Halo: Campaign Evolved, cosa dicono quelli che l’hanno provato (noi non c’eravamo)

Sei redazioni italiane hanno provato il remake di Halo: Combat Evolved in Unreal Engine 5. Noi non c'eravamo. Ecco cosa hanno detto.

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Diciamolo subito: noi non siamo stati invitati alla prova digitale di Halo: Campaign Evolved. Accade, nel giornalismo videoludico, e non è il caso di fingere che non sia successo. Quello che possiamo fare, però, è leggere con attenzione quello che hanno scritto le redazioni che ci sono state e restituirvi una sintesi ragionata, citando le fonti dove necessario.

Gli articoli pubblicati oggi da Multiplayer.it (Francesco Serino), Tom’s Hardware/SpazioGames (Andrea Riviera), Everyeye.it (Simone De Marzo) convergono su un ritratto abbastanza coerente del gioco. Vale la pena ricomporlo pezzo per pezzo.

Halo: Campaign Evolved – Un restauro, non una reinvenzione

Il punto su cui tutte le redazioni concordano senza riserve è la filosofia di fondo del progetto. Halo: Campaign Evolved non è il remake alla Capcom, quello che prende un classico e lo smonta e rimonta con nuove ambientazioni, nuova struttura, nuova storia. È qualcosa di più vicino a quello che Naughty Dog ha fatto con The Last of Us Parte 1: l’involucro visivo e meccanico è completamente nuovo, lo scheletro strutturale è identico millimetro per millimetro all’originale del 2001. Ogni roccia, ogni corridoio, ogni porta si trovano esattamente dove stavano venticinque anni fa.

Questo ha conseguenze precise, sia positive che negative, e nessuna delle redazioni le nasconde.

Il passaggio all’Unreal Engine: la scelta giusta

Il motore scelto da Halo Studios è l’Unreal Engine 5, un abbandono netto del vecchio Slipspace/Blam! con cui era stato costruito Halo Infinite. Everyeye spiega bene il contesto: quel motore proprietario era potente ma difficile da usare, con documentazione scarsa e pochi sviluppatori originali ancora nel team. La demo interna realizzata da un piccolo gruppo in Unreal Engine ha convinto lo studio a cambiare rotta.

Il risultato visivo, stando a chi l’ha giocato, è convincente. Atterrare sulla spiaggia del Silent Cartographer restituisce qualcosa di memorabile: la sabbia, i riflessi sull’acqua, la luce che filtra tra le fronde aliene. SpazioGames parla di un impatto estetico che la saga, nelle sue ultime iterazioni, aveva raramente saputo eguagliare. La direzione artistica originale è stata rispettata, a differenza di quanto accadde con Combat Evolved Anniversary nel 2011, dove i cambiamenti estetici avevano diviso i fan.

Multiplayer.it sottolinea un dettaglio significativo: il team artistico ha scelto di non stravolgere la visione originale, rispettando linee cromatiche e feeling generale. La descrizione che ne fa è quella di “Halo: Combat Evolved ma con una grafica e una reattività superiore”. Non è poco.

Sul fronte tecnico, però, Everyeye segnala qualche compromesso su Xbox Series X: per mantenere i 60 frame al secondo in modalità Prestazioni la risoluzione nativa è visibilmente ridotta, con effetti di aliasing, shimmering e noise nei riflessi evidenti soprattutto negli esterni. Su PC con RTX 4090 a 4K nativo, invece, il gioco dà evidentemente il meglio di sé. La stessa fonte precisa che si tratta di una versione ancora in sviluppo, quindi rimanda il giudizio definitivo.

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Il gameplay aggiornato

Master Chief si muove diversamente rispetto all’originale, e questo è un punto di consenso unanime. Lo scatto è stato integrato in modo naturale, velocizzando un personaggio che in certi frangenti risultava pachidermico. Torna lo Smart Scope di Halo 5, applicabile a qualsiasi arma. I medikit spariscono: la salute ora si rigenera automaticamente in copertura, esattamente come gli scudi energetici.

Quest’ultima scelta farà discutere i puristi, come nota Tom’s Hardware, ma chi ha giocato la demo la descrive come funzionale. Il gunplay è stato calibrato per i giocatori del 2026 pur preservando il time-to-kill e l’equilibrio degli scudi dell’esperienza classica.

L’arsenale è uno dei punti di maggiore interesse: Halo Studios ha attinto all’intera saga, inserendo armi assenti nell’originale. Il Battle Rifle, la doppia SMG, e soprattutto la Lama Energetica dei Covenant, nel gioco del 2001 semplice oggetto scenico, ora sono raccoglibili e usabili. SpazioGames descrive questa come una delle soddisfazioni più genuine dell’intera prova.

Tra i modificatori tramite i Teschi spicca quello che abilita una telecamera in terza persona per l’intera campagna, un’opzione che, stando a Everyeye e SpazioGames, cambia radicalmente il feeling dell’esperienza.

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Il peso degli anni: il nodo irrisolto

Nessuna redazione evita di affrontare il problema strutturale principale. Il Silent Cartographer regge benissimo, livello aperto e circolare che ancora oggi mostra intelligenza spaziale. Assalto alla Sala Controllo è un’altra questione.

Corridoi esagonali identici che si ripetono all’infinito, ponti innevati fotocopiati, ondate di nemici in pattern prevedibili: SpazioGames parla di un contrasto “alienante” tra la fluidità di un titolo contemporaneo e un’architettura progettata per i limiti tecnici di una console di 25 anni fa. Tom’s Hardware è forse il più diretto: il remake non corregge nulla di tutto questo, e nei passaggi più ripetitivi il ritmo si inceppa in modo brusco. Il giocatore percepisce il peso degli anni che il restyling grafico non riesce a nascondere.

Multiplayer.it lo inquadra diversamente, sottolineando che la fedeltà strutturale è anche una fortuna, nel senso che preserva un sistema di combattimento invecchiato bene. Ma non nega che l’ampiezza limitata dei campi di battaglia mostri la propria età.

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Le aggiunte

Il pacchetto completo include tre missioni prequel completamente inedite, Operation: Meteorite, ambientate prima degli eventi della campagna principale. Nessuna redazione le ha potute provare, quindi su questo si rimanda alla recensione.

C’è poi la modalità Campagna Remix, che randomizza posizionamento dei nemici, comportamento dell’IA e distribuzione delle armi attraverso combinazioni di Teschi. Everyeye la descrive come una delle aggiunte più interessanti in termini di rigiocabilità. La cooperativa è confermata sia online fino a quattro giocatori che in split-screen locale. Non ci sono modalità multiplayer competitive.

Sul doppiaggio italiano: Multiplayer.it e SpazioGames segnalano che il titolo è stato interamente ridoppiato in italiano con una recitazione moderna e curata. Entrambi notano l’assenza di Donatella Fanfani nel ruolo di Cortana rispetto al doppiaggio storico, almeno nella build provata.

Uscita il 28 luglio su PC, Xbox Series X/S e PlayStation 5, prima volta assoluta per un capitolo di Master Chief su hardware Sony. Se ci invitano alla prossima prova, ci saremo. Nel frattempo grazie a Multiplayer.it, Tom’s Hardware, SpazioGames ed Everyeye.it per i materiali. Halo Campaign Evolved ci dà sicuramente molto del quale discutere…

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