[GDC Europe 2015]Lionbridge, l’odissea di un videogioco nel mercato cinese

Taking your console games into China: Tips, tricks and lessons learned

Durante la GDC (Game Developers Conference) di Colonia abbiamo avuto occasione di assistere a una conferenza in cui Matthew Golz (Lionbridge) ha spiegato le difficoltà degli sviluppatori nel portare un videogioco in Cina.

È da precisare che il gaming in Cina è senz’altro vitale, grazie all’alta densità di popolazione. Ad oggi vengono calcolati ben 446,3 milioni di videogiocatori.
In primis c’è da considerare che la Cina è innanzitutto il primo paese al mondo per quanto riguarda la diffusione del mobile gaming, anche se a causa di store frammentati vediamo spesso una diffusione di titoli di bassa qualità. È proprio la diffusione di titoli tripla A di cui c’è grave mancanza nel paese.

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Nonostante a supremazia mobile, la diffusione di titoli su console è un crescita, anche se ad oggi la diffusione di titoli per PS4 e Xbox One è ancora timida, soprattutto a causa del basso numero di titoli arrivati nel paese.
Il vero problema è l’approvazione dei giochi da parte del governo cinese da parte del Ministero del Commercio (MOC) e del GAPP (General Administration of Press and Publication), l’ente governativo che controlla i media e che applica la censura. L’ostacolo generale non è tanto di genere commerciale, ma culturale, ed è costituito dai principi della Costituzione cinese. L’occhio critico dei “censori” cinesi è attentissimo a qualsiasi contenuto che possa ledere la Cina dal punto di vista dell’unità e integrità territoriale, il senso di gloria nazionale, la tranquillità dell’ordine nazionale ecc. Oltre a non vedere di buon occhio tutti i titoli che contengono contenuti sessualmente espliciti e violenza.

Qualche esempio di giochi bannati?
Battlefield 4, a causa del DLC China Rising.
Command & Conquer: Generals, in cui viene sconfitto l’esercito in una regione della Cina.
Football Manager 2005, solo per il fatto che Taiwan e Hong Kong sono rappresentate come indipendenti.

Il processo di approvazione non è mai semplice quindi. I producer devono sottoporre al GAPP una serie di asset: build giocabili, walkthrought, script dei testi e persino lyrics delle canzoni, video di cutscene ecc. A seconda del feedback del GAPP il gioco deve “aggiustare” la localizzazione e riproporsi finché non viene approvato.

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Insomma il percorso di un titolo, soprattutto per console, dal mondo esterno fino al mercato cinese non è affatto semplice. E anche se il mercato si sta espandendo sembra che le barriere culturali non si abbattano tanto facilmente.

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