Rogue Trooper Redux – Recensione

Ritorna Rogue Trooper Redux: dopo 10 anni sarò cambiato qualcosa?

Vi è mai capitato di leggere una frase, vedere un’immagine, sentire di una notizia e chiedervi semplicemente “Perché”? A noi sì, l’ultima volta quando ci siamo trovati a recensire Rogue Trooper Redux, shooter in terza persona sviluppato da TickTock Games recentemente approdato su Nintendo Switch, Xbox One, PlayStation 4 e PC. Rogue Trooper è però in realtà una produzione risalente addirittura al 2006, al termine del ciclo vitale di PlayStation 2 quindi, e già allora era un titolo discreto ma nulla più. Questo “Redux” è quindi un remake/remaster, che lascia pressoché intatta la componente narrativa e contenutistica concentrandosi piuttosto nel migliorare grafica e, in parte, i controlli. A quale scopo quindi resuscitare un prodotto vetusto e che di base non aveva poi molto di così peculiare? …Mistero della fede (videoludica)!

Rogue Trooper Redux

Rogue Trooper racconta la storia di un manipolo di soldati genetici, creature prodotte in serie in laboratorio la cui esistenza è votata unicamente a estirpare dal pianeta Nu-Earth la minaccia Norts. I sexy omaccioni blu sono quindi intrappolati in una guerra violentissima, un loop infinito di eventi dove l’unico modo per uscirne è la morte. Il giocatore interpreterà Rogue, un genetico che grazie al sacrificio dei suoi compagni di squadra riesce a tramutarsi in una vera e propria macchina da guerra. Se vi aspettavate però atmosfere cupe, domande esistenziali e drammi beh, Rogue Trooper Redux non fa per voi: il clima che si respira in tutto il gioco è quello tipico dei film d’azione degli anni 80 dove il machismo, la presunta epicità e le battute sarcastiche sono la quasi totalità di ciò che le vostre orecchie sentiranno. Siete allergici a tutto ciò? Allora state alla larga da questo remake perché a quanto pare non è cosa per voi.

La nostra intervista al team di sviluppo a EGX

All’epoca della sua uscita, Rogue Trooper poteva contare sull’effetto novità del sistema di coperture, uno dei primi a fare il debutto su console, ma già allora era lungi dall’essere perfetto o efficiente. Per questo remake i ragazzi di TickTock Games hanno provato a rimodernare il tutto ma con scarsi risultati. Redux trasuda 2006 da tutti i pori, dimostrando l’inadeguatezza e l’imprecisione nei controlli di quell’epoca tanto che nemmeno le modifiche apportate riescono a impedire alcuni spiacevoli episodi. Vi sono infatti ritardi nella reattività del personaggio, che talvolta non entra in copertura tempestivamente incassando così più pallottole del dovuto; oppure c’è il nuovo sistema di mira che dovrebbe avvicinare il gioco agli standard moderni ma che, a causa della sua imprecisione, vi farà sudare non poco per inquadrare determinate parti del corpo del nemico. Ciò causerà spesso uno spreco di munizioni che causerà un conseguente incremento della frustrazione del giocatore.

Rogue Trooper Redux

Figlia dei primi anni 2000 è anche l’intelligenza artificiale, che dimostra tutto il peso degli anni che si porta appresso in più di un’occasione. I nemici infatti sono poco reattivi, stupidi, vere e proprie spugne assorbi-pallottole che ai livelli di difficoltà più elevati non mutano tanto il loro pattern di attacco, quanto piuttosto il quantitativo di energia posseduta e di danno inflitto. Caratteristiche che potevano essere tollerabile nel 2006 e su PlayStation 2, al giorno d’oggi decisamente non più.

Nella media, invece, il sistema di crescita del personaggio e di acquisizione delle abilità. Mano a mano che i nostri compagni verranno uccisi o che ci imbatteremo nei loro cadaveri, acquisiremo le loro abilità attraverso i neuro chip di cui ogni soldato genetico è dotato. Questi però non contengono solo le abilità ma anche le personalità stesse dei soggetti, tanto che un mare di voci affolleranno la testa del povero Rogue e, di conseguenza, anche quella del giocatore. Voci che sono simpatiche i primi 5 minuti, poi vorrete solo farle stare zitte pur di non dover più sentire l’ennesima freddura a sfondo bellico-muscoloso. Totalmente ignoto invece il comportamento delle modalità online: non siamo riusciti ad avviare partite per mancanza di giocatori e rimandiamo quindi la nostra valutazione a quando sarà possibile giocare in multiplayer.

La parte più interessante è la grafica, che è anche l’elemento che ha subito il maggior restauro. I modelli poligonali del protagonista e comprimari sono ben curati, sfociando in un tripudio di sexy pettorali, six pack a profusione, bicipiti flessi e pacchi in bella mostra, mentre le ambientazioni hanno visto un incremento della risoluzione delle texture e una certa cura per quanto riguarda effetti speciali, sistema di illuminazione e pulizia visiva. Peccato per le animazioni, goffe e innaturali, ancorate anche loro, come il gameplay tutto, a quel nostalgico e ormai lontano 2006.

Rogue Trooper Redux


Rogue Trooper Redux è un titolo da cui si poteva ricavare molto di più. Il lavoro svolto dagli sviluppatori non soddisfa affatto e anzi, quasi peggiora quello che già esisteva nella versione originale. Sono state applicate pezze un po’ ovunque per far risultare il gioco un po’ più attuale, ma il risultato non convince poiché era necessario un restauro ben più massiccio. Alla fin fine un po’ dispiace perché il setting è interessante e, una volta tanto, è divertente giocare nei panni di maschioni blu muscolosi e sexy mezzi nudi, sporchi e sudati dall’inizio alla fine del gioco. Ma di certo non basterà solo questo a risollevare le sorti di Rogue Trooper Redux, uno shooter in terza persona che si può tranquillamente saltare a piè pari.

5.5

Pro

  • Visivamente migliorato
  • Caricaturale al massimo
  • Alcuni elementi di gameplay interessanti

Contro

  • Online deserto
  • Telecamera imprecisa
  • Sistema di coperture che funziona a metà
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