Outward: The Soroboreans – Recensione

Recensito su Steam

Avete pagato una rata del vostro debito di sangue, intrapreso una delle tre scelte principali che hanno condizionato il vostro destino per sempre, esplorato diversi dungeon, cacciato prede e mostri per ricavarne cibo e materiali di creazione, riposato davanti a un falò nei peggiori luoghi per risanare le ferite scaturite durante le battaglie e infine sconfitto un’ingente quantità di nemici. Ma molto probabilmente non vi è bastato, perché in cuor vostro sentivate il bisogno di continuare a provare la sensazione di viaggio, avventura e crescita che solo un videogioco come Outward poteva conferire.

I creatori di questo prodotto in un certo senso hanno ascoltato la community e sono riusciti a soddisfare tale richiesta dei giocatori, attraverso un DLC il cui scopo è quello di ampliare e aggiungere contenuti anche per degli elementi che per alcune ragioni di sviluppo non sono stati implementati nel gioco base.

Outward: The Soroboreans

The Soroboreans è un contenuto scaricabile per Outward, titolo basato sulle meccaniche tipiche di un gioco di ruolo ma che presenta forte carattere action. È stato sviluppato da Nine Dots Studio e pubblicato da Deep Silver il 16 Giugno 2020. Attualmente è disponibile per l’ormai nota piattaforma Steam, oltre che per le console Xbox One e PlayStation 4.

Su PC per questo prodotto è inoltre possibile usufruire della funzionalità Steam Remote Play, che permette di giocare con i propri amici online in cooperativa tramite un servizio di streaming. Per creare il gioco si è scelto di utilizzare il motore grafico Unity. Tra le varie lingue disponibili, è presente anche quella italiana.

Outward: The Soroboreans

Ogni regione di Outward: The Soroboreans è stata concepita per avere una propria e unica identità, oltre che per contenere in sé una certa fazione dominante all’interno della sua area. Una volta installato il contenuto, sarà possibile accedervi semplicemente parlando con un qualsiasi mercante soroboriano presente in una delle diverse città, il quale in cambio di 200 monete d’argento porterà il giocatore nella nuova regione del gioco. Questa è chiamata Antico Altopiano e ospita la città principale di Harmattan, dove si scopre attraverso la voce tonante di un golem che un certo Mastro della Forgia intima ai soroboriani di arrendersi. Altrimenti, le loro anime saranno date ai cinque venti e la città sarà messa a ferro e fuoco nel chaos più totale. Appena arrivati si capisce già chi è il villain della storia, ma inizialmente le motivazioni del suo astio verso i soroboriani non sono chiare e tocca al giocatore scoprirle.

Non finisce qui, perché l’Antico Altopiano offre un incremento nel numero delle possibili strade da percorrere per assolvere il debito di sangue, che passano dall’essere tre a quattro. Infatti nella città è forte la presenza dell’Accademia di Sorobor, che si offrirà di reclutare il personaggio interpretato e saldare il suo debito nell’eventualità in cui si voglia seguire la relativa questline.

Outward: The Soroboreans

Outward: The Soroboreans presenta una nuova meccanica degna di essere descritta. Si tratta dell’incantamento, con il quale è possibile rendere qualsiasi pezzo dell’equipaggiamento un po’ più potente del normale, attraverso un procedimento che all’inizio risulta arduo da gestire e comprendere. Ma questo non è l’unico boccone difficile da mandare giù, perché – nonostante l’aggiunta di una nuova tipologia di arma e di due alberi delle abilità – il combattimento rimane ancora parecchio legnoso e ostico soprattutto nelle prime ore di gioco.

Un’altra pecca è la poca profondità con cui sono stati caratterizzati i diversi personaggi. La cosa è dimostrata dai brevi e pochi dialoghi all’interno del gioco, che allo stesso tempo rendono il gameplay più diretto e veloce.

Outward: The Soroboreans

Parliamo infine del comparto grafico. Si preferiscono colori molto chiari, ma durante la notte e all’interno dei dungeon gli sviluppatori hanno optato per una decisa abbondanza di oscurità. Da questo aspetto si nota come vengono trattate le luci dal motore di gioco, che separano in modo netto e brusco l’ambiente che circonda il giocatore.


Soprattutto per il suo combat system legnoso e meccanico immerso in un’esplorazione costituita da una totale mancanza di marcatori e punti di riferimento, si può tranquillamente affermare che il titolo in questione non è adatto come primissimo approccio agli RPG. Outward: The Soroboreans potrebbe essere tuttavia gradito per un utente del mondo videoludico che vuole provare qualcosa di nuovo e impegnativo. Che sia diverso dal tipico gioco di ruolo in stile The Elder Scrolls V: Skyrim, oppure in cui non sia presente un forte gameplay punitivo come in Darkest Dungeon. Il DCL amplia tutti i concetti di cui si è parlato attraverso l’aggiunta di nuove meccaniche, nemici, dungeon, un meccanismo di incantamento e un numero modesto di missioni da compiere.

8.5

Pro

  • Sono mantenuti il senso di viaggio e crescita che caratterizzano il gioco principale
  • Ottimo utilizzo del motore grafico
  • Dialoghi semplici che rendono il gameplay diretto

Contro

  • Non adatto come primo approccio a un GDR
  • Il combattimento rimane legnoso e meccanico
  • Scrittura dei personaggi non molto profonda
Vai alla scheda di Outward
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento