Masquerada: Songs and Shadows

Masquerada: Songs and Shadows – Recensione

Recensito su PlayStation 4

Nel corso degli ultimi anni, il sistema di finanziamento di titoli indie tramite raccolta fondi ha causato molte delusioni nei cuori di chi credeva realmente in progetti mal riusciti; fortunatamente non sono mancate altrettante sorprese positive e Masquerada: Songs and Shadows è una di queste.

Progetto Kickstarter dal discreto successo, Masquerada: Songs and Shadows è un gioco di ruolo tattico, fondato su una narrativa lineare e costantemente in primo piano; Witching Hour Studios ha infatti puntato al “poco ma bene”, realizzando un titolo in grado di immergere il giocatore in un mondo vivo, originale e ben scritto, senza però lasciare “spazio di manovra” con missioni opzionali o situazioni in cui è possibile prendere decisioni incisive sugli eventi.

Il risultato finale riesce comunque a convincere, complice l’ottimo doppiaggio inglese dei dialoghi. Questi, insieme al corposo codex, forniscono dettagli minuziosi sia sulle vicende, che su personaggi, ambientazione e cultura in cui essi si trovano ad agire. Peccato, dunque, per la mancanza dei sottotitoli in italiano, che potrebbe rendere difficile o stancante la fruizione di questi “muri di testo”.

Masquerada: Songs and Shadows

Cicero Gavar è il protagonista di Masquerada: Songs and Shadows, un “Inspettore” di Citte of Ombre richiamato dall’esilio per indagare sulla scomparsa di Razitof, uomo di cultura impegnato in una ricerca segreta e pericolosa. La situazione ovviamente si rivelerà più oscura del previsto e la storia di Cicero s’intreccerà con quello dei suoi tre compagni di (s)ventura e col destino stesso di Ombre e dei suoi abitanti.

Masquerada: Songs and Shadows

Nei titoli fantasy l’uso di latinismi e parole italiane è piuttosto diffuso e Masquerada: Songs and Shadows non è da meno; tuttavia, la software house singaporiana ha contestualizzato l’uso di simili termini in un setting largamente ispirato alla Venezia carnevalesca in abiti, maschere e architetture urbane, per quanto ovviamente non manchino ambientazioni originali e una consistente pennellata di pura e semplice magia.

Masquerada: Songs and Shadows

La visuale isometrica permette di godere al meglio di ciò che viene mostrato a schermo, con le scene chiave presentate al giocatore sotto forma di “vignette” in cui contano più la loro forma, dimensione e posizionamento che le poche e scarne animazioni. Le scelte estetiche degli sviluppatori risultano efficaci e veicolano chiaramente tanto gli eventi quanto le emozioni, con solo un paio di scene leggermente troppo “rustiche”, ma sempre e comunque comprensibili.

Masquerada: Songs and Shadows

Se giocato a difficoltà standard, Masquerada: Songs and Shadows risulta scorrevole, quasi troppo semplice per il potenziale tattico offerto. Il party, composto da un massimo di 3 unità, può essere lasciato agire sotto controllo dell’intelligenza artificiale (largamente personalizzabile nell’uso e nelle priorità che i personaggi daranno a ciascuna azione) o controllato direttamente dal giocatore, che ha facoltà di alternare i singoli membri sia in tempo reale che con l’ausilio della “pausa tattica”.

Masquerada: Songs and Shadows

Il combat system di Masquerada: Songs and Shadows comprende attacchi sia fisici che magici e in buona parte dei casi anche il posizionamento delle unità durante lo scontro avrà effetto sui danni inferti e subiti; a questa classica meccanica si aggiungono i Tag Elementali, degli “status” inflitti dagli attacchi arcani, che possono attivare eventuali effetti secondari delle abilità eseguite dopo la loro attivazione, o semplicemente aumentarne l’efficacia.

Ciascun compagno d’avventura ha un ruolo diverso nel combattimento e una propria affinità elementale fissa; solo il protagonista, in quanto Inspettore Maestro, avrà facoltà sia di scegliere la branca magica in cui specializzarsi, che cambiare la propria stance da battaglia, alternando tra i classici tank, healer e damage dealer in base alla situazione. Si tratta quindi di un tipo di combattimento molto elastico, adatto tanto a un approccio frenetico, quanto a uno più lento e calcolato.

Masquerada: Songs and Shadows

Proprio come la già citata buona fattura di scrittura e doppiaggio, anche il comparto musicale di Masquerada: Songs and Shadows si attesta ben sopra la media dei titoli indipendenti: le tracce trasmettono sempre il giusto mood per la situazione e riescono a non stancare, nonostante l’OST sia composta da pochi brani. Purtroppo manca quel quid in grado di renderle memorabili e, a esclusione del tema principale, difficilmente questo buon lavoro sarà ricordato una volta terminato il gioco.

Masquerada: Songs and Shadows

L’unico, concreto limite di Masquerada: Songs and Shadows è la mancanza di varietà nel gameplay nel lungo termine: il combat system è valido e personalizzabile, ma oltre a peccare di qualche calo di frame di troppo durante gli scontri più concitati, gli avversari tendono a somigliarsi un po’ tutti e questo, insieme alla mancanza di bivi narrativi e quest opzionali, potrebbe scoraggiare il giocatore a proseguire nel caso in cui la trama non lo avesse incuriosito abbastanza.

Fortunatamente, la durata media della campagna difficilmente supera le 12 – 15 ore, longevità adeguata a mantenere alta sia l’attenzione che la pazienza. È anche presente un New Game + con tanto di boss-fight aggiuntive opzionali ma, escludendo l’obiettivo del completismo, Masquerada: Songs and Shadows non risulta un titolo particolarmente rigiocabile.

Masquerada: Songs and Shadows


Masquerada: Songs and Shadows è un indie stracolmo di ottime idee tecniche ed estetiche, dalla trama interessante e la lore insospettabilmente spessa: una volta concluso, fa desiderare un sequel in grado di proseguire tanto lo sviluppo narrativo di Citte of Ombre e dei suoi eroi, che l’approfondimento del già buono, ma poco sfruttato sistema di combattimento.

 

8.1

Pro

  • Setting originale e ben strutturato
  • Ottimo doppiaggio inglese
  • Godibilissimo anche col controller

Contro

  • Il design ha alti e bassi
  • Caricamenti troppo frequenti
  • Sgradevoli cali del framerate
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