Peaky Blinders: Mastermind – Recensione

Recensito su PlayStation 4

Peaky Blinders: Mastermind, titolo firmato FuturLab e Curve Digital recentemente approdato su console PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, si propone come tentativo di far vivere in formato videoludico le avventure vissute dal gruppo di gangster protagonista dell’omonima serie tv firmata Netflix. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

Peaky Blinders: Mastermind

Il gioco, considerabile come un prequel delle vicende vissute dalla famosa famiglia Shelby nella trasposizione televisiva, appoggia le sue basi in una trama sviluppata in collaborazione con l’autore della serie, ovvero Steven Knight, che riesce infatti a fornire all’avventura alcune delle note caratteristiche delle stagioni trasmesse.

Nucleo principale di Peaky Blinders: Mastermind risulta essere la pianificazione: per poter procedere lungo i binari della storia bisogna infatti scegliere con cura le azioni e i personaggi, che dovranno sempre essere nel posto giusto al momento giusto. Molto importante in questo senso è la possibilità di riavvolgere il tempo che, immediata e intuitiva quando si vestono i panni di un solo personaggio, risulta più complesso e difficile da gestire in presenza di diversi membri della banda.

Peaky Blinders: Mastermind

Ognuno di questi ultimi possiede delle abilità caratteristiche, sfruttabili soltanto in certe situazioni e in un certo modo: a fare da esempio è Ada, capace con il suo fascino di distrarre guardie e membri di bande rivali il tempo necessario per permettere ai suoi fratelli di agire indisturbati.

Questa caratteristica e le diversità dei personaggi a disposizione in Peaky Blinders: Mastermind riescono in molte sequenze ad offrire il giusto livello di sfida al giocatore, che si ritrova così costretto ad arrivare alla risoluzione di un rompicapo dove ogni singolo membro della squadra ha una funzione da svolgere con le giuste tempistiche, in una fusione di azioni, conseguenze e poco tempo a disposizione.

Una particolarità simile ha, però, un risvolto negativo: le missioni troppo ricche di personaggi e di azioni da compiere possono finire con il rallentare estremamente il gameplay, diventando perfino frustranti sul lungo termine. In una tipologia simile di missioni, infatti, piene di piccoli passaggi da incastrare al meglio, basta un solo errore per bloccare le azioni di tutti gli attori sulla scena costringendo il giocatore a riavvolgere completamente il tempo per modificare il passaggio sbagliato.

Le missioni più semplici, d’altro canto, possono annoiare e a volte apparire quasi come un modo per allungare la durata del gameplay e riempire un buco tra le fasi più importanti della storia.

Dal punto di vista puramente tecnico e grafico il titolo firmato FuturLab perde buona parte del suo fascino a causa della scelta del team di adottare unicamente una visuale isometrica che, nonostante la sua capacità di rendere alla perfezione le atmosfere caratteristiche di Small Heath, porta a diverse imperfezioni e all’assenza di dettagli. A risollevare il morale sono, in parte, le brevi sequenze illustrate che introducono le missioni, piacevoli da vedere anche se non esenti da qualche difetto di troppo.

Peaky Blinders: Mastermind

Peaky Blinders: Mastermind si mostra come un titolo dalla doppia natura. Il gioco ha infatti una componente intrigante,  fornita principalmente dai personaggi, dalle loro abilità e da una colonna sonora semplice ma in linea con l’atmosfera del titolo; a tutto ciò si affianca però però una nota di insoddisfazione, data in particolar modo dalla difficoltà di alcune sequenze e da diverse imperfezioni che potevano certamente essere maggiormente curate per rendere più fruibile e intrigante l’esperienza. 

6.5

Pro

  • Trama in linea con la serie televisiva e dal finale inaspettato
  • Possibilità di usare più personaggi, ognuno dalle diverse abilità
  • Il meccanismo per riavvolgere il tempo fornisce un buon livello di sfida

Contro

  • Comparto grafico non eccezionale, soprattutto a causa della visuale isometrica
  • La possibilità di usare più personaggi e riavvolgere il tempo può complicare fin troppo il gameplay
Vai alla scheda di Peaky Blinders: Mastermind
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