Rogue Spirit – Recensione

Recensito su Xbox Series X

Rilasciato il 7 marzo 2023 dopo più di un anno di early access, Rogue Spirit, titolo sviluppato da Kids With Sticks e pubblicato da 505 Games, si presente come un classico Roguelite con elementi da action/adventure che fa sua una formula tornata in voga recentemente, anche grazie al successo di prodotti come Hades e Dead Cells, sebbene da questi si differenzi, o cerchi di differenziarsi, in particolare grazie all’introduzione di una peculiare caratteristica che consiste nella possibilità, per il volatile spettro protagonista, di prendere possesso dei corpi esanimi dei nemici abbattuti durante il viaggio scegliendo tra gli stessi a seconda delle abilità.

Come detto, il gioco è stato rilasciato a settembre 2021 in accesso anticipato esclusivamente su PC ma a partire da marzo 2023 è disponibile su PS5, Xbox Series X/S e PC.

Rogue Spirit

Cosa resta di me?

Il controllo di un’anima è spesso insidioso, in particolare quando coinvolge la necessaria scelta di quale veste far indossare al nostro spirito. Nell’immaginario Regno di Midra, controlliamo un giovane spiritello invocato da una schiera di monaci per combattere una demoniaca creatura che minaccia il villaggio e l’intero Regno e, per farlo, può utilizzare una peculiare abilità consistente nel prendere possesso dei corpi dei nemici oramai sconfitti. Tale innovativa meccanica permette al giocatore di variare la formula di gioco, stuzzicando la fantasia dello stesso e, ovviamente, favorendo la rigiocabilità del titolo e dei vari livelli di cui si compone.

I vari contenitori corporali che possono essere posseduti variano da un arciere a lungo raggio sino a un ninja furtivo e rapido, passando per un agile samurai e un grosso distruttore. Il videogiocatore deve ben ponderare la scelta al fine di affrontare al meglio ogni situazione anche in considerazione del fatto che i nemici (da vivi) possiedono diversi punti di forza e di debolezza da sfruttare. Il gioco permette al giocatore, inoltre, di alternare alla forma spettrale quella corporea semplicemente premendo un tasto: tale meccanica, che introduce un qualche elemento stealth nel titolo, permette di eludere il campo visivo dei nemici per fuggire dagli stessi e/o attaccare da dietro. In concreto, i nemici effettuano giri (più o meno casuali) e hanno un’area di avvistamento materializzata da un cono di luce. Se si stanzierà troppo a lungo in questa area di tiro, lo spettro riacquisterà la sua forma umana e si troverà alla mercé di tutti gli avversari presenti nella zona.

Rogue Spirit

Focalizzando l’attenzione sulle continue battaglie contro i vari antagonisti, non possiamo non rilevare una prima défaillance di Rogue Spirit il quale opta sì per le classiche meccaniche di parata e schivata ma introduce un sistema di combattimento non particolarmente brillante, ripetitivo e che vede nella varietà delle disponibilità di attacco, a seconda dei corpi posseduti, l’unico elemento di spicco. Inoltre, per facilitare il viaggio del piccolo spirito il titolo mette a disposizione due abilità all’interno di ogni arena da utilizzare e soggette a un tempo di cooldown breve (si va dal getto di una scossa sino alla creazione di un tornado di fuoco) nonché un famiglio che possiede diverse abilità offensive e che supporta il protagonista.

Necessaria precisazione: il sistema di mira per gli attacchi da lontano è realmente poco curato e perfezionabile. Non vi è un bersaglio di per sé agganciabile dal giocatore ma occorre aspettare che il nemico appaia evidenziato per iniziare a sparare e colpirlo. Al contrario, Rogue Spirit introduce una particolare e apprezzabile meccanica con riferimento al sistema di cura permettendo al giocatore di recuperare energia “semplicemente” possedendo un altro corpo. Ma attenzione: premuratevi di avere abbastanza spirito, altrimenti il cambio di corpo non porterà alcun beneficio in termini di cura.

Rogue Spirit

Il Giappone che ritorna

La rappresentazione grafica del Giappone proposta in Rogue Spirit è particolarmente classica: fitte e oscure foreste, antichi templi e città in rovina faranno da sfondo al viaggio del nostro spirito il quale si trova a combattere attraverso ponti sospesi, a correre sui tetti e ad arrampicarti su alte pareti. Il cel-shading si addice a una direzione artistica chiaramente ispirata alle opere di Ghibli, ricca di colori superbi e graziose decorazioni. Anche i vari personaggi hanno una caratterizzazione particolarmente riuscita che permette di distinguere nettamente l’uno dall’altro, eccezion fatta per i cinque boss presenti nel gioco, non particolarmente curati sia in termini di rappresentazione grafica e sia in termini di abilità offensive.

Qui dobbiamo rilevare la seconda imperfezione di Rogue Spirit: i cinque ambienti di cui si compone il gioco, ai quali aggiungere le aree di intermezzo da un’arena e l’altra, sarebbero potuti essere maggiormente variegati e caratterizzati mentre si riducono spesso a una semplice varietà cromatica. I giardini, le roccaforti ovvero i sobborghi, sebbene utilizzando elementi di arredo diversificati, non riescono mai a imprimere un senso di novità e favoriscono la sensazione di trovarsi, quasi sempre, nel medesimo luogo.

Rogue Spirit

Tutto qui?

No. Rogue Spirit non è un titolo durissimo da affrontare ma il giocatore dovrà accettare di morire parecchie volte, quantomeno all’inizio e sino alla completa padronanza delle varie meccaniche. Un elemento necessario è costituito dalla capacità del giocatore di potenziare il proprio personaggio. Per fare questo, entrano in gioco due oggetti da collezione, ai quali si aggiungono vari potenziamenti sbloccabili all’interno di ogni arena: monete spendibili presso il mercante per acquisire diversi boost e gemme che garantiscono un importante aiuto. Con riferimento ai potenziamenti sbloccabili nei vari biomi, il titolo permette di sbloccare abilità attive e passive che realmente saranno d’aiuto al giocatore, permettendogli di aumentare i punti vitali ovvero di diminuire i danni fisici subiti e quant’altro. Ma è il fatto casualità a rendere accattivante il titolo: le abilità e le statistiche dei nemici (o meglio dei corpi degli stessi) è imprevedibile e può variare a seconda del grado assunto dagli stessi. Il titolo, infatti, ben distingue i nemici più forti da quelli maggiormente deboli semplicemente conferendo a loro un grado di epicità ovvero di rarità. Sarà cura del giocatore controllare cadavere dopo cadavere alla ricerca di un corpo migliore.

Ma Rogue Spirit non è solo combattimenti, possessione e fasi stealth: il titolo propone alcuni puzzle ambientali particolarmente semplici da risolvere che premiano il giocatore con monete, progetti da consegnare a chi di dovere nell’hub principale per sbloccare nuovi famigli, abilità e modificatori.

Rogue Spirit


Ricapitolando, possiamo affermare che Rogue Spirit non rappresenta di certo un titolo che punta a innovare una formula bensì predilige, andando sul sicuro, affondare le radici su un terreno già battuto da altri. Graficamente, lo stile cartoon restituisce al giocatore la sensazione di qualcosa già visto. Dal punto di vista del gameplay, Rogue Spirit introduce sì un nuovo approccio al genere action-adventure, con meccaniche innovative rispetto ad altri titoli, ma non rivoluziona il genere e pecca dal punto di vista narrativo: sebbene il gameplay possa risultare particolarmente ripetitivo, avanzando di livello si otterrà la sensazione che la storia non è il punto focale del gioco.

7
Rogue Spirit è un Roguelite con elementi da action/adventure sviluppato da Kids With Sticks e pubblicato da 505 Games.

Pro

  • Elementi di gameplay interessanti;
  • Fluidità di movimento del personaggio;

Contro

  • Può essere un po' ripetitivo;
  • La somiglianza tra le diverse aree;
Vai alla scheda di Rogue Spirit
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