Persona 5 Strikers – Recensione

Recensito su Nintendo Switch

Se come noi avete atteso col fiato sospeso la release del sequel diretto del pluripremiato Persona 5, siete nel posto giusto. Dopo una lunga finestra temporale in cui Strikers è rimasto confinato sul suolo giapponese, è ormai pronto ad approdare nel resto del mondo il prossimo 23 Febbraio.

Siamo finalmente pronti a parlarvi del ritorno dei Ladri Fantasma che, grazie al sodalizio con i ragazzi di Omega Force, abbandonano la formula JRPG per abbracciare il genere Musou. Ma è davvero un tipico Musou quello che abbiamo tra le mani? Se vi aspettate di falciare a cervello spento orde di nemici privi di reale minaccia vi state sbagliando, perché Persona 5 Strikers dal versante gameplay è davvero sorprendente, ma facciamo un passo indietro.

Le vicende di Persona 5 Strikers sono ambientate subito dopo gli eventi di Persona 5, nello specifico durante una calda estate giapponese. Il cast di Ladri Fantasma è pronto a tornare in campo al completo, pronti a rubarvi il cuore, tralasciando i personaggi e gli eventi del Royal, che purtroppo sono stati esclusi dal canon ufficiale della narrazione.

Persona 5 Strikers - Recensione

Al cast degli adorabili ladri, si aggiungeranno lungo il corso dell’avventura due nuovi personaggi: l’I.A. Sophia e il detective Zenkichi. Mentre Sophia segue l’archetipo narrativo dell’intelligenza artificiale alla scoperta dei segreti del cuore umano, l’aggiunta di Zenkichi è stata particolarmente gradita. Un personaggio adulto ha saputo dare un tocco più maturo alle scanzonate avventure dei nostri protagonisti, offrendo un nuovo punto di vista sui temi della vicenda.

Sebbene Persona 5 Strikers si proponga come vero e proprio sequel del capolavoro di P-Studio, l’arco narrativo vissuto dai personaggi non va in alcun modo a evolvere o approfondire i protagonisti che abbiamo imparato ad amare nel suo prequel. Saremo presto chiamati a imbarcarci in un’avventura on the road, che ci porterà a visitare i quattro angoli del Giappone a bordo di un camper, infiltrandoci in prigioni e sconfiggendone i monarchi, che vanno a ricalcare i palazzi e i loro signori, senza aggiungere quasi nulla alla formula.

Persona 5 Strikers - Recensione

Se dal punto di vista dei protagonisti non ci sia alcuna evoluzione, i villain proposti non riescono a raggiungere il carisma o la drammaticità degli antagonisti di Persona 5. Tra idol affamate di notorietà e scrittori imbroglioni, siamo lontani anni luce dai crimini inscenati da Kamoshida, Madamare o Akechi. Tutto questo proponendo una formula lineare e ripetitiva, che ci vedrà impegnati ciclicamente a viaggiare da una città all’altra, scoprirne velocemente il monarca e sconfiggerlo dopo avergli inviato l’iconica lettera di sfida.

Dobbiamo ammettere che nelle battute finali della narrazione, la personalità narrativa va migliorando senza però mai farci gridare al miracolo. L’impressione generale è quella di trovarci davanti a un’operazione volta al fan-service, che va a ripercorrere i leitmotiv più acclamati della struttura e dei Ladri Fantasma, senza aggiungere nulla di concreto all’epopea e alla personalità di Joker e compagnia bella.

Persona 5 Strikers - Recensione

Dal versante artistico, Persona 5 Strikers può contare sull’enorme mole e qualità di contenuti già visti e riproposti dall’originale, facendone vessillo di qualità. La palette cromatica è sempre strabiliante, così come la colonna sonora si riconferma al vertice delle produzioni artistiche degli ultimi anni. Il riarragiamento di alcune tracce iconiche è una gradevolissima aggiunta a una produzione dalla qualità granitica e ispirata.

La più grande sorpresa di Strikers proviene, come vi avevamo accennato, dalla nuova incarnazione del gameplay. Nella maggior parte dei casi ci troveremo ad affrontare un numero limitato di nemici, con la possibilità di prendere alle spalle la pattuglia prima di entrare in battaglia, per garantirci un sostanzioso vantaggio. L’alternanza di due tasti d’attacco va a formare le possibilità di combo dei vari personaggi e una volta selezionato un gruppo di quattro, saranno sempre interscambiabili durante l’incontro.

Persona 5 Strikers - Recensione

Ogni personaggio vede il suo moveset ben rappresentato, regalando un feeling di naturalezza nel passaggio di genere, ma soprattutto divertente pad alla mano. Non basterà tuttavia concatenare combo esplosive e schivare gli attacchi nemici per trionfare in battaglia: il cuore dello scontro consiste nello scatenare i poteri dei nostri Persona alfine di sfruttare le debolezze nemiche.

Torna dunque la Velvet Room, dove potremo fondere i nostri Persona e formulare un party attivo dal nostro bestiario iconico da far combattere al nostro fianco. La formula ricalca in tutto e per tutto quanto già visto in Persona 5 e Royal, dove solamente Joker potrà beneficiare delle fusioni e dell’evocazione dei mostri di Atlus, per poi lanciare durante lo scontro una delle 8 abilità memorizzabili.

Persona 5 Strikers - Recensione

Con la pressione del tasto relativo al Persona, metteremo in stasi la battaglia, valutando le debolezze elementali dei nemici e scegliendo con calma quale Persona evocare e quale abilità utilizzare, rendendo Strikers molto più profondo di quanto ci aspettassimo. Strategia, breeding, riflessi e una buona preparazione sono comprimari d’eccellenza in un gameplay che sorprendentemente funziona a meraviglia, andando a definire un nuovo standard per il genere musou, che riesce a dimostrare di poter essere divertente, profondo e dalla difficoltà ottimamente bilanciata.

Perfino a difficoltà normale, un approccio ragionato agli scontri è obbligatorio, soprattutto durante le esaltanti Boss fight proposte. In tale circostanza è fondamentale concatenare attacchi mirati alle debolezze del nemico, andandone a consumare i perk difensivi al fine di avere l’opportunità di scatenare un letale assalto, andando dove possibile ad approfittare della staffetta, in grado di cambiare il personaggio attivo, garantendo al party consistenti buff.

Persona 5 Strikers - Recensione

Lo scenario presenta di sovente utili elementi interattivi, che garantiscono mosse extra, propongono gimmick unici e forniscono utili tool di movimento. Il combat system mostra il fianco esclusivamente negli spazi più angusti, dove una gestione di camera non proprio ottimale rischia di incastrare la visuale in angolazioni frustranti. I power up sono garantiti tramiti il level up dei personaggi e dei persona, laddove il sistema dei confidenti è scomparso, per essere sostituito dai punti legame. Quest’ultimi possono essere liberamente spesi per potenziare il party a 360 gradi, ed ottenibili tramite esperienza, sequenze narrative e completando le missioni secondarie. L’assenza dei confidenti porta via con sé anche ogni opzione di romance presente nel precedente capitolo, annullando nel canon della serie le nostre scelte e preferenze effettuate in Persona 5, rischiando di alienarci dalla storia.

Le missioni secondarie si propongono sotta la veste di “richieste” che i nostri comprimari ci invieranno tramite telefono e ci proporranno per la maggior parte dei casi una buona dose di backtracking e sfide aggiuntive, per poi incarnare l’end game di Strikers nelle ultime battute dell’avventura, regalandoci scontri più impegnativi in cambio di ghiotto bottino e nuovi Persona. Bottino che si traduce in armi, armature, accessori e consumabili atti a revitalizzare HP, SP o rimuovere gli onnipresenti debuff, che rispecchiamo l’anima JRPG di Persona 5. Segnaliamo anche la presenza di un new game+ e di un un nuovo livello di difficoltà, che si sbloccano eliminando un particolare boss segreto. Questo livello di difficoltà riscrive nettamente le regole del gioco e richiederà davvero un’attenzione doverosa in ogni mossa che si compie, oltre che un copioso farming di incensi per potenziare la squadra e poter proseguire nell’avventura.


Persona 5 Strikers si rivela imprevedibile, deludendo dal versante narrativo ma rivelando un gameplay sorprendente. Siamo davanti a un nuovo standard assoluto per il genere Musou, i ragazzi di Omega Force ci hanno dimostrato che il genere ha ancora molto da dire, revitalizzandolo e proponendo qualcosa di mai visto prima. Coerente con le necessità della saga Persona, Strikers diverte proponendo un’avventura impegnativa, dal superlativo comparto artistico, presentando tuttavia un modello narrativo ammiccante al fan service. Siamo di fronte a una occasione mancata? Tutt’altro, ma le aspettative create dal suo prequel ci avevano fatto sperare in un arco narrativo decisamente più avvincente.

8.3

Pro

  • Artisticamente superlativo
  • Gameplay sorprendente
  • Si respira l'atmosfera di Persona

Contro

  • Narrativamente sottotono
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