Pixel Piracy – Recensione

Pixel Piracy è un titolo che è uscito già da qualche tempo su PC che fin dai suoi esordi non è riuscita a mettere completamente d’accordo tutta la comunità videoludica, critici compresi. Per alcuni il titolo è molto divertente, vario e ricco di sorprese come un roguelike che non si vedeva da lungo tempo sui nostri schermi. Per altri ancora invece il gioco è abbastanza ripetitivo e l’unica azione che si compie come dei forsennati è quella di grindare fino allo sfinimento le varie isole che ci troveremo a visitare. Vediamo se anche con il suo approdo su console la ciurma dei pirati pixellosi avrà lo stesso effetto.

Pixel Piracy - Recensione

All’arrembaggio

Il gioco mescola sapientemente vari generi in un solo titolo, con un gameplay piuttosto originale. Per i più vecchi tra di voi possiamo menzionare tranquillamente il mitico Pirates! del leggendario Sid Meier. In aggiunta a tutto questo qui avremo anche la possibilità supplementare di costruirsi pezzo per pezzo il proprio galeone e quindi potenziarlo in base alle ricchezze raccolte durante le nostre scorribande.

Pixel Piracy - Recensione

Il gioco in maniera curiosa comincia con tre domande personali che delineeranno la nostra esperienza all’interno del gioco e contemporaneamente, assegneranno difficoltà e bonus iniziale. Successivamente potremo creare il nostro personaggio tramite l’editor, il tutto, come suggerisce il titolo, in canonica pixel art. Gli sviluppatori sono gli stessi di Terraria e quindi la semplicità grafica è un vero e proprio marchio di fabbrica. Si inizierà in città, ma con una mappa procedurale che varierà di volta in volta. Cominceremo quindi solamente con una piccola imbarcazione e con pochi soldi a disposizione per poi accrescere il tutto nel corso della nostra avventura. Per scalare i vertici della pirateria caraibica dovremo avere la meglio su quattro pirati leggendari, affondando i loro galeoni. Per fare questo quindi dovremo presentarci allo scontro in maniera congrua e potenziati a dovere. Dovremo anche gestire in maniera efficiente la nostra ciurma e i suoi componenti. Ogni personaggio infatti avrà un passato particolare e quindi peculiarità di un certo tipo. Anche il capitano della nave potrà potenziarsi sia tramite i punti esperienza che le abilità apprese dai vari libri ottenuti in giro per i Caraibi. Il sistema di abilità è il fulcro stesso del gioco e contente di personalizzare i personaggi in maniera molto profonda. Potremo ad esempio, sviluppare l’abilità pannolino e quindi trattenersi nel momento del bisogno. Questo perché se la nave sarà invasa da defecazioni varie ci sarà un altissimo rischio di ammutinamento. Più numerosa sarà la ciurma più saranno i problemi da affrontare anche se, solamente con una truppa ben strutturata, potremo puntare ai bottini più sostanziosi.

Pixel Piracy - Recensione

In giro per i mari

Dovremo quindi esplorare le diverse isole in cerca dei tesori più disparati e, al contempo, dovremo anche combattere contro i pirati avversari, con un sistema a turni e traiettorie alla Cannon Fodder o alla Worms. La ciurma potrà essere suddivisa in varie squadre e quindi potremo pianificare attacchi multipli da più direzioni. Colpire i nemici con il cursore, a maggior ragione ora con un joypad, è diventato comunque un compito parecchio impegnativo.

Pixel Piracy - Recensione

Il combattimento con le navi è meglio realizzato, grazie a un maggiore tempo di riflessione per pianificare i vari attacchi. La nave, come già anticipato in precedenza, è totalmente customizzabile e quindi potremo espanderla sempre di più imbarcando cannoni, finestre, locali aggiuntivi e perfino decorazioni differenti. Tutti gli oggetti che personalizzeranno il vostro veliero è composto da pezzi e blocchi che potremo recuperare o acquistare nelle varie città che troveremo sul nostro cammino. Il tutto poi verrà montato come succede in Terraria e Minecraft. Tutto questo però non andrà minimamente a influire sul comportamento della nave in mare dato che i viaggi saranno tutti con andamento automatico.

[signoff icon=”quote-circled”]Pixel Piracy, anche su console, rappresenta un esperimento acerbo come è già successo per PC. Il gioco semplifica eccessivamente verso il basso, non approfondendo né le dinamiche strategiche né quelle dei combattimenti all’ultimo sangue. Un gioco dal sapore mobile che rappresentano un novità alla Tiny Tower solo per qualche mese ma, se non corroborati da dinamiche forti su console, finiscono per stufare appena dopo qualche partita. [/signoff]

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