Football Manager 2017 – Recensione

A noi italiani il calcio piace, non tanto nel senso di mettere calzoncini e maglietta e di correre dietro a un pallone, quanto piuttosto commentarlo e sentirci degli allenatori dall’alto della nostra panchina, che poi altro non è che lo sgabello del bar dove al lunedì mattina ci ritroviamo tra amici e leggiamo ogni riga della Gazzetta dello Sport. Sarà quindi per questa nostra passione che la saga di Football Manager continua a riscuotere ogni anno enormi successi dalle nostre parte oltre che per le sue qualità e mille risvolti tattici che possiede, nonostante i piccoli difetti cronici che si porta dietro oramai da tempi immemori.

Con la scorsa edizione, Sports Interactive aveva cercato di portare una ventata fresca, introducendo delle nuove modalità di gioco – come il fantasy draft e la creazione della squadra – delle interfacce con meno scritte e più grafiche e delle statistiche inedite sviluppate assieme a ProZone. Rispetto al suo predecessore, il nuovo Football Manager 2017, non è certamente tanto ricco di novità così vistose ma piuttosto cerca di riprendere e migliorare quanto già visto, soprattutto in merito ad alcuni dei punti deboli che la serie si porta avanti da edizioni risalenti a oltre dieci anni fa.

Football Manager 2017

Nonostante non vi siano stati stravolgimenti, sarebbe certamente una bugia dire che Miles Jacobson e soci non abbiamo lavorato per dare ai giocatori ancora una volta un prodotto rifinito, curato e con qualche interessante introduzione.

Football Manager 2017

No al calcio moderno

Avete presente quando la vostra squadra del cuore insegue un giocatore per tutta l’estate e poi se lo vede soffiare all’ultimo per colpa di qualche ricco sceicco che impone prezzi talmente alti che potrebbero risanare il debito pubblico? Ecco, questa è la sensazione che si prova quando si ha a che fare con il mercato 2.0 di Football Manager 2017: un luogo spietato dove fare acquisti si è rivelato una impresa a dir poco ardua, non solo per i prezzi dei cartelli decisamente fuori scala per una squadra anche di alta classifica – come nella nostra partita principale la Roma – ma anche per le assurde richieste che i calciatori portano avanti grazie ai loro spietati procuratori per avere dei contratti sempre più vantaggiosi.

Da un lato, le trattative in Football Manager 2017 sono certamente più vive, il sistema di promesse, utili ad invogliare i procuratori e i loro sottoposti a sedersi davanti ad un tavolo, rende più interessante il mercato, ma quando si arriva al momento cruciale della firma, il più delle volte ci si trova davanti a cifre inspiegabilmente alte, e non stiamo parlando di Messi, Crisitiano Ronaldo o Lewandowski, ma anche di giocatori di seconda fascia provenienti da campionati non certamente sotto i fari dei riflettori. Questa difficoltà ad arrivare ad una firma, non vantaggiosa ma quanto meno in linea con le aspettative, ritorna ancora una volta nel momento in cui si tenta di rinnovare un contratto ad un membro della propria rosa, impresa che diventa praticamente impossibile nel momento in cui il ragazzo è nel mirino di qualche grande club. La difficoltà ad accaparrarsi molti dei giocatori ha una naturale conseguenza: l’immancabile ricerca della giovane stella, del ragazzino 16enne con il potenziale da futura superstar. Croazia, Belgio, qualche nazione africana o, perché no, il Brasile potrebbero essere le mete perfette per i nostri team di scout. Non proprio.

Non abbiamo fatto l’esempio del Brasile senza una precisa ragione, ma perché nel momento in cui si scorre la classifica del campionato sud americano e si ricerca una squadra dove scovare qualche talento fresco, l’elenco riporta una serie di sigle difficili da decifrare: COR, SEP, GRE, FLA sono solo alcuni esempi che, se le conoscenze del calcio sud americano non ci ingannano, dovrebbero rispettivamente essere il Coritiba, il San Paolo, il Gremio e il Flamengo, ma il condizionale è sempre d’obbligo. Questa situazione si ripete in altri campionati – quelli europei sono tutti quanti abbastanza ben coperti – evidenziando la mancanza di non poche licenze ufficiali: chi è appassionato di Football Manager sa bene che questa mancanza verrà riparata praticamente alla data di uscita, quando inizieranno ad arrivare numerose mod in merito a squadre, competizioni e divise.

Si torna tra birilli, ostacoli e tablet

Proprio come nella realtà, comprare i giocatori non è dunque un affare sempre semplicissimo, a meno che non siate voi stessa alla guida dei vari Paris Saint-Germain o Manchester City, questi cannibali del mercato sempre pronti a rilanciare con un’offerta alla quale è davvero dura avvicinarsi. L’unica soluzione è quindi fare di necessità virtù, rinchiudersi nel proprio ufficio, ideare la tattica perfetta e allenare in ogni singolo settore la propria squadra esattamente così come la si trova. Football Manager 2017 brilla proprio in questo settore: le varie interfacce dove decidere i movimenti di squadra, le disposizioni in campo e tutti i singoli movimenti dei giocatori riprendono da molto vicino quanto visto nelle passate edizioni, prediligendo infografiche, icone e frecce al posto di fitte righe testuali.

Ritorna poi la “lavagna” dove disegnare praticamente a mano ogni singolo schema per i calci piazzati, si tratti di un angolo o di una punizione dalla trequarti oppure da difendere. Insomma, gli strumenti messi a disposizione degli allenatori virtuali sono ancora una volta numerosissimi e vedere come un 4-2-3-1 in cui il pressing alto fa nascere manovre offensive rapide e letali dà non poche soddisfazioni. Non sempre però si ha il tempo di controllare la forma fisica di tutta la rosa, oppure di iniziare un allenamento specifico per migliorare il possesso palla o, ancora, di far sì che un vecchio senatore dello spogliatoio faccia da chioccia a un giovane talento. In Football Manager 2017 il ruolo e l’importanza del proprio staff è stata aumentata in modo sensibile e circondarsi di esperti in fatto di relazioni umane, di tattica o tecnica è fondamentale per fa sì che i suggerimenti dati prima della partita o anche all’interno delle numerose interfacce di gioco siano realmente efficaci.

Football Manager 2017

Nella nuova edizione si ha quindi meno l’idea di essere un demiurgo che dall’alto decide tutto in modo arbitrario, ma al contrario si ha più la percezione di vivere spalla a spalla con un vero e proprio team di collaboratori. Rispetto a dieci anni fa il calcio è progredito e le sessioni dove si trainavano pesanti copertoni sono state sostituite anche da sedute tattiche davanti a uno schermo o da esercizi di psicomotricità: per stare al passo con i tempi, anche in Football Manager 2017 trovano così spazio nuove figure professionali, come i data analyst e gli sport scientist, nonché altre nuove tipologie di osservatori e fisioterapisti.

Tramite queste introduzioni la mole di dati a disposizione di voi allenatori virtuali cresce esponenzialmente, le informazioni riguardanti le partite, i punti di forza e di debolezza saltano immediatamente all’occhio, così come i tempi di recupero degli infortunati diventano più precisi, assieme al lavoro necessario per dare a chi è in fase di ripresa un adeguato ritmo partita. Capitolo infortunati, o meglio, la piaga che da sempre decima qualsiasi squadra voi stiate allenando.

Anche se la situazione è leggermente migliorata rispetto al passato, in Football Manager 2017 si ha ancora la forte sensazione che i giocatori subiscano traumi, contusioni e stiramenti con una frequenza leggermente superiore alla norma: nelle molte discussioni su Steam circa questo argomento, Sports Interactive giustifica la percentuale di infortuni di Football Manager 2017 adducendo come prova il numero di giocatori nell’infermeria del Sunderland.

Fun fact: il soprannome del Sunderland è Black Cats (i gatti neri), quindi non proprio la massima espressione di fortuna e soprattutto la squadra inglese langue ora in fondo alla Premier League. Forse Sports Interactive poteva cercare una motivazione un po’ più valida per motivare la frequenza degli infortuni nel suo titolo.

Cosa dice la tifoseria?

Veniamo a due punti da sempre ritenuti i talloni d’Achille della serie Football Manager: la simulazione in 3D delle partite e i rapporti con la stampa e con i giocatori. Come dichiarato in fase di presentazione, Sports Interactive ha lavorato molto per rendere più credibili e gradevoli da vedersi i match ed effettivamente i passi in avanti fatti con Football Manager 2017 sono tangibili. Le animazioni dei giocatori sono molto più fluide e anche il livello di dettaglio è stato sensibilmente innalzato, certamente senza che si arrivi a gridare al miracolo. Inoltre, sono molti i piccoli dettagli introdotti, capaci di ricreare la vera atmosfera che si respira sul campo da gioco, come l’entrata delle squadre, il riscaldamento dei giocatori e l’esultanza dei tifosi nel momento del gol.

Purtroppo permangono però ancora delle evidente incertezze, nonostante la dichiarazione da parte di Miles Jacobson di voler rendere più credibile il comportamento dei giocatori: non sono infatti rari i casi in cui un difensore rimanga praticamente immobile mentre l’attaccante gli sottrae il pallone dai piedi o le azioni in cui le linee di centrocampo o difesa finiscono per mischiarsi, facendo saltare ogni preparazione della tattica. Insomma, i miglioramenti ci sono sicuramente stati, ma non tutte le incertezze sono state risolte. Medesimo discorso per i rapporti tra l’allenatore, la stampa, la propria squadra e i fan, ancora una volta in chiaroscuro.

Football Manager 2017

Da un lato le semplici interviste pre-partita o in merito a un trasferimento rimangono praticamente le stesse e si finisce con il rispondere a memoria sempre alle medesime domande, ma dall’altro l’introduzione dei social rende più viva e moderna l’interazione con tutto ciò che circonda la vita dell’allenatore, insulti degli ultras compresi. In Football Manager 2017 fa infatti il suo esordio la bacheca dei social dove, proprio come accade nella realtà, scorrono tutti i messaggi di chi abbiamo deciso di seguire oppure di chi utilizza un particolare hashtag.

Non si tratta certamente di nulla di stravolgente, ma sicuramente è una novità che completa a 360° la vita dell’allenatore 2.0. Rimanendo infine in tema di manager, ricorderete bene come la scorsa edizione introdusse l’editor dove creare il proprio alter-ego da mandare in panchina, ma anche come questo strumento fosse allo stesso tempo molto limitato. Qualcosa in più lo abbiamo trovato in Football Manager 2017, in particolar modo risulta molto interessante la possibilità di utilizzare una propria foto per ricreare il volto virtuale, ma se vi aspettate una lunga trafila di opzioni su cui lavorare per plasmare fino in fondo il vostro allenatore in perfetto stile RPG, rimarrete molto delusi.

Football Manager 2017

Come detto in apertura, Football Manager 2016 fu un’edizione particolarmente ricca di novità, fra cui spiccavano di certo il fantasy draft e la creazione della squadra da utilizzare nel campionato ed entrambe le modalità tornano anche in Football Manager 2017. La creazione della squadra non presenta però differenze sensibili rispetto al passato, con la possibilità di generare un nuovo giocatore a cui dare magari il proprio nome e di lavorare sulla divisa e sullo stadio del proprio team, mentre, per quel che riguarda il fantasy draft la novità principale è che non si è più costretti ad avere giocatori in carne ed ossa con cui dividere le gioie ed i dolori di questo fantacalcio virtuale, grazie alla possibilità di creare leghe e tornei anche con squadre gestite dall’IA.

Tirando le somme sull’edizione 2017 di Football Manager non si può certamente affermare di trovarsi davanti ad un punto di svolta, ma solo di una versione migliorata e più rifinita di quella che abbiamo giocato dodici mesi fa: il titolo sviluppato da Sports Interactive saprà quindi ancora una volta rubare tantissime ore di vita agli allenatori virtuali grazie ad una longevità infinita ed ai tantissimi contenuti, ma chi lamentava una situazione insopportabile per gli infortuni, una IA non sempre sveglissima sul terreno di gioco ed un mercato dove è sempre più dura fare affari, ritroverà tutti questi elementi ancora una volta al loro posto.

8

Pro

  • Motore grafico nettamente migliorato
  • La scelta dello staff è ancora più determinante
  • Ancora più statistiche ed informazioni sulla squadra
  • I social rendono più moderna la comunicazione

Contro

  • Il mercato ha valori abbastanza sballati
  • Forse ancora troppi infortuni
  • Meno novità rispetto alla passata edizione
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