Capsized – Recensione

Capsized è una interessante produzione indie che, a scapito di un budget basso, sa come catturare attenzione e consensi positivi in chi lo gioca. Che il mercato dei titoli indie sia in continua crescita non lo scopriamo oggi, eppure ogni mese vengono fuori vere e proprie perle, capaci di divertire ed entusiasmare con poco. Sviluppato da Alientrap Games e venduto a meno di dieci euro su Steam, Capsized si è rivelato un prodotto solido ed accattivante. Vediamone assieme i particolari.

Due coraggiosi avventurieri sfidano i colossi del settore

Prima di iniziare a descrivere il gioco, ci sembra giusto far notare che dietro ad una cosi buona produzione c’è il lavoro denso e sicuramente molto lungo di soli due uomini: Jesse McGibney e Lee Vermeulen. Il primo abile illustratore, il secondo programmatore. Non è facile riuscire a costruire un’opera di questa portata con budget bassi e come team indipendenti, tanto più riscuotere successo in un mercato che non lascia scampo a nessuna sorta d’errore (almeno nella maggioranza dei casi). Capita così di ritrovarsi una nuova uscita su Steam, di provare la demo e di innamorarsi di un prodotto che fino a qualche istante prima non si conosceva e di cui non si sapeva, magari, nemmeno l’esistenza.

Capsized rientra nel genere platform bidimensionale e non ha certo la pretesa di incollare allo schermo i giocatori per la sua maestosa trama; è un titolo sostanzialmente semplice ma ben concepito. Nei panni di un astronauta atterrato su uno strano pianeta a causa della rottura della navicella, dobbiamo esplorare le location per cercare una soluzione al problema, facendo attenzione alla miriade di creature presenti. Il primo livello, un tutorial vero e proprio, fa ben capire come muoversi ed agire per non fare una brutta fine ed è tutto molto intuitivo: tramite cursore del mouse e pressione del tasto sinistro si fa fuoco, con lo scroll si cambiano le armi raccolte e con il tasto ‘maiuscolo’ si attiva un raggio magnetico in grado di afferrare oggetti e spostarli a nostro piacimento.


Peccato che la co-op sia solo offline

Riguardo gli armamenti possiamo dire che la potenza e l’adattabilità alle situazioni è diversa per ognuno di essi, evidenziando un lavoro certosino sotto questo punto di vista e consentendo di portare a termine l’avventura con diversi metodi ed approcci. La scelta su come affrontare e cosa raccogliere nei dodici stage previsti è soltanto nostra, ma va detto che la serie di oggetti sparsi per le location (cure medicinali, proiettili, armi speciali, carburante per il jetpack ed altro) aiutano moltissimo, soprattutto nei momenti in cui c’è da affrontare nemici piuttosto forti o una miriade di piccoli e tenaci nemici. E’ anche vero però che la ricerca degli upgrade o di nuove armi è fortemente agevolata dal gameplay vista la presenza di jetpack (in due versioni addirittura) e del raggio magnetico che, per l’occasione, si dimostra utile quanto un rampino.

E’ però l’attenzione durante l’esplorazione la prima regola da seguire: pericolosi e veloci nemici volanti, strane tribù in cerca di prede, piante velenose, trappole piene di gas nocivi e avversari speciali che sanciscono la fine del livello, risultano letali in molti dei casi (almeno se si affronta l’avventura in difficoltà massima) e diventa importante pianificare e muoversi al meglio tra le varie piattaforme. Oltre alla storia principale, Capsized offre anche una interessante modalitàArcade piena di varianti e una modalità in cooperazione, purtroppo solo offline.


Un gran lavoro artistico

Se dal punto di vista sonoro gli effetti e le musiche d’accompagnamento rendono giustizia in ottimo modo, dal punto di vista grafico con Capsized si è compiuta un’opera di grandissimo valore. Artisticamente, il titolo di Alientrap Games, mostra tutte le sue qualità, facendo impallidire la maggior parte delle produzioni in digital delivery di grandi aziende. Pian piano lo strano mondo in cui veniamo catapultati aumenta in definizione e particolari, colori e sfondi, creando un mix esplosivo e raffinato che, uniti ad un gameplay veloce ed immediato, convertono le fasi di gioco in puro divertimento. Addirittura si è giocato con l’effetto notte (avremo una torcia apposita in dotazione), ma in generale l’impianto scenografico risulta sublime in ogni pixel quadrato!

In chiusura, Capsized si è dimostrato un prodotto valido che è riuscito a raggiungere lo scopo che ogni titolo indie si prefigge: far divertire con poco e far morire d’invidia le grandi software house che troppo spesso falliscono nel rilascio di titoli in formato digitale.

L’importanza degli indie nell’attuale mercato videoludico è in crescita costante e ciò non può che essere un bene per noi videogiocatori, visto che il parco titoli che ha alle spalle produzioni milionarie, team di sviluppo imponenti e vere e proprie multinazionali come publisher e distributori, molto spesso deludono e falliscono. Capsized è uno di quei giochi che riesce a far capire (con meno di dieci euro) cosa voglia dire sviluppare un videogioco per il sol gusto di regalare qualcosa di bello ed immediato. Non fatevelo scappare!
8.5

Pro

  • - Grafica da urlo
  • - Fresco ed immediato

Contro

  • - Coop solo in locale
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