Life is Strange: Reunion – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Editoria & Trasparenza

Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.

Life is Strange Reunion - Recensione (10)

Gli addii non sono mai semplici: è chiaro che, come dice l’adagio, nella vita non si sa mai, ma nel momento in cui salutiamo qualcuno, è la sensazione di quel momento che conta, nel definire il nostro (dis)equilibrio emotivo. Dire addio a un franchise non ha chiaramente lo stesso impatto del, ad esempio, salutare il co-inquilino della vita (ciao, Mirco, tvb) perché vai a vivere all’estero, ma ci sono franchise che, vuoi per durata, vuoi per efficacia del comparto narrativo, vuoi per quella strana inspiegabile alchimia che a volte si instaura fra giocatrice e gioco… fa male salutare per l’ultima volta. Life is Strange è il franchise che per me è difficile salutare.

Chiaro, che Life is Strange: Reunion sia davvero l’ultimo LiS non c’è certezza, ma per aperte dichiarazioni di Deck Nine questa è la conclusione della storia di Max e Chloe, la prima vista l’ultima volta in Life is Strange: Double Exposure, gioco indispensabile per capire questo Reunion, la seconda vista invece in Before the Storm, quasi 10 anni fa.

Come puoi prevedere, la riunione di Max e Chloe ha del dolceamaro ma, e lo spiegherò sotto, Life is Strange: Reunion è la conclusione perfetta alla loro storia e ai loro personaggi, pur non essendo la conclusione perfetta alla parentesi narrativa di Caledon aperta con Double Exposure.

Life is Strange Reunion - Recensione (3)

Life is Strange: Reunion – Recensione

Invece che partire dai punti in comune fra Life is Strange: Reunion e i titoli precedenti, parto con l’elemento che per me più funziona, di questo titolo, pur andando in completa antitesi con il DNA prestabilito della serie. Life is Strange: Reunion non è a episodi, ma è un’unica avventura, lunga poco meno di una decina di ore.

Questa struttura è una proverbiale ventata di aria fresca. Dopo un recap video iniziale del primo Life is Strange e di Double Exposure, e dopo aver randomizzato o scelto esplicitamente le scelte narrative più importanti che hanno condotto a qui, Life is Strange: Reunion fa partire la storia e nulla la rallenterà, soprattutto non quei cliffhanger di fine episodio che sì, c’entrano nel momento in cui c’è del tempo che passa fra la release di un episodio e il successivo, ma che perdono completamente di peso quando tutti gli episodi sono disponibili da subito.

Non conosco la ragione implicita per la quale Deck Nine abbia voluto strutturare Life is Strange: Reunion come un unico grosso episodio, e il “guadagno” di tempo è impercepibile (lo stesso Double Exposure durava attorno alle 10-12 ore, durata media di quasi ogni LiS, tolto il primo), ma il guadagno in fatto di player journey è tanto inestimabile quanto impercettibile, per i meno attenti agli equilibri emotivi dei “beat” narrativi.

Dopo questa prima grossa differenza, Life is Strange: Reunion fa quello che il franchise sa fare meglio: panorami mozzafiato, musiche perfette, e un senso di “luogo” che pochi altri franchise hanno il tempo e l’abilità di stabilire così velocemente nei primi attimi di gioco. Max è di ritorno da un incontro fuori città con dei potenziali investitori, lei è su di giri perché finalmente una passione può legittimamente trasformarsi in un lavoro, e tutto sembra andare per il verso giusto… ma stiamo giocando a Life is Strange, no?

Life is Strange Reunion - Recensione (12)

Arte a fuoco

Dopo aver ricevuto un messaggio preoccupante da Moses (il professore di astronomia che già abbiamo conosciuto in Double Exposure), Max si precipita alle Caledon giusto in tempo per vederla crollare sotto le fiamme di un incendio devastante, che prende la vita, fra gli altri, di Moses stesso. Nel tentare di intervenire, Max viene sbalzata via da un’esplosione e, con in mano la fortuita polaroid di buon auspicio scattata 3 giorni prima, viaggia nella foto per tentare di prevenire la tragedia.

Da qui parte un lavoro investigativo molto interessante nel quale Max, con l’aiuto di Moses, dovrà capire cosa causerà l’incendio in 3 giorni, chi ne sarà il colpevole, e come fermarlo prima che sia troppo tardi. Il canovaccio narrativo funziona molto bene, e Life is Strange: Reunion non è certamente una di quelle storie nelle quali chi esperisce la vicenda capisce il colpevole ore prima di chi ci è dentro, anzi. Fino all’ultimo momento i sospettati sono molteplici e, in base alla quantità di indizi che avremo trovato, potremo accusare la persona sbagliata e perdere comunque alcune delle persone care in quel dannato incendio.

A dipanare la matassa del mistero torna il potere originale di Max, qui rimasto praticamente inalterato rispetto agli inizi, sia in quanto a meccaniche, sia in quanto a UI. Il suo utilizzo nell’ottenere oggetti in modo “innocuo” è ciò che già conosci, ma continuo a trovare che sia la sua applicazione negli “interrogatori” quella più bella da usare e divertente: in più di qualche situazione, infatti, ti trovi a dover ottenere informazioni da una persona, ma senza inimicartela né farla insospettire, quindi via alle piroette temporali nelle quali possiamo porre domande leggermente diverse in funzione di cose che abbiamo scoperto nell’ultimo loop temporale dialettico. Di. Ver. Ten. Te. Davvero.

Al mix ovviamente non possono mancare alcuni dei personaggi che abbiamo conosciuto in Double Exposure, come Safi, sua madre, e alcuni dei nostri studenti. L’utilizzo di questi personaggi “di ritorno” è un po’ un hit & miss, ma fa quel che deve nello sfruttare una struttura pre-stabilita alla quale le vicende di Life is Strange: Reunion possono appendersi. Dico solo che alcuni personaggi sono trattati meglio di altri, e che Safi qui è quasi una terza protagonista, in modo ben più potente e narrativamente abile rispetto a Double Exposure.

Life is Strange Reunion - Recensione (9)

La regina del backtalk

In questo coro di personaggi la vera protagonista, al pari di Max, è Chloe. A seconda delle scelte fatte all’inizio del gioco (che riflettono, fra le altre, la grossa scelta fatta alla fine del primo Life is Strange), Chloe ha delle memorie che sembrano non coincidere con la realtà e, dopo l’ennesimo inspiegabile incubo, decide che solo Max può aiutarla a capire.

A poco più di un’ora e mezza dall’inizio Chloe riprecipita nella vita di Max – e nei nostri cuori -, e da lì Life is Strange: Reunion “clicca” con eleganza. La missione rimane la stessa, ma Life is Strange: Reunion ci farà saltare ora nei panni di Max, ora in quelli di Chloe, in un ping pong che funziona molto bene. Se Max ha il potere del rewind, Chloe ha altre capacità, chiaramente non sovrannaturali come quelle dell’amica: il backtalk. Sì, la meccanica è praticamente quella che già utilizzavamo su Before the Storm: attivato il dialogo con determinati personaggi (purtroppo solo una manciata, che quasi ne avrei voluti di più), dovremo sfruttare quel che sappiamo per “vincere” il dialogo. Niente rewind per lei, quindi attente a ciò che dite.

Con l’arrivo di Chloe, l’urgenza della missione sembra percepirsi leggermente di meno, e manca un vero senso di urgenza sul lungo periodo, cosa che si sarebbe potuta aggiustare con un countdown ad inizio capitolo, giusto per accentuare il bisogno impellente di risolvere la situazione e quanto manca al fattaccio. Utilizzare però Max e Chloe con l’alternanza che il gioco propone mette a tacere molte delle critiche che potrei avere verso questa relativa mancanza di tensione. Nei suoi momenti più efficaci Life is Strange: Reunion è più un gioco sulla tensione emotiva, che quella estrinseca delle vicende.

Life is Strange Reunion - Recensione (8)

Mai davvero separate

Le scene con Chloe e Max nella stessa situazione sono le migliori di tutto il gioco, e “cliccano” immediatamente, come se le due non si fossero mai davvero separate. I momenti fra di loro sono sempre molto emotivi e teneri, e il lavoro delle due doppiatrici, pur non richiamando del tutto l’equilibrio ritmico dei dialoghi fra Hannah Telle (che è ancora la voce di Max) e Ashly Burch (la voce originale di Chloe, poi passata a Rhianna DeVries con Before the Storm e Reunion appunto), è ottimo.

I dialoghi stessi sembrano un po’ più maturi rispetto al passato, con argomentazioni che a volte sono riuscite a fermarmi sui miei passi e rivalutare l’ottica della situazione intera. Il picco narrativo si risolve per una volta con un buon ritmo, ma c’è anche il tipico twist “da Deck Nine” che fa gioire ma puzza di deus ex Max-china. Il senso di chiusura c’è, e forse non mi sarebbe sembrato un vero prodotto Deck Nine senza un piccolo sgambetto alla fine.

Non lo spoilero qui, ma ho particolarmente apprezzato il ruolo di Chloe anche nel rapporto, appena creato ma allo stesso tempo fondamentale negli equilibri emotivi e narrativi di Life is Strange: Reunion, con Safi. Nel definire il suo personaggio post-Double Exposure, sembra quasi che a Max venga dato metà del lavoro, e a Chloe l’altra metà. È niente meno che splendido trovare personaggi femminili scritti così bene, e quel finale… quel finale è un abbraccio al cuore di chi è affezionato a Max e Chloe da 11 anni.

Life is Strange Reunion - Recensione (5)


Life is Strange: Reunion riesce a centrare il bullseye emotivo e narrativo, con questa uscita di scena per i personaggi di Max e Chloe. Non tutta funziona, in particolare alcuni personaggi secondari che non hanno un vero peso nelle vicende e la relativa scarsità di momenti di backtalk con Chloe, ma il pianoforte ludico che Deck Nine maneggia riesce ad evocare una melodia che delizia e che sono sicuro rimarrà appoggiata al nostro cuore per un po’, come polvere sulle foto di quando eravamo più giovani, forse più spensierati, forse più felici.

È un po’ una nostalgia in corso d’opera, quella che provo per Life is Strange: Reunion, e ha lo stesso sapore di quel pomeriggio autunnale di una decina di anni fa, al lavoro, quando io e la mia squadra abbiamo fatto il servizio migliore di sempre, quel ricordo emotivo al quale ritorno ogni volta che mi sento giù.

Ciao, Max e Chloe. E grazie per tutto. Siete state… splendide.

8.5
Un piacevolissimo addio, dolce e amaro come la nostalgia di qualcosa che ti sta succedendo davanti

Pro

  • Il ritorno di Chloe
  • Il sense of place è ancora top tier
  • La soundtrack è costantemente un miracolo
  • Niente divisione in episodi
  • Le meccaniche di backtalk di Chloe
  • Il finale funziona

Contro

  • Il senso di urgenza cala dopo il primo atto
  • Alcuni personaggi secondari sono al limite dell'inutile
Vai alla scheda di Life is Strange: Reunion
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