SEGA Mega Drive Ultimate Collection – Recensione SEGA Mega Drive Ultimate Collection

Il ritorno delle vecchie glorie 

In un ambiente videoludico ormai dominato da tonnellate di poligoni, grafica in risoluzione sempre più alta, e budget degni delle più costose produzioni cinematografiche, il fenomeno del retrogaming si è sempre più ritagliato una fetta di fedeli appassionati, che spesso lamentano una mancanza di originalità e giocabilità nei prodotti videoludici moderni. Tra le software house che si sono avventurate con risultati più o meno buoni nel mercato dei retrogaming, un posto d’onore spetta sicuramente alla Sega. La casa nipponica infatti fu una protagonista d’eccellenza sulla scena videoludica degli anni ’80-’90, culminati nella produzione del Sega Mega Drive (Sega Genesis negli Stati Uniti), forse la console più famosa, importante e redditizia per la Sega. Sulla scia di un nostalgico ritorno a quel passato, e nella ricerca di una pura giocabilità, la Sega ha pensato bene di riunire più di 40 suoi classici in questo Blu-Ray, aggiungendovi una mole di materiale extra che non potrà non rendere felice chiunque abbia passato la propria infanzia sul veloce 16-Bit nero (per la cronaca, nello stesso anno di questa, venne lanciata sul mercato un’ulteriore raccolta dall’altisonante titolo di Sega Genesis Classic Collection Gold Edition, disponibile solo su PC). Ma, come vedremo, non è esattamente oro tutto quel che luccica.

 

 

Lo scrigno delle meraviglie

 

Questa generosa raccolta è una sorta di seguito di quella uscita nel 2007 su PS2 e PSP, dal titolo quasi identico (Sega Mega Drive Collection, senza "Ultimate"), e  racchiude 40 giochi base, più altri 9 sbloccabili tramite determinati requisiti, che vanno dal molto facile (semplicemente facendo partire un gioco base) al decisamente difficile (raggiungere punteggi molto alti o finire i primi livelli senza perdere mai una vita). In tutto i 49 giochi (alcuni dei quali presenti in versione Arcade o Master System) coprono un periodo di produzione che va dal 1983 (Tip Top) fino al 1996 (Sonic 3D e Vectorman 2), e svariati generi tra piattaforme, sparatutto, puzzle e Gdr, con molti ottimi titoli come The story of Thor (qui presente con il titolo di Beyond Oasis), Comix Zone (originale e divertente titolo, che tuttavia ebbe la sfortuna di uscire quando la Sega puntava ormai al successore del Mega Drive, il Saturn), e le intere saghe di Golden Axe, Sonic, Phantasy Star e Street of Rage. Ogni gioco tra i primi 40 è impreziosito da una sorta di museo che ne racchiude la trama, alcune curiosità e persino le illustrazioni della copertina di gioco e della stessa cartuccia, ma stupisce la totale mancanza dei manuali dei singoli titoli. Gradevole e ben accetto è anche l’inserimento, sempre tra gli extra sbloccabili, di una manciata di interviste ad alcune delle firme più importanti della Sega sottotitolate in italiano (o, per essere più precisi, nella lingua in cui avete impostato la vostra PS3).

 

  

Emozioni d’altri tempi


La caratteristica più nota dei giochi usciti sul Mega Drive fu senz’altro la giocabilità, in molti casi fluida, eccellente, veloce, mai frustrante (anche se molti giochi erano davvero difficili), spesso sfiorava l’assuefazione, caratteristica che non è certamente invecchiata dopo 20-30 anni. Riprendere il pad in mano per affrontare i veloci scenari di Sonic, i sani combattimenti di Golden Axe, e le splendide situazioni di Phantasy Star e The story of Thor si rivela piacevole ancora oggi e il valore di questa raccolta, quindi, non risulta solo collezionistico o nostalgico. Ma, come dicevamo prima, qualche difetto emerge anche qui: la grande quantità di titoli raccolti, suddivisi in modo automatico in ordine alfabetico, di genere, anno di uscita e persino preferiti, soffre di una qualità altalenante. Di fianco ai capolavori già citati, troviamo punte di scadenza e titoli invecchiati talmente male da rendere inspiegabile la loro inclusione in questa raccolta, come Fatal Labirinth, Alex Kidd, Gain Ground e altri la cui scarsa qualità viene accentuata dall’eccellenza degli altri titoli. Altre scelte discutibili risultano essere l’inclusione di due diverse versioni dello stesso gioco, Altered Beast, e l’eliminazione della funzione di Lock-On tra Sonic 3 e Sonic & Knuckles, che permetteva di collegare le cartucce dei due titoli, usciti a sei mesi di distanza l’uno dall’altro per motivi di tempo, ottenendo così un unico titolo. Molti giocatori ancora sperano in una patch che ripristini il Lock-On. In mezzo a simili sviste si nota, quasi per ironia, la mancanza di altri titoli che avrebbero certamente alzato il valore della raccolta: dove sono finiti Out Run, Gunstar Heroes, Toe Jam e Earl, e altri capolavori Sega? Tuttavia la qualità degli altri titoli vale da sola l’intero cofanetto, anche dal punto di vista della longevità. Ovviamente alcuni titoli oggi non saranno degnati di più di una partita, nemmeno dal più irriducibile dei nostalgici, ma molti di questi possono ancora garantire numerose ore di divertimento, senza contare la presenza di ottimi e longevi Gdr. La Sega ha inoltre incluso una comoda opzione di salvataggio in qualsiasi momento, ma dall’altra parte ha eliminato qualsiasi possibilità di multiplayer online. Alcuni dei giochi della raccolta donavano allora molte emozioni in compagnia di un altro fedele amico, a quel tempo rigorosamente al nostro fianco, offline, e tale modalità è l’unica disponibile in questa riedizione, scelta resa ancora più inspiegabile dal fatto che alcuni titoli sono già da tempo scaricabili dai vari store in versioni che includono il multiplayer online. 

 

16-Bit in HD
 

Il fattore tecnico merita un discorso a parte, per valorizzare il tentativo della Sega di rendere piacevoli anche sulle TV di ultima generazione dei titoli usciti quando molti giocatori non erano nemmeno nati. Dal punto di vista del sonoro la riedizione è molto fedele, ma non perfetta, dato che alcuni titoli soffrono di un audio leggermente sfalsato rispetto ai giochi originali, ma è una cosa che noterà solo chi ha passato decine di ore su un singolo titolo. Ovviamente è fuori luogo tentare paragoni grafici con le più recenti produzioni videoludiche, ma la Sega ha implementato un filtro, denominato Smoothing Option, che riduce i pixel e ne addolcisce i contorni, ma l’espediente non ha dato ottimi risultati in tutti i titoli presenti. Con alcuni casi infatti, come in Sonic, il filtro svolge bene il suo dovere, restituendo un’immagine decisamente più piacevole rispetto all’originale, ma in altri casi si ottiene un effetto "slavato" non proprio gradevole; l’impostazione grafica originale è comunque disponibile, e paradossalmente rende molto meglio su un vetusta TV a tubo catodico, piuttosto che sul 49 pollici Full-HD di ultima generazione. Il filtro si rivela nel complesso affidabile, e fare meglio di così avrebbe richiesto l’intera riscrittura del codice di ogni titolo (non dimentichiamo che all’epoca il massimo della risoluzione era la VGA di costosi PC). È presente anche una modalità per passare dall’originaria modalità 4:3 dei TV di vecchia generazione (qui impreziosita dalla presenza di uno sfondo in linea con il titolo che si sta giocando) a quella 16:9 ormai divenuta lo standard, ma quest’ultima dona ai personaggi un curioso aspetto "cicciottello" dovuto allo stiramento laterale dell’immagine.

 

  

Grazie, mamma Sega.


Difficile giudicare una raccolta simile, tenendo conto che ogni giocatore ne avrà le sue personali opinioni. Chi non subisce il fascino del retrogaming e ama solo l’alta risoluzione e le potenze grafiche moderne farebbe meglio a cercare altrove, ma chi ha amato i titoli della casa nipponica nell’ epoca d’oro del Mega Drive non potrà che rimanerne soddisfatto. Più che un prodotto videoludico ci troviamo davanti a una sorta di scrigno dei tesori dei 16-Bit, un tributo a una macchina ormai entrata nella storia dell’intrattenimento videoludico, l’emulazione è quasi perfetta, la giocabilità in molti casi è rimasta eccellente, e il fascino di una Sega allora in stato di grazia non si discute, ma rimane l’impressione che alcuni dei titoli, oggi ormai improponibili, siano stati infilati all’ultimo momento nella raccolta con il solo scopo di alzarne il numero. Con il suffisso "Ultimate" a gonfiarne il titolo, ci si sarebbe aspettati qualcosa di più, ma a questo prezzo, notevolmente più basso rispetto a molti altri prodotti, rimane comunque un’ottima proposta. Un prodotto non perfetto, ma molto convincente.   

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