LocoRoco

LocoRoco Remastered è produzione intrisa di malinconia e tanto buon gioco, proprio come all’epoca della pubblicazione originale, risalente al lontano 2006: graziata dal potenziamento di un pacchetto audiovisivo già fuori parametro undici anni or sono, la declinazione casalinga del seminale (sc)rolling game bidimensionale nato e cresciuto con PSP perennemente in testa continua a stupire.

LocoRoco Remastered

Sin dal concepimento della sola idea, LocoRoco sfoggiava i geni della produzione senza troppi orpelli, destinata a rimanere scolpita nei cuori di tutti coloro i quali sapessero coglierne l’avanguardista delicatezza haiku. Il lavoro di SCI Japan Studio è stato difatti concepito durante un viaggio in treno, mentre Tsutomu Kouno armeggiava con il proprio PDA, ricercando un gameplay in grado di non sacrificare la profondità a solo vantaggio dell’accessibilità. Un embrione che, dopo mesi di gestazione, condusse l’homo ludens alla scoperta di un mondo davvero fantastico, ispiratore di ulteriori escursioni giocose (Kirby e il Pennello Arcobaleno, ad esempio).

Preambolo storico a parte, nessuna aggiunta rilevante ha preso posto all’interno del codice binario di LocoRoco Remastered: solo tanto buon videogioco sparato a 1080p per i possessori di PlayStation 4, upgradato a 4K grazie alla potenza bruta di PlayStation 4 PRO. Caratterizzato da una fluIdità invidiabile (LocoRoco Remastered viaggia a 60 fps costanti, al netto di qualche strano cincischiamento in occorrenza di chiusura di livello), il platform Sony è opera facile da dominare, prono tuttavia al gusto per la ricerca e la scoperta tipico dei titoli brandizzati Nintendo.

LocoRoco Remastered

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Un fattore, quest’ultimo, che consente a LocoRoco Remastered di poter vantare su di una buona longevità complessiva, sebbene l’intera offerta possa essere vagliata interamente, segreti esclusi, in una manciata di ore, considerando pure il tasso di difficoltà, tendente al basso. Con i tasti dorsali ancora deputati all’inclinazione del piano di gioco, LocoRoco Remastered si gioca sull’ammiraglia amorevolmente progettata da Cerny alla stregua di quanto avveniva con la prima delle console portatili della Grande S.

Rotolando e saltellando, è possibile aumentare le dimensioni del proprio alter ego digitale semplicemente ingurgitando preziosi frutti, sparsi in maniera più o meno celata lungo tutto il livello. Mediante la pressione di un singolo tasto, inoltre, è possibile sciogliere i legami che assemblano tale ammasso gelatinoso, riuscendo a suddividere quell’unico, titanico blob in tante, distinte sub-unità; un espediente, quest’ultimo, talvolta indispensabile per proseguire nel gioco. Inutile specificare come questa pratica sia totalmente reversibile, a seconda delle opportunità di gioco emergenti nel corso del playthrough.

Oltre all’avventura principale, LocoRoco Remastered offre ulteriori sonagli giocosi da poter dimenare vorticosamente: MuiMui Crane, minigame mediante il quale collezionare preziosi elementi da poter utilizzare nell’ambito della Loco House, un vero e proprio playground ove trastullarsi e passare (brevi) attimi di spensieratezza. Inoltre, a chiusura del cerchio intervengono Chuppa Chuppa, modalità nell’ambito della quale è possibile lanciare LocoRoco e guadagnare gustose ricompense, e Loco Editor, mediante cui confezionare alcuni minuscoli livelli.

LocoRoco Remastered

Gustoso e curato come un qualsivoglia platform Nintendo di buona levatura, LocoRoco Remastered conferma tutta l’abilità di SCI Japan Studio nel confezionare opere originali e discretamente memorabili. Un ottimo investimento, considerato il prezzo base al quale viene venduto in digital delivery, pari a 14,99 euro. 

8,5Ottimo
Il voto di GameSource
Pro
  • Audiovisivamente splendido
  • Giocabile e divertente
  • Ricco di segreti
Contro
  • Nessuna novità
  • Alcuni inspiegabili rallentamenti
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L'autore

Lavoratore indefesso (o per meglio dire, “braccia rubate all’agricoltura”, come sottolineato da più parti) e studente “a tempo perso” di Ingegneria Informatica, Riccardo cresce letteralmente a pane e videogiochi. Riceve la sua prima console alla tenera età di tre anni, un fiammante SEGA Master System, proseguendo la sua peregrinazione nel fantastico mondo dei videogiochi, spaziando da una piattaforma all’altra senza soluzione di continuità sino ad oggi. Il suo gioco preferito? Sonic, senza dubbio alcuno.

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