Gears of War E-Day: le origini del male secondo The Coalition
Una delle saghe più importanti dell'universo Xbox è pronta a tornare sulla scena, in esclusiva!
Quella di Gears of War è una delle saghe a cui sono maggiormente legato. Era il lontano, quasi preistorico, considerando il processo evolutivo a cui ho assistito in prima persona, in questi quasi quarant’anni di vita, 2006 quando, in televisione, le meravigliose note di “Mad World” accompagnavano il trailer di un titolo destinato a scrivere la storia.
Gear of War, il primissimo, è stato, senza giri di parole, uno dei videogiochi più importanti degli ultimi anni. Sia per me, sia, in generale, per tutto il movimento. L’oscura epopea, fatta di sangue, morte, distruzione e fiumi di pallottole di Marcus e di tutto il team Delta, ha fatto scritto pagine e pagine di storia.
La guerra tra la razza umana e le spaventose Locuste, incastonata in quelle tematiche politiche / post-apocalittiche, tipiche dei film anni 90′ di stampo americano, è diventata il simbolo del marchio Xbox nel mondo, un modo completamente nuovo di vivere – in primissima linea – una battaglia senza esclusioni di colpi, una guerra senza freni, un vero e proprio potenziale genocidio, da evitare. A ogni costo.
Ed è proprio questo, a vent’anni di distanza, a risultare, ora, il centro di tutto, il simbolo della “rinascita”. Gears of War E-Day riparte proprio da lì, dalle sue origini, dalla guerra. Il nuovo capitolo della serie, rappresenta molto di più di un prequel. Gears of War E-Day vuole trascinare il giocatore nel momento più osuro, in quel preciso istante, in cui ogni cosa si è spezzata, lasciando spazio all’oscurità, al dolore e alla paura che tutti abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Tenetevi forte, dunque: il giorno dell’Emissione sta per arrivare.

Gears of War E-Day: le prime note di una sinfonia mortale senza fine
Quello di The Coalition è un progetto decisamente ambizioso. Tutta Microsoft, con la nuova CEO Asha Sharma in primissima linea, ci crede tantissimo, tanto da fare un pesante dietrofront e “cancellare” ufficialmente la versione PS5 del gioco, annunciando, fieramente, l’esclusività totale per l’ecosistema Xbox. Questo, chiaramente, non esclude la possibilità che il gioco possa arrivare in futuro su PlayStation, ma è in ogni caso un segnale forte, anche proprio in generale di un cambio importante nella strategia di marketing dell’azienda californiana.
Del resto, Microsoft, con The Coalition al timone, ha sempre puntato parecchio sul brand Gears, anche proprio per il carattere forte del disegno narrativo che risiede intorno a tutta l’IP. Marcus, Dom, le Locuste, la loro Regina, le armi: sono tutti simboli di un’epoca d’oro per il marchio Xbox, e la scelta di ripartire proprio da lì, da dove tutto è cominciato.
Questa scelta narrativa risulta importante anche perché segna il ritorno di Marcus come protagonista. Si tratta, chiaramente, di un Marcus giovane, sempre fedele a se stesso, ma comunque diverso, il cui volto (in tutti i sensi) non è ancora segnato dagli orrori e dai dolori vissuti. Marcus, così come gli altri protagonisti storici, sono alle prese con il peso di un fardello destinato a diventare un macigno.
Da questi primi scampoli mostrati, si avverte chiaramente quel punto di rottura, che vuole essere il core di tutta l’esperienza. I ragazzi di The Coalition sembrano aver costruito alla grande un’amplesso narrativo complesso, in cui ogni cosa, anche le strade fiammeggianti e i negozi abbandonati, rappresentano il simbolo di un decadimento improvviso e letale, destinato a cambiare per sempre le sorti di un pianeta e, in generale, di tutta quella che è la razza umana.

Che la caccia alle Locuste abbia inizio…con qualche novità
Di chi primo acchito, Gears of War E-Day, salvo alcune soluzioni estetiche che palesano un cambio tecnico e strutturale a tratti evidente, reso possibile anche da un progresso produttivo del tutto naturale, potrebbe sembrare fortemente in linea con i suoi predecessori. Ed è così, a livello di gameplay, chiaramente. Tralasciando le potenzialità, a mio modo di vedere enormi, del comparto narrativo, che può fare veramente “la qualunque”, grazie alla scelta di muoversi in un lasso temporale corposo (la storia si colloca ben quattordici anni prima gli eventi del primo capitolo della serie), Gears of War E-Day non si trattiene sul versante ludico e promette novità, alcune anche importanti, da non sottovalutare.
La prima, più importante e, soprattutto, lampante è legata al sistema di movimento. Il video di gameplay mostrato all’Xbox Showcase, che ha come alfiere un giovane, “sbarbato” e rampante Marcus Michael Fenix, ha palesato il ritorno di una formula solida, conosciuta e radicata ma che, forse anche doverosamente, è pronta a evolversi e a fare nuovi step in avanti, verso il futuro.
Se, infatti, da un lato si nota una voglia tremenda di lasciare, ad esempio, il gunplay fondamentalmente immutato (e non vedo perché no, aggiungerei) è chiaro che, dall’altro, ci sono alcuni fattori che lasciano presagire che il percorso evolutivo della serie è estremamente orientato verso il futuro, per quanto la storia, invece, tira i remi in barca, ormeggiando verso un oscuro – ma misterioso – passato.
La cosa più evidente, in tal senso, è la mobilità. Al solito sistema di coperture “guidato” e, se vogliamo, forse un po’ anacronistico, si affianca una velocità d’azione decisamente evidente e sorprendente. Pur rimanendo il solito “colosso” armato fino ai denti, degno dei migliori film anni 80′, in cui di personaggi simili c’era soltanto l’imbarazzo della scelta, Marcus appare incredibilmente più veloce, agile e sgusciante.

Una danza mortale, tra fiumi di sangue e proiettili
Lo si evince dalla rapidità, ad esempio, con il quale, in alcune sequenze, il protagonista storico della serie schizza tra una copertura all’altra, magari scavalcando con leggiadria un tavolo o il bancone di un martoriatissimo bar, in cui fiumi di vetro, alcool e sangue imbrattano le strade di una città sull’orlo di una crisi, da lì a poco, destinata ad espandersi a livello mondiale. Il tutto, senza dimenticare la Scivolata, che appare una meccanica di primaria importanza, da masterare quanto prima per poter ottenere grandi vantaggi in battaglia.
Tornando in tema di città, The Coalition sembra voler mostrare i muscoli, in tal senso, e ha deciso di farlo partendo proprio dal conetto di estensione delle mappe, dell’esplorazione e, infine, dell’approccio ai combattimenti. Il team di sviluppo ci ha tenuto a precisare, ed è anche evidente da quanto si è visto, che il focus dell’esperienza rimane sempre quello del combattimento, dello sterminio, del frenetico passaggio da una battaglia all’altra, ma stavolta è anche possibile provare a sfruttare la maggior estensione della città a proprio vantaggio, magari con approcci diversi a in base agli scontri.
Questo mi fa pensare che potrebbero esserci novità riguardanti il concetto di copertura, di uccisioni “silenziose” e, in generale, a tutta il concetto di “scontro a fuoco” che ruota intorno al progetto. Gears of War E-Day, insomma, sembra essere l’anello perfetto di congiunzione tra il passato glorioso della serie e un futuro tutto da scrivere e da vivere, passando per scelte audaci, ma che potrebbero essere il segnale di un processo evolutivo vincente e, a questo punto, quasi obbligatorio.

Il solito, vecchio, Gears…ma più “grosso” che mai!
Parliamoci chiaro: mettere mano a qualcosa di così “vecchio”, grosso e importante non è mai facile. Il rischio di scontentare qualcuno è sempre dietro l’angolo e i videogiocatori di oggi, mediamente, hanno gusti molto difficili. Per questo motivo, è evidente che The Coalition abbia cercato di trovare una quadra, una via di mezzo tra innovazione e progresso, che possa accontentare, o almeno provarci, la maggior parte del pubblico. Specialmente quello dei fan di vecchia data, direi. Il conetto di mappa più “aperta” rimane, comunque, confinato in una struttura di gioco classica, lineare e tradizionale, così come il sistema di combattimento, anche risultando nettamente più fluido rimane, comunque, piacevolmente legato al DNA dell’opera.
Sono tutti fattori che lasciano presagire l’arrivo sul mercato di un titolo intelligente, caparbio e, proprio per questi motivi, con un potenziale gigantesco. Gear of War E-Day promette tanto, e vuole dare tanto, rappresentando, così, il ritorno in grande stile della serie. Per farlo, però, gli sviluppatori vogliono approcciarsi con parsimonia al mercato, senza scossoni e, soprattutto, cercando di pensare a come conquistare il cuore di quanti più appassionati, vecchi e nuovi, possibili. La maggior cura sulla parte narrativa, ad esempio, è un piccolo – forte – spiraglio verso il futuro e sono convinto che una storia più centrale possa coinvolgere maggiormente il pubblico e renderlo più partecipe.
Allo stesso modo, la presenza delle solite, enormi, sessioni di shooting, tra fiumi di proiettili, il frastuono delle armi e strascichi di sangue, sono il segnale che, però, l’identità della serie è stata volutamente custodita con grande parsimonia. Gears of War E-Day punta al futuro rimanendo sempre se stesso, e lo si capisce anche dalle modalità collaterali già annunciate da The Coalition, che faranno capolino il 6 ottobre all’uscita del gioco.
Oltre ai soliti, spietati, match Versus, torneranno le immancabili modalità PvP e PvE, con l’importante – e attesissima – introduzione di una modalità Assedio Orda da 12 giocatori PvE. Si tratta, in sostanza, di una modalità in cui tre squadre devono difendere la città su ampie mappe, garantendo così un’elevata – almeno sulla carta – una maggiore longevità a tutto il progetto. In ogni caso, le novità su Gears of War E-Day sono ancora dietro l’angolo.
Ho la sensazione che, The Coalition e Xbox, abbiano soltanto scalfito la parte più esterna e che ci sia ancora tanto altro in cantiere. La città di Kalona, location della vicenda, del resto, sembra essere un epicentro di attività molto più vasto di quanto visto in passato. Tra nemici da sconfiggere, civili da salvare, buche di “vermi” da stanare e distruggere, e via dicendo, sembra questo Gears of War E-Day possa rappresentare la summa cum laude di tutto questo percorso. Un viaggio incredibile e memorabile, durato vent’anni, ma che non è mai sembrato così giovane.
Gears of War E-Day sembra essere un progetto dal potenziale enorme, su tutti i fronti. Se, onestamente, non avevo molti dubbi sulle potenzialità del gameplay, quello che mi ha maggiormente colpito è il modo in cui sembra essere sviluppata tutta la linea narrativa e, di conseguenza, il suo impatto con le dinamiche di gioco.
Gears of War E-Day è un passo avanti deciso a livello tecnico e strutturale, che però affonda le sue radici proprio nel passato. La storia sembra essere decisamente più al centro di tutto, la narrazione pare avere un peso più centrale, con il solito piglio maturo e senza filtri e, soprattutto, riesce a cucirsi addosso al gameplay apparentemente senza sbavature.
I primi scampoli d’azione mostrano la “povertà” degli abitanti di Sera, oggettivamente inermi e con mezzi limitati rispetto alle minacciose Locuste. Questo aspetto l’ho trovato a dir poco sublime, perché rappresenta proprio il simbolo dell’evoluzione, la voglia di vivere e di, soprattutto, dare qualsiasi cosa per far sì che anche per tutti gli altri ci sia sempre un domani.