Infamous: First Light

Chiunque abbia giocato ad Infamous: Second Son è stato colpito da Fetch, personaggio particolarmente riuscito ed il cui carisma è in grado di eguagliare – se non di superare – quello del protagonista Delsin Rowe. È quindi con grandissimo piacere che abbiamo accolto la notizia di un DLC single player dedicato alla giovane Conduit con il potere del neon e, passato qualche mese dalla conclusione dell’avventura principale di Delsin, ci siamo rituffati nel colorato universo creato da Sucker Punch.

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Ti racconto una storia

Il primo punto a favore di questo DLC è senz’altro la trama: la storia vede Fetch imprigionata in una struttura del DUP – il Curdun Clay più volte nominato in Second Son – e interrogata da Augustine – altra vecchia conoscenza dei giocatori dell’ultimo Infamous – che allo stesso tempo ne testa le abilità e i poteri. Questo espediente permette alla narrazione di alternare con sapienza le missioni in città alle sfide all’interno della prigione. Se le prime permettono di muoversi molto liberamente in città e mostrano i ricordi di Fetch precedenti alla sua detenzione, le sfide offrono invece momenti di vero e proprio combattimento in cui divertirsi a dar sfogo a tutta la potenza di fuoco a disposizione della giovane ribelle dai capelli colorati.

Ci è stato esplicitamente richiesto da parte di Sucker Punch di non entrare nel merito della trama del DLC, per non togliere ai giocatori il gusto della sorpresa. Chi ha giocato a Infamous: Second Son sa che Fetch è diventata violenta dopo che suo fratello Brent è stato ucciso, ma quello che scoprirete in Infamous: First Light è chi ha commesso l’omicidio e perché, e soprattutto potrete assistere da vicino alla trasformazione della protagonista da semplice senzatetto a vera e propria vigilante.

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Potere per tutti i gusti

Dal punto di vista del gameplay, calarci nuovamente nei panni di Fetch è stato molto più divertente in questa seconda occasione, per una serie di motivi: innanzitutto la corsa alla velocità della luce non ha limiti come in Infamous: Second Son, permettendo quindi di coprire grandissime distanze o di scalare anche gli edifici più alti semplicemente tenendo premuto il tasto cerchio. In secondo luogo – sempre che non siate hardcore gamer particolarmente attratti dai titoli con un alto coefficiente di difficoltà – i poteri di Fetch sono molto più devastanti e divertenti da usare: data la breve durata dell’avventura (circa tre ore, che diventano poco più di quattro andando a scovare tutte le missioni secondarie) le varie abilità si sbloccano in fretta e si potenziano altrettanto velocemente, donando all’intera avventura un ritmo incalzante e ricco di novità dietro ad ogni angolo. Il rovescio della medaglia, come abbiamo già accennato, è lo spostamento verso il basso del livello di difficoltà: i controlli semplificati e il veloce progredire dei vari poteri (uniti alla capacità di vedere i nemici attraverso i muri) permettono di avere la meglio sui nemici più ostinati senza troppi problemi, anche al livello di difficoltà più elevato. Fortunatamente, le sfide all’interno di Curdun Clay sono state pensate apposta per essere affrontate più e più volte, in modo da accumulare punteggi sempre più alti e sbatterli in faccia ai propri amici grazia alla bacheca direttamente collegata con il Playstation Network (tra l’altro, se possedete il gioco originale potrete affrontare alcune sfide anche nei panni di Delsin, opzione che regalerà qualche ora di gioco in più ai fan più accaniti).

A parte queste piccole novità, per la maggior parte costituite dal semplice affinamento del già reattivo sistema di controllo e combattimento, non vi sono reali scostamenti di gameplay tra Second Son e First Light. Per quest’ultimo segnaliamo solamente la presenza massiccia di fasi di gioco statiche, in cui Fetch dovrà eliminare i nemici da postazioni fisse: si tratta di momenti sicuramente spettacolari ma che cozzano con la libertà di movimento e con lo stile tipico del brand Infamous, che solitamente permette di affrontare i combattimenti con il proprio stile di lotta preferito.

A questo proposito, una nota dolente e allo stesso tempo una scelta obbligata: dovendo mostrare eventi ambientati nel passato rispetto a Second Son la narrazione di Infamous: First Light doveva seguire un filo logico e connettersi con quanto raccontato nell’avventura di Delsin Rowe. In altre parole, il Gameplay di First Light, per la prima volta nella serie, non offre le scelte morali che tutti siamo abituati a conoscere. Non fraintendeteci, giocare nei panni di Fetch è divertente: si corre sui muri, si sparano raggi di luce dalle mani e si fanno un sacco di cose che farebbero invidia anche a Jubilee degli X-Men ma, alla fine, chi come noi è fan della serie sin dal primo capitolo sentirà sicuramente la mancanza delle scelte morali, con la città, i poteri e le reazioni dei passanti che variano a seconda della strada – eroe o infame – intrapresa.

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Accendiamo la luce

Dal punto di vista grafico, First Light regala alcune perle davvero apprezzabili, anche grazie all’innata spettacolarità che il neon multicolore di Fetch offre rispetto al cupo fumo di Delsin. L’hardware di Playstation 4, come da sempre le console di casa Sony hanno fatto, mostra i muscoli quando si tratta di renderizzare riflessi, giochi di luce e tramonti all’orizzonte. Interessanti anche i miglioramenti nella fluidità dei movimenti e, soprattutto, nelle espressioni facciali, per le quali è stato sviluppato appositamente la Crying Technology , tecnica di animazione e motion capture studiata per rendere al meglio le emozioni dei personaggi.

Infine, torna la tanto apprezzata Photo Mode, anch’essa rinnovata e resa più user friendly in occasione del DLC: con questa modalità, per chi non lo sapesse, è possibile scattare foto del mondo di gioco per pubblicarle poi in rete, sempre tramite il PSN. Benchè si tratti di una caratteristica secondaria, la community creatasi attorno alla Photo Mode di Second Son ha spinto gli sviluppatori a continuare a supportare questa modalità anche in First Light.

[signoff icon=”quote-circled”]Infamous: First Light è attualmente venduto in versione digitale a 14,99 Euro, in attesa della versione fisica che sarà disponibile dal 10 settembre a 19,99 Euro. Si tratta certamente di un prezzo alto per un semplice DLC ma, a conti fatti, l’offerta è decisamente superiore a quella dei DLC standard: l’avventura è stand alone e fruibile anche se non si possiede il titolo originale; la trama principale è interessante e contiene un paio di colpi di scena degli di nota, mentre il gameplay è ben bilanciato tra sessioni di gioco nell’arena di battaglia e missioni in città. Se siete disposti a rinunciare alle scelte morali e ad un po’ di libertà free roaming (rispetto ai titoli principali della serie First Light, soprattutto nell’ultima parte dell’avventura, è decisamente sui binari) apprezzerete sicuramente il titolo. Se siete tra quelli che corrono dritti verso il finale ignorando le side quest, invece, tenente presente che potreste perdervi gran parte dell’offerta contenuta in questo DLC. Resta il fatto che il gameplay reattivo, l’eccellente comparto tecnico e, non da ultimo, l’innegabile carisma di Fetch, fanno di questo DLC un must have per tutti i possessori di Playstation 4.[/signoff]

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