MemoryCore: un GDR da tavolo ispirato ai classici PlayStation degli anni ’90
Un designer italiano ha trasformato le jewel case PlayStation in un gioco di ruolo da tavolo: sei moduli ispirati ad altrettanti classici anni '90, da Metal Gear Solid a Final Fantasy 7.
Chi ha vissuto l’era PlayStation in prima persona sa che quei giochi avevano qualcosa di irripetibile – non nonostante i loro limiti tecnici, ma in parte grazie a loro. È partito da questa riflessione Claudio Pustorino, designer di Vileborn, per sviluppare MemoryCore: un gioco di ruolo da tavolo che prende ispirazione diretta dai classici a 32 bit e ne trasforma i vincoli in un principio di design.
L’idea è semplice quanto bizzarra: ogni modulo del gioco è contenuto in una jewel case – la custodia dei CD PlayStation – esattamente come i titoli che lo ispirano. Pustorino ha lavorato con Horrible Guild, publisher noto per Wilderfeast e The Queen’s Dilemma, per trasformare questo vincolo in un punto di forza creativo. La campagna di finanziamento aprirà su BackerKit il 9 giugno.
La scatola principale, che richiama esternamente il design di una PlayStation, contiene un manuale con le regole del sistema e sei moduli distinti, ognuno ispirato a un classico dell’epoca: Bloodsong per Castlevania: Symphony of the Night, Solid State Machine per Metal Gear Solid, Final Tournament per Tekken, Corebound Chronicles per Final Fantasy 7, Overdrive Crew per Need for Speed, ed Extinction Protocol per Resident Evil. Ogni modulo ha meccaniche specifiche pensate per replicare il feeling del gioco di riferimento – un sistema stealth per Metal Gear, scontri rapidi e narrativi per Tekken, inseguimenti ad alta tensione per Need for Speed.

Sul piano meccanico, i personaggi sono rappresentati da schede pre-generate in formato card, con statistiche che determinano il tipo di dado da tirare – dal d4 al d12. I marcatori a cancellazione a secco tengono traccia di salute e risorse, che cambiano nome a seconda del modulo (focus, stamina o mana). Le carte equipaggiamento hanno la forma delle memory card PlayStation, e anche qui ogni modulo ha le proprie – scatoloni di cartone e granate per il modulo Metal Gear, ad esempio – anche se il game master può mescolarle per creare ibridi di genere.
Il momento più interessante del sistema è forse il Button Mashing: nelle cutscene – presenti anche qui, come nei videogiochi – tutti i giocatori tirano tutti i dadi insieme cercando di costruire la combinazione migliore. È un modo per dare ai giocatori un po’ di controllo sui momenti cinematici, e nel modulo ispirato a Tekken diventa il motore principale dei combattimenti, che si risolvono in dieci o quindici minuti in modo narrativo.
La sfida più grande nella progettazione è stata il modulo Metal Gear: convincere un gruppo di giocatori a cooperare evitando lo scontro, in un medium dove l’azione diretta è quasi sempre l’opzione più soddisfacente, non è banale. Pustorino ha risolto il problema con un sistema di allerta ispirato ai progress clock di Blades in the Dark, comunicazione in codice tra i personaggi, e un level design ricco di elementi con cui interagire per evitare i nemici. Il tutorial di Solid State Machine sarà rilasciato gratuitamente il 26 maggio.
Le ambizioni per il futuro vanno oltre i sei moduli iniziali: Pustorino ha già citato Crash Bandicoot, PaRappa the Rapper, Broken Sword e Diablo come possibili espansioni. Un universo da tavolo costruito attorno a un’epoca che evidentemente non smette di ispirare.
