Mind Over Magnet – Recensione
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Mi sono ritrovato giusto di recente a discutere con qualche collega su quanto il saper parlare di videogiochi non significhi in nessun modo il poterli automaticamente… fare. Nel caso specifico era una discussione su un content creator italiano, ma Mind Over Magnet introduce contemporaneamente un discorso un po’ più complesso e parecchio più digeribile e decomponibile nella sue parti elementari.
Della storia e del percorso di GMTK non credo di dovervi parlare troppo, ma nel dubbio, un’infarinatura: GMTK, acronimo di Game Maker’s Toolkit, è un content creator che, negli anni, ha sempre offerto una visione puramente analitica (quello che molti content creator oggi non sanno fare) dei concetti di game design e della loro applicazione in qualsivoglia gioco. I suoi video, per molte e molti che fanno il mio stesso lavoro, sono una bibbia alla quale si torna spesso, un po’ come con i video di Sakurai dedicati sempre al game design.
La sua attenzione si è inoltre spesso rivolta, proprio in quei video, all’esperienza utente e al dizionario che, tra gli altri, i verbi giocatore e gli oggetti di gioco popolano. Questo l’ha sempre fatto senza criticare ma portando sempre avanti analisi chirurgiche di come l’impalcatura ludica di questo o quel titolo era stata assemblata, e di come la sua efficacia dipendesse da un numero di fattori perlopiù calcolabili.

Mind Over Magnet – Recensione
I più affezionati al suo canale sanno che, circa due anni fa, GMKT ha iniziato a lavorare ad un suo prototipo di gioco, precisamente un titolo incentrato sulla meccanica del magnetismo. Dopo un po’ di sviluppo, il gioco è uscito su tutte le principali piattaforme e io sono riuscito a ottenerne un codice PlayStation 5.
Le aspettative non erano astronomiche, ma sicuramente mi aspettavo un prodotto godibile, della giusta durata, e in grado di stimolare il mio intelletto con puzzle digeribili e non troppo hand holding.
Mind Over Magnet mette subito e velocemente in chiaro il tono dell’opera, non tanto a livello narrativo, ma in quanto a esperienza utente (UX). Dopo una brevissima cutscene che ci spiega chi siamo (un robottino costituito da uno schermo, una ruota e due braccia prensili), ci troviamo faccia a faccia con i primi puzzle, ed è proprio qui che si assaggia da subito quella che sarà la sapidità di Mind Over Magnet in generale.
Mind Over Magnet è uno dei puzzle game con la maggior chiarezza di lettura dei livelli che io abbia visto di recente. Per leggibilità non intendo la facilità di risoluzione del puzzle stesso, ma la capacità, in chi ha il controller in mano, di interpretare l’ambiente, capire cosa è interagibile e cosa no, e presupporre – o, nei migliori casi, anticipare – il comportamento di questi interagibili.

A facilitare l’equilibrio e l’efficacia di questa equazione ludica è il numero limitato – ma perfetto – di azioni e, appunto, oggetti sui quali agire: il nostro piccolo robot Uni può correre, saltare, interagire con leve e pulsanti, e afferrare quello che in toto è l’altro protagonista (o meglio 3 protagonisti) del gioco, ossia un piccolo magnete.
I comandi sono responsivi e ogni azione ha una reazione a schermo (non è da dare per scontato, vista l’osticità e ostilità di alcune IP di oggi nel restituire questo basilare aspetto di UX).
Come anticipavo, ogni livello di Mind Over Magnet ruota intorno alla risoluzione di enigmi legati al magnetismo, per poter raggiungere il tubo di uscita del livello.
Se inizialmente il nostro Magnus (il primo magnete che utilizzeremo) ci introduce ai poteri magnetici, poteri che ci permettono ad esempio di viaggiare verso l’alto attirati da un campo magnetico, nel corso delle circa 2-3 ore di Mind Over Magnet avremo a che fare con altri due magneti, uno rosso e uno blu, che si legano a meccaniche aggiuntive che non voglio spoilerarti, vista la brevità del gioco.
Mind Over Magnet è anche abilissimo nel non vomitare addosso al giocatore troppe informazioni o troppe meccaniche tutte insieme. È una scelta esplicita anche quella di non avere quasi mai, come risoluzione, una sequela di azioni da fare a velocità assurde perché il tutto funzioni: quasi tutte le soluzioni sono sì una sequenza di azioni, ma sempre associate ad un ritmo 1-2, e mai scavezzacollo.
Anche quando la risoluzione di uno scherma richiede velocità, non è mai richiesta precisione millimetrica o la torsione delle mani in modi soulslike-iani, grazie al cielo.

So che sembra di star parlando di un miracolo, ma raramente mi sono ritrovato a non storcere il naso di fronte ad almeno un aspetto di un puzzle game, di recente. Persino i titoli Nintendo, solitamente – o storicamente – più capaci di intrattenermi senza remore sul lungo periodo, iniziano ad arrancare in quanto ad esperienza utente, almeno su alcuni aspetti che ritengo fondamentali (tranne l’user feedback, quello è ancora top tier).
Solo in due particolari enigmi mi sono ritrovato a sbattere contro il metaforico muro ma, dopo aver utilizzato l’intelligentissimo sistema di hint ideato da GMTK, sono riuscito a capire ciò che il suggerimento mi voleva far capire e li ho risolti in velocità. Sì, perché i suggerimenti non ti offrono direttamente la risoluzione, ma più che altro o la posizione dei pezzi lo step finale pre-risoluzione, o alcuni hint verbali sulle azioni da compiere. È in tutta onestà il sistema migliore di hint di un puzzle game da un decennio a questa parte.
La quasi totalità dei puzzle sono un’unica schermata, tra l’altro, e questo rende immediatamente più accattivante il vecchio motto del voler fare “solo un altro livello”, e soprattutto elimina totalmente il senso di frustrazione che enigmi multi schermata o schemi incredibilmente più complessi – per il gusto di esserlo, il più delle volte – sicuramente comportano.
Con una mossa che ha del folle ma anche del geniale, hai anche la possibilità di skippare semplicemente il livello, se proprio non ne trovassi risoluzione. Il vero twist geniale di questa proposta? Non puoi skippare da subito, ma serve un tempo minimo nel quale il gioco sa che, diciamo, almeno ci hai provato.

Ho molto apprezzato l’assenza di collezionabili, che solitamente sono un hit-or-miss in puzzle game come questo. Non tutti possono permettersi di essere Celeste, no?
I puzzle sono tutti piacevolissimi, e introducono sempre il numero perfetto di elementi interagibili. È possibile ricaricare il livello immediatamente con la pressione prolungata di un tasto, quindi la sperimentazione è assolutamente richiesta e rinforzata.
Complimenti anche a livello di pulizia visiva, dato l’artstyle molto piatto e quindi molto leggibile. È un 2D dai colori vivi e con texture che fanno quello che devono, in un ottimo equilibrio fra sobrietà ed essenzialità. Dopo averlo finito ho scoperto con piacere che gli “unlock” della prima run sono la selezione livello e la possibilità di rigiocare il gioco con il commento di GMTK. Ve lo consiglio, e vorrei fosse integrato in più titoli indie o doppia A.

Non ho molto altro da dire su Mind Over Magnet, se non che è un gioco praticamente perfetto, con pochissimi – se non nessun – difetto. Spero di vedere presto la prossima opera in cantiere di GMTK e, perché no, che sia di stimolo a qualcuno che mi legge a rimboccarsi le mani e partecipare alla prossima game jam organizzata proprio da GMTK. Ne escono sempre prodotti di spessore, soprattutto considerando i prestabiliti limiti di una game jam. perfetto, con pochissimi – se non nessun – difetto.
Spero di vedere presto la prossima opera in cantiere di GMTK e, perché no, che sia di stimolo a qualcuno che mi legge a rimboccarsi le mani e partecipare alla prossima game jam organizzata proprio da GMTK. Ne escono sempre prodotti di spessore, soprattutto considerando i prestabiliti limiti di una game jam.
Un puzzle game quasi perfetto
Pro
- Lunghezza perfetta
- Puzzle sempre comprensibili
- Livelli di facile lettura
- Ottimo lavoro di UX
- Ciò che si sblocca dopo la prima run è un extra che vorrei da più titoli A o AA
Contro
- 2 livelli in particolare sembrano parlare un linguaggio di design dissonante rispetto al resto