Atelier Iris: Eternal Mana – Recensione Atelier Iris: Eternal Mana

Atelier Iris: Eternal Mana

Amanti dei giochi di ruolo in vecchio stampo è tempo di gioire! La saga di Atelier è tornata, a ormai 10 anni dal suo primo capitolo, sbarcando sulle nostre PS2 grazie alla Koei, già conosciuta dai più per capolavori come Kessen e Dinasty Warriors. Bisogna subito precisare che se siete in cerca di effetti speciali cinematografici e design mozzafiato, questo gioco non fa sicuramente per voi.
Il ritorno alle origini in un titolo per PS2 però non potrebbe mai essere a livelli di competizione con i colossi commerciali degli ultimi anni. Forse per queste ragioni Atelier Iris non troverà mai una fama smodata come con ogni probabilità avrebbe ottenuto su console portatile, più adeguate ai suoi standard grafici. Punto di forza del gioco oltre all’alchimia, è l’ilarità col quale vengono apostrofate la maggior parte delle situazioni.

Grafica alchemica

Come ho già accennato prima, Atelier Iris riporterà il giocatore, ormai troppo abituato a scenari sempre innovativi, alle origini.
Un titolo antico che viene ripreso per una console tuttavia inadatta, che troppo si basa sulla concorrenza e sulla prestigiosità delle case di produzione. Scenari coloriti e allegri che nonostante non mostrino l’impegno eccessivo dei creatori, riescono tuttavia ad  ipnotizzarci. Atelier Iris stravolge i suoi antecedenti grazie alla potenza di una console moderna, arricchendosi con incantevoli filmati in stile anime che ci faranno apprezzare ancora di più la caratterizzazione dei personaggi e la magia delle loro novelle.

L’eco dei Mana

Musiche, effetti sonori, voci eccelse, niente di Atelier Iris può esser criticato sotto questo aspetto, partendo dalla colonna sonora che accompagnerà l’introduzione: White night imagination. L’intera saga sarà accompagnata nei momenti cruciali del gioco da un brano ancestrale con tanto di coro angelico inneggiante all’occulto. Nella città iniziale, nei dungeon più disparati e perfino durante il salvataggio dei dati non potrete fare a meno di sorridere udendo le briose OST e non si può certo dire che gli effetti sonori e le voci dei protagonisti siano da meno. Dagli scampanellii di certe azioni alle urlanti citazioni dei nomi propri di determinati oggetti.  Notevole l’operazione di doppiaggio, scopriamo nomi che non ci sono per nulla nuovi. Una su tutti è sicuramente quella di Arlin, doppiato da Steven Blum, noto per il ruolo di Vincent Valentine in Advent Children e Dirge of Cerberus.
Altra voce importante è sicuramente quella di Delsus, appartenente a Crispin Freeman, grandissimo doppiatore che si è potuto apprezzare in capolavori come .hack , dove doppiava Balmung o ancora in serie quali Angel Sanctuary, come impersonatore di Rosiel.

 Un mondo alchemico

Le vicende di Atelier Iris: Eternal Mana ruoteranno intorno ad un pianeta nominato Regallzine, diviso in tre vaste regioni che potranno essere visitate una per capitolo della saga. Regallzine fu creato dal potere elementale di forze superiori dette anche Mana, che lo salvaguardarono nei secoli avvenire, preservandone la pace e l’equilibrio. Secondo alcune leggende questi Mana al tempo presente sono ancora in vita isolati dalla civiltà, poiché rari erano gli esseri meritevoli del loro interesse. Tra questi spiccano gli alchimisti, brillanti individui in grado di percepire e manipolare l’energia spirituale appartenente ad ogni corpo, mobile e non.
Assimilando loro abilità sovrannaturali si presero l’arduo impegno di tutelare le loro leggi tra le popolazioni comuni, qualora guerre e catastrofi avessero messo in pericolo le loro opere.


La trama

Il primo capitolo della saga di Atelier Iris ci introdurrà nella regione di Esviore. Un tempo, un re di nome Slaith e dominatore indiscusso di quel periodo decise di estendere i suoi possedimenti nelle terre selvagge del Sud, considerate troppo avverse per la presenza di innumerevoli creature fameliche. La spedizione fu un fallimento e Slaith perse il suo potere grazie ad una creatura misteriosa in grado di emanare intense e mortali energie negative.
I Growloons, nominati così dall’uomo resero il Sud della regione una terra libera dall’autorità di Slaith ma comunque rischiosa per coloro che avessero voluto abitarla. La prima città eretta in questa regione fu l’enigmatica Avenberry,  ora luogo fantasma traboccante di inestimabili  tesori, distrutta in circostanze sconosciute. Poco distante sorse l’allegra cittadina di Kavoc, fondata da alcune persone in cerca dei tesori di Avenberry. Sarà proprio nei dintorni di Kavoc, presso una piccola foresta, che verrete iniziati all’avventura impersonando un giovane alchimista di nome Klein Kiesling. Egli sarà protagonista di una scena d’intermezzo assieme ad una giovane di nome Lita Blanchimont , in cui i due rivangano il passato fino a ricordare le circostanze in cui si sono conosciuti.  I due, incontratisi durante l’attacco di un feroce rapace, vi porteranno ad esplorare quella allegra cittadina abitata dalle persone più strambe. Klein successivamente verrà chiamato in causa per affrontare la vera minaccia del gioco, un folle visionario di nome Mull  in cerca di un Rubino che gli consentirebbe di distruggere il pianeta per poi poterlo rimodellare secondo il suo volere.

 Gameplay e curiosità

Atelier Iris: Eternal Mana si distingue dalle precedenti versioni poggiandosi sul classico combattimento a turni, con una innovativa opzione: la Sintetizzazione.  Klein, durante il suo viaggio, potrà disporre interferire coi vari oggetti sparsi in tutte le locazioni tramite il suo bastone alchemico.
Assorbendo l’energia di barili, rocce, fiori e casse accumulerete punti Mana fino ad un totale di 99, a seconda della  tipologia: barili o casse forniranno punti di Mana della Foresta, i vasi di fiori punti di Mana d’Acqua e così via. Questi andranno poi usati per usufruire delle varie abilità alchemiche recuperate nel corso del gioco. Le abilità di Klein, una volta ottenute, necessiteranno il reclutamento  dell’entità Mana ad essa abbinata per poter essere utilizzate. Queste entità oltre ad essere un collegamento tra punti Mana e abilità verranno adoperate come aiuti secondari nel proseguimento dei dungeon. Evocando ad esempio Deimia, il Mana della Pietra, potrete accedere a zone della mappa irraggiungibili in altro modo. Il team di combattenti può essere sostituito con le riserve, sempre pronte a scendere in campo, anche qualora un membro attivo del party finisca K.O.
Oltre alla sintetizzazione di oggetti da combattimento, Klein sarà in grado di manipolare oggetti comuni quali bottiglie di vino o cibarie ottenute dai mostri. Usando l’opzione apposita nei negozi che lo consentiranno potrete unirli dandone vita a nuovi. Sintetizzando, vendendo o comprando qualsiasi cosa verrete assisterete a spassose scene secondarie del gioco, le quali a loro volta daranno vita a mini-quest che triplicheranno le vostre ore di gioco!!

Popo & friends

Un simpatico folletto vestito di verde dalla voce irresistibilmente dolce. Conosciuto come il Mana della Foresta, è anche l’amico d’infanzia del protagonista. Saranno di fondamentalmente aiuto le sue istruzioni riguardo comandi e abilità generali.
Trascinandovi in una schermata totalmente esterna alla storia egli s’improvviserà maestro davanti a una lavagna, chiamando poi in causa i diversi personaggi del gioco come special guest. Spesso durante le spiegazioni si divertirà a deriderli, generando a sua volta piccoli sketch comici.
Esiste tuttavia qualcosa di ancor più buffo e contorto nelle terre di Regallzine, un mostro spaventosamente debole e chiamato Puni: nemico basilare dei vostri primi duelli, viene ripreso in varie occasioni nel corso del gioco, subendo mutazioni di forma e colore. Puni avrà addirittura un dungeon dedicato al termine del quale vi ritroverete ad affrontare la divinità della sua razza!! Osservandolo bene, molti di voi dall’occhio lungo scopriranno similitudini con i super commercializzati slime di dragon quest. Sarà un caso?!

 

 

 

 

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