragnarok

Ovviamente è un titolo che vi terrà impegnati molto più di un semplice fine settimana, a meno che la vostra intenzione non sia quella di azzerare completamente i vostri rapporti con il mondo esterno. Tuttavia, avere un po’ di tempo libero da dedicare a questo titolo vi permetterà di mettere (o rimettere) mano su un prodotto di livello assoluto che oltre a divertirvi vi farà emozionare come pochi altri giochi.

Alberto Sicilia

Non tutte le settimane sono semplici e lineari come le altre. A volte arrivo al weekend che l’unica cosa di cui ho davvero bisogno è staccare un attimo la spina dalla quotidianità per dedicarmi a qualcosa di già conosciuto e già esplorato; Un piccolo tuffo nel comfort del passato.

E questo era proprio il weekend perfetto per quel mood, a seguito dell’anniversario dei 30 anni di Pokémon, ho avuto la possibilità di passare qualche ora sdraiato sul divano a rilassarmi con Pokémon Rosso Fuoco. Ok, non è esattamente il capitolo della mia infanzia – il primo da me giocato è stato Pokémon Rosso e si, ieri pomeriggio ho anche aperto il cassetto contenente le vecchie console Nintendo, acceso il Game Boy Color e ho fatto un giretto su Pokémon Rosso – ma poi sono tornato alla realtà, sulla mia Switch 2 a giocare a questo nuovo porting della versione per GBA che ha dato nuova vita a quel primo capitolo.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 (3)

E dopo anni, cosa vi dico? Che è stato esattamente come la prima volta; nel bene e nel male. Mi sono ritrovato a scegliere ancora il mio caro Charmander, per poi prendere puntualmente i massi in faccia da Brock. Ma questa volta con la consapevolezza dei miei errori, e con quella felicità un po’ nostalgica di riportare alla mente ricorda di bambino a cui, onestamente, non rinuncerò mai.

Alessio Palatella

Questo fine settimana mi tufferò nuovamente nell’espansione di Diablo II, un ritorno alle origini che si sta rivelando più coinvolgente del previsto. Erano anni che non dedicavo così tante ore al titolo, e devo ammettere che l’introduzione del Warlock ha stravolto le mie certezze: approcciarsi a una classe completamente nuova è il catalizzatore perfetto per rompere la monotonia.

In un gioco che consideravo ormai “risolto” in ogni sua variabile, questa ventata di novità mi ha intrappolato in un gameplay loop che non provavo da tempo, trasformando un’esperienza che percepivo come stantia in qualcosa di assolutamente magnetico. Parallelamente, ho deciso di concedere una seconda chance a Resident Evil 0.

Cosa giochiamo questa settimana - ep.1 (1)

È un titolo con cui ho sempre avuto un rapporto complicato, principalmente a causa di alcune scelte di design e di una gestione dell’inventario che trovo frustrante, ma i collegamenti narrativi con Requiem mi hanno spinto a volerlo approfondire nuovamente.

Questa volta, però, metterò da parte l’orgoglio: giocherò a una difficoltà più accessibile, l’ultima volta il boss del centro di addestramento, quel dannatissimo pipistrello gigante, mi è costato quattro ore di tentativi e una dose industriale di pazienza. Preferisco godermi l’atmosfera e la lore piuttosto che subire nuovamente quel calvario.


Ci vediamo sabato prossimo per l’episodio 2! Keep on gaming…

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche