State of Play di febbraio è il più visto di sempre
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Oltre ad essere il più lungo State of Play della storia di Sony (più di 70 minuti) quello di febbraio 2026 è stato anche il più visto di sempre. Con 3,2 milioni di visualizzazioni ha superato nettamente il precedente primato di “appena” 200 mila visualizzazioni, appartenuto allo State of Play di giugno 2025.

Che l’evento fosse speciale i fan non avevano dubbi già al momento dell’annuncio. Considerando che la stessa azienda aveva confermato che l’evento sarebbe durato – almeno – 60 minuti, l’utenza Sony aveva già intuito che ci si stava avvicinando certamente ad un evento senza precedenti.

Nonostante questo, sebbene sia uno degli State of Play più importanti a livello quantitativo, l’utenza si è spaccata tra chi lo ha reputato un evento di assoluto livello e che rispecchia in pieno l’essenza della progettualità di Sony e chi, al contrario, non è riuscito ad apprezzare quanto visto.

State of Play di febbraio da record

 

State of Play da record per il 2026

In un contesto in cui gran parte dei videogiocatori PlayStation chiamano a gran voce l’uscita di grandi esclusive, paradossalmente ad aver ottenuto maggior successo è stato lo State of Play che più di tutti ha lasciato molto spazio a titoli di terze parti e indie.

I titoli annunciati durante l’evento sono stati tanti: dal sequel di Kena, Kena: Scars of Kosmora, ai vari Saros e Marathon, fino ad arrivare all’annuncio di titoli inediti come Project Windless, un nuovo gioco di John Wick e l’interessantissimo Darwin’s Paradox (di cui potete leggere il resoconto della nostra prova).

Tuttavia molti fan sono rimasti un po’ con l’amaro in bocca, in molti aspettavano l’annuncio di alcuni attesissimi titoli e la conferma di alcuni rumors che avevano cominciato a circolare dall’annuncio dell’evento In particolare pesa l’assenza di Marvel’s Wolverine, uno dei giochi più attesi del panorama Sony in questo 2026 (se non il più atteso), la cui uscita è attesa per autunno 2026 e cui non si hanno più aggiornamenti da settembre 2025.

Rimane il fatto che quello di febbraio 2026 passerà alla storia come uno degli State of Play più seguiti, e possiamo dire anche apprezzati, nonostante più di qualche particolare non abbia accontentato il gusto di tutti.

 

 

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L'autore

Sono Cristian Gatti, giornalista pubblicista classe 2001 e laureato in Scienze della Comunicazione. La mia storia con i videogiochi è iniziata sul divano di casa, tra le sfide in famiglia a colpi di titoli sportivi, ed è cresciuta a pane e match competitivi su Call of Duty. Con il tempo ho scoperto che i pixel sanno anche raccontare grandi storie: oggi, oltre alle sfide online, mi lascio catturare da action e GDR capaci di fondere una narrazione profonda a un gameplay che non lascia tregua. Su queste pagine unisco l'approccio giornalistico a tutto ciò che rende unico questo medium.

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