L’ex CEO di Disney Michael Eisner non ricorda perché approvò Kingdom Hearts
L'ex CEO di Disney non aveva memoria di aver approvato il famoso crossover tra personaggi Disney e Final Fantasy, mentre emerge un retroscena sul rischio che il progetto venisse cancellato prima ancora di esistere
C’è qualcosa di vagamente surreale nell’idea che uno dei franchise videoludici più amati degli ultimi vent’anni esista in parte grazie a un’approvazione il cui approvatore non ha più memoria. Eppure è esattamente quello che emerge da un aneddoto raccontato da Stephen Totilo di Game File dopo un panel a New York, dove Michael Eisner, ex CEO di Walt Disney, era presente come investitore di maggioranza della nuova software house Delphi Interactive.
Avvicinato da Totilo al termine dell’evento, Eisner ha risposto alla domanda sul suo ricordo del via libera a Kingdom Hearts con un iniziale e netto “no“. Solo dopo che il giornalista gli ha rinfrescato la memoria parlando del pitch tenuto a Tokyo e della commistione tra personaggi Disney e Final Fantasy, l’ex CEO ha mostrato qualche cenno di riconoscimento. Nessuna aneddoto fondante, nessuna memoria vivida di una scelta storica. Solo un vago ricordo riaffiorato a fatica.
La storia si arricchisce però di un secondo racconto, quello di Shuji Utsumi, attuale COO di Sega, che all’epoca lavorava per Disney in Giappone ed era stato incaricato di presentare il progetto per l’approvazione di Eisner. Secondo Utsumi, Kingdom Hearts era ancora un progetto sperimentale non autorizzato dalla sede centrale di Disney, e Square non era a conoscenza di questo dettaglio, continuando a svilupparlo con entusiasmo. “Sono rimasto molto sorpreso quando me lo hanno detto poco dopo essere entrato in azienda“, ha raccontato Utsumi. Alcuni veterani Disney giapponesi gli avevano consigliato di abbandonare il progetto, convinti che non avrebbe mai ottenuto il via libera. Grazie a numerose riunioni e a un lavoro preparatorio meticoloso, il pitch andò però liscio. L’entusiasmo di Eisner, stando al racconto, non fu particolarmente travolgente: nessun elogio specifico, solo qualche parola di incoraggiamento del tipo “continuate così“.

La serie è sopravvissuta e cresciuta ben oltre la fine del mandato di Eisner a Disney nel 2005, con nuovi capitoli su molteplici piattaforme e Kingdom Hearts 4 atteso prossimamente. Non è mancato qualche passo falso: lo scorso anno Kingdom Hearts: Missing-Link è stato cancellato per timori legati alle aspettative dei fan, anche se all’inizio di questo mese è trapelata online una fuga di notizie con filmati dell’opening del gioco, che mostrava astronauti armati di Keyblade alle prese con un gigantesco Heartless.