Assassin’s Creed Odyssey: Il Tormento di Ade – Recensione

Recensito su PlayStation 4

Dalle stelle alle stalle. Dal Paradiso all’Inferno più profondo, con un bel tricefalo a darci il benvenuto. È così che gli antichi greci si immaginavano l’Ade, il regno dei morti da cui era praticamente impossibile scamparla. Ubisoft ha scelto questo altro “lato” degli inferi ellenici per la seconda parte de Il Destino di Atlantide, story arc che espande la trama principale del titolo. Dimenticatevi i campi in fiore, le montagne incontaminate e i limpidi ruscelli del regno di Persefone: questo è il dominio di Ade, il Signore della Morte, e tutto, paesaggio compreso, ve lo ricorderà a ogni singolo passo che muoveremo nel suo regno. Assassin’s Creed Odyssey ci introduce così a “Il Tormento di Ade”.

Assassin's Creed Odyssey Il Tormento di Ade

Giù, sempre più giù

Dopo aver ricevuto un caloroso, anzi fiammante, benvenuto da Cerbero, Ade ci accoglierà nel suo regno, non proprio contento di vederci. La lotta con il suo guardiano a tre teste ha infatti causato dei pesanti scompensi negli Inferi. L’assenza del mastino a tre teste infatti ha causato delle fratture fra alcune zone del regno di Ade e il Tartaro, la regione degli inferi greci dove vengono relegate le anime più malvagie che esistano.

Toccherà quindi all’Ombra dell’Aquila porre rimedio a questo guaio che, ovviamente, non si limiterà alla mera ricerca dei nuovi guardiani dell’inferno ma si dipanerà in più filoni principali, senza mai dimenticare quale sia lo scopo celato di tutto ciò. Alexios/Kassandra infatti si trova all’interno di una simulazione, creata solo ed esclusivamente per far sì che Layla Hassan riesca a prendere pieno possesso dei poteri che il Bastone di Ermete Trismegisto cela al suo interno.

Assassin's Creed Odyssey Il Tormento di Ade

Non aspettatevi assurdi risvolti di trama: in questo secondo capitolo, Il Tormento di Ade, le basi per far bene sembravano esserci tutte, anche se narrativamente parlando non raggiunge di certo gli standard che ci si era prefissi dopo la conclusione di Campi Elisi. Le ore passate in compagnia di Assassin’s Creed Odyssey: Il Tormento di Ade non sono poi molte, soprattutto se paragonate alla prima parte de Il Destino di Atlantide. In queste poche ore, la componente narrativa non riesce poi a catturare più di tanto, in quanto molto si riduce a cercare i Caduti e combatterci contro per portare a termine il nostro incarico, affibbiatoci dal Signore dei Morti in persona.

Paradossalmente quello che ha finito per prenderci di più sono le missioni secondarie: queste infatti sembrano essere molto più curate e approfondite rispetto a quelle del filone principale, con un’esplorazione dei personaggi molto più profonda e interessante. Il Tormento di Ade punta molto sul fattore “nostalgia”, se così possiamo chiamarlo, facendoci rincontrare alcuni dei personaggi conosciuti in precedenza e passati poi a miglior vita. Saranno proprio loro a colorare un po’ il dipinto di questi Inferi che sarebbe invece risultato molto più scialbo in loro assenza.

Assassin's Creed Odyssey Il Tormento di Ade

I morti possono morire?

In Assassin’s Creed Odyssey: Il Tormento di Ade non ritroverete molte novità dal punto di vista del gameplay. Come in Campi Elisi, vi saranno altre tre abilità potenziabili grazie alle Visioni del Custode, che potranno modificare in modo abbastanza incisivo il vostro stile di combattimento. Ad esempio, potenziando la skill dedicata alla cura, questa diverrà una sorta di “drain”: invece di curare l’Ombra dell’Aquila istantaneamente, farà sì che ogni colpo inferto al nemico causi danni e si converta poi in salute per Alexios/Kassandra.

Una modifica del genere si traduce quindi in un approccio molto più aggressivo nei confronti dell’avversario. Altro aspetto su cui il Destino di Ade punta forte è, come abbiamo in parte anticipato, la sezione dedicata ai Caduti. Questa non è altro che la trasposizione infernale dei Mercenari. La caccia ai Caduti, che siano nemici o eroi da reclutare come Guardiani, non sarà poi tanto diversa da quella del titolo originale. Preparatevi quindi a lunghe cavalcate e altrettanti lunghi (ma abbastanza originali) combattimenti all’ultimo sangue.

Gegege no Ombra dell’Aquila

La geografia degli Inferi è totalmente diversa rispetto a quella dei Campi Elisi: saranno presenti ancora le Ali di Ermes ma la loro presenza non sarà imprescindibile come nel territorio di Persefone. Il regno di Ade non si sviluppa in verticale quanto invece in orizzontale: ci ritroveremo a cavalcare per lunghi tratti, fra foreste rinsecchite, piane desertiche, tempeste di sabbia che ci faranno perdere l’orientamento e fiumi verdastri da guadare nel punto giusto.

I richiami alla morte saranno praticamente ovunque, caratterizzando a volte in modo spettacolare il paesaggio: Ubisoft si conferma, per l’ennesima volta, inattaccabile quando si tratta di realizzare e tematizzare l’ambientazione di un suo titolo, realistica o meno che sia. Uno degli aspetti e dei punti di forza di questo DLC è sicuramente l’esplorazione: ammirare le tenebrose e inquietanti viste del mondo dei Morti è decisamente divertente quanto spettacolare.

Assassin's Creed Odyssey Il Tormento di Ade


Assassin’s Creed Odyssey: Il Destino di Ade è l’ennesimo capitolo di transizione che non lascia per niente a bocca aperta, se non per la sublime realizzazione del regno dei Morti. Molto dell’esperienza di gioco che ci regala il DLC si riduce alla ricerca dei Caduti per conto di Ade, relegando le sezioni più divertenti ed esplorative alle missioni secondarie, dove risiede il vero fulcro narrativo di questo secondo capitolo. Tramite queste infatti ritroveremo delle vecchie conoscenze, approfondendo ancor di più la loro caratterizzazione. L’innovazione di questo secondo capitolo si cela solo nelle lunghe e abbastanza impegnative lotte contro i Caduti e il boss finale, decisamente diversificate fra loro e divertenti da intraprendere. Sembra comunque che continui a mancare qualcosa per il vero salto di qualità. Non resta che sperare che questa arrivi con l’ultimo capitolo de Il Destino di Atlantide.

7.2

Pro

  • L'Ade è tutto da esplorare
  • La ricerca dei Guardiani è interessante

Contro

  • La componente narrativa è molto piatta
  • Nessuna novità realmente intrigante
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