Prince of Persia Trilogy – Recensione Prince of Persia Trilogy

Tutta la Persia in un solo cofanetto

Iniziava nel 2003 la storia del Principe più disgraziato di casa Sony, con Prince of Persia: le sabbie del tempo, regalando emozioni a fior di pelle grazie ad una trama fantastica e una giocabilità sublime, per poi far terminare tre anni dopo con Prince of Persia: i due troni. Ora, un anno dopo la fine, la Ubisoft, guidata dal grande successo che continua ad avere il suo capolavoro, offre a tutti coloro che vogliono accaparrarsi l’intera trilogia questo splendido cofanetto che raggruppa in grande stile tutte e tre le avventure del Principe senza nome dalla lotta contro il visir fino al traumatico ritorno a Babilonia.

Il Principe e il suo destino

La Persia, leggendaria regione di grandi e forti guerrieri, è lo scenario in cui hanno inizio le vicende del Principe del titolo. L’erede al trono di Persia prende parte alla sua prima battaglia durante la quale le sue forze militari saccheggeranno il sontuoso palazzo del Maharajah. Durante questa missione, nella quale si inizieranno a vedere quante acrobazie e quanta maestosità dei movimenti caratterizzano e caratterizzeranno l’avventura, si troveranno due oggetti molto particolari che saranno le cause principali dei nostri problemi da qui fino alla fine: il pugnale e la clessidra del tempo. Recuperati i due mistici oggetti, il Gran Visir, principale antagonista della situazione, costringe con l’inganno il Principe ad inserire il pugnale nella clessidra liberando così le sabbie del tempo che infestano il palazzo trasformando in mostri tutti i presenti ad esclusione dello stesso Principe, del Gran Visir e della figlia del Maharajah, Farah. Inizia così il lungo cammino per fermare le mosse distruttrici del Gran Visir che desidera sottomettere tutta la Persia al suo potere. Tra mille peripezie, nel finale del primo episodio, Farah ruba il pugnale al Principe, ma dopo esser stata attaccata da mostri di sabbia precipita in un burrone morendo: sarà il viaggio nel tempo del Principe, grazie al pugnale, a salvarla e a riportare alla normalità tutta la Persia sconfiggendo anche il Gran Visir e consegnando l’oggetto nelle mani di Farah.
Passano sette anni e il Principe torna alla sua città, Babilonia: tutto sembra normale tranne che lo sfortunato Principe ha aperto una linea temporale mutando il corso degli eventi sette anni prima. Il Dahaka lo insegue per uccidere colui che volle sfuggire al proprio destino: toccherà un altro viaggio temporale per mari e terre fino ad arrivare al luogo in cui furono create le sabbie del tempo per poter evitarne la creazione e tutti i successivi fatti accaduti. Nel grande tempio affronterete viaggi nel tempo e continui ritorni al presente incontrando due donne, Kaileena, che si finge servitrice dell’imperatrice, e Shadee,la vera servitrice. La prima ingannerà il Principe facendosi aiutare ad uccidere la seconda e sarà troppo tardi quando il protagonista si renderà conto che Kaileena altri non è che l’imperatrice intenzionata ad eliminarlo dopo aver visto che sarà lui a causarne la morte. Il Principe pensa che uccidendo Kaileena le sabbie del tempo non saranno mai create, ma purtroppo l’imperatrice, morendo, genera le maledette sabbie facendo capire al Principe come egli stesso è il fautore della sua disgrazia. Si scoprirà però l’esistenza di una maschera che permette una seconda possibilità e un altro ritorno al passato: il Principe la indossa e con una spada magica uccide il Dahaka e porta con sé a Babilonia Kaileena evitandole la morte e impedendo la creazione delle sabbie del tempo. Intanto nella stessa città è iniziata una dura guerra.
Babilonia è sotto l’attacco del Gran Visir Zervan, lo stesso del primo episodio. Questi trova ed uccide Kaileena vanificando il lavoro del Principe: le Sabbie del tempo tornano e la storia si ripete ma stavolta anche il Principe ne è coinvolto e nasce in lui il suo spirito negativo. Per fortuna la parte buona vive ancora e una figura la accompagna come un angelo custode: è Farah, la figlia del Maharajah, che però non riconosce il Principe, e non sa chi sia. Nonostante tutto Farah lo aiuta a mantenere saldo il suo spirito buono e spinto dal suo popolo che lo ricorda ancora come mentore mai caduto della Persia, raggiungerà il palazzo, dove Zervan rapirà Farah: ma stavolta sarà il Principe ad avere la meglio. Zervan morirà sconfitto dalla spada del nostro eroe e il popolo di Persia sarà salvo: le sabbie del tempo formeranno l’effige di Kaileena dinanzi al Principe che sarà finalmente libero dalla maledizione e riceverà un addio dall’imperatrice. La storia, l’intera trilogia, si conclude con Farah che chiede al Principe come faceva a conoscere il suo nome e l’eroe inizierà a narrare la storia delle Sabbie del Tempo e la disgrazia che lo ha perseguitato per tutti questi lunghi anni.


Correre sui muri non è mai stato così sicuro

Nonostante si abbia a disposizione una trama del genere, questa diventa solo di contorno dinanzi ad una giocabilità eccelsa come quella di Prince of Persia. Si potranno usare una scimitarra e un Pugnale magico che può rallentare portare indietro nel tempo, si potrà saltare come agili cavallette con gambe molli, camminare sui muri inclinandosi ad angolo retto col pavimento, superare burroni con lunghissimi salti e mostrare un’elasticità da invertebrati: questo è il Principe di Persia che in ogni sezione diversa mostrerà come potrete superare anche le più lunghe e disastrate lastre di pavimento correndo sul muro, saltando su quello opposto e casomai appendersi ad una fune e saltare dieci metri più avanti. In Prince of Persia niente risulta inutile, dai cornicioni dei muri alle colonne portanti, e nel passare degli anni e degli episodi il Principe diventa sempre più snodato e agile e soprattutto più abile con la sciabola: nel primo episodio si avranno le due mani impegnate dal pugnale e dall’altra arma; nel secondo invece una sciabola e un’arma che potrete rubare ai vostri nemici morti, oppure da trovare negli appositi poggia armi da rompere,o delle spade o oggetti da lanciare in testa ai vostri avversari; e per finire, nel terzo, quando si vestiranno i panni della controparte malefica,si potrà giostrare al meglio il braccio sinistro al quale è legata una catena ferrea capace di volteggi e con un raggio d’azione di parecchi metri. Combo a dir poco stupende, acrobazie che hanno come perno il corpo dei sabbiosi nemici, voli degni di un acrobata da circo russo: questo è Prince of Persia, il platform senza piattaforma.

Cavour fece l’Italia, la Ubisoft fece la Persia

L’avvincente e disgraziata trilogia del Principe sarà anche iniziata ai tempi in cui non si utilizzava un’eccelsa grafica, ma ciò non toglie che già nel 2004 Prince of Persia avesse rotto i canoni grafici del momento ricevendo gli elogi della critica già nel primo episodio; forse il gioco avrebbe potuto, col passare del tempo, migliorare su questo punto di vista, ma la Ubisoft ha forse ritenuto superfluo regalare al suo piccolo grande capolavoro una grafica degna dei concorrenti e quindi l’ultimo capitolo della trilogia ne ha risentito non poco al confronto con altri colossi del genere presenti sulla scena videoludica. I dettagli non saranno curatissimi, forse il Principe avrà sempre la stessa espressione inebetita ma, a onor del vero, il motore grafico che muove tutte le trappole, le acrobazie del Principe, i nemici, fa un lavoro del quale bisogna se non altro prendere atto, nonostante il livello poco sviluppato dei dettagli corporei dei protagonisti. L’ambiente Persiano poi è ripreso in maniera davvero sublime, e ad esempio, come si potrà notare nel corso del gioco, si attraverseranno i tipici palazzi persiani decorati in stile mediorientale e ornati con oggetti caratteristici della terra mesopotamica: a partire dai tendaggi rossi e dorati per finire alle cupole dei palazzi imperiali. Ma tralasciando la Persia, visto che il secondo episodio cambia totalmente la locazione, si nota come anche nel rappresentare la rovina e le zone malandate la Ubisoft si sia data da fare caratterizzando ogni particolare. Per quanto riguarda il comparto audio si possono tranquillamente elogiare gli effetti sonori: i passi del Principe, le gocce d’acqua che cadono con un tintinnio ben riprodotto,o le rovine che crollano in grande stile; Anche il doppiaggio dei vari personaggi è accettabile, mentre la colonna sonora risulta molto povera.

Affogherete nelle Sabbie Persiane

Sarà pur vero che stiamo parlando di tre giochi in uno e quindi è scontato dire che la longevità è superiore al normale, ma anche qualora si volesse analizzare capitolo per capitolo si noterebbe come la longevità sia decisamente notevole. La Persia diventerà la vostra casa e occuperete molto tempo a scoprire qual è il modo più veloce ed efficace per superare un qualsiasi ostacolo. Il tutto sarà poi ben amalgamato a dei filmati di intermezzo che stoppano l’azione con grande tempismo senza far perdere la voglia di andare avanti. Forse l’unica pecca è presente nel secondo capitolo, poiché si stacca dai canoni del precedente e del successore su molte basi,ed è rappresentata da continui sbalzi temporali tra passato e presente che a volte possono risultare stancanti e anche monotoni poiché si dovranno attraversare anche più volte le stesse aree del gioco.

E per finire…

Se non avete mai provato Prince of Persia o, ancora peggio, non ne avete mai sentito parlare, è vostro dovere spendere questa piccolissima cifra, paragonata al capolavoro che andate ad acquistare, e colmare subito la grande lacuna presente nel vostro scaffale. Ma se invece siete dei conoscitori della storia del Principe e vi siete fatti sfuggire uno dei tre capitoli vale per voi la stessa regola di prima: acquistate senza indugi questo cofanetto che la Ubisoft ha voluto regalare per valorizzare la travagliata epopea del Principe. Questa è la Persia come non l’avete mai vista e come l’avete sempre sognata, volete davvero rimanere in un sogno eterno o volete finalmente realizzarlo?

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