Sker Ritual RECENSIONE | Un contentino per i fan di CoD Zombie

Recensito su Steam

recensione sker ritual
Un nuovo titolo di sopravvivenza zombie ha già conquistato il cuore di molti giocatori/giocatrici, questa volta, il gioco in questione è Sker Ritual

Un nuovo fps survival horror a tema zombie è approdato negli store digitali, Sker Ritual; il 18 Aprile 2024 è uscito ufficialmente dalla sua fase di accesso anticipato su Steam, piattaforma dalla quale ho potuto giocare il nuovo titolo indie di Wales Interactive. Dopo un bel po’ di ore passate a sopravvivere alle ondate dei non morti, e a cercare di completare la storia principale che il gioco ha da offrirci, sono giunto a varie conclusioni che leggerai in questa recensione.

Mi sento di fare una premessa prima di iniziare a parlarne, vorrei dirti che il gioco è strutturato in un modo molto familiare. Forse sarai confuso a cosa mi riferisco, ma per ora mi limito a introdurti che questo videogioco prende spunto da alcuni titoli zombie di Treyarch, di conseguenza dividerò l’articolo in due parti: da un lato troverai le mie opinioni sul titolo, mentre dall’altra, troverai alcuni riferimenti dell’iconica saga che mi sono limitato (per ora) a citarti.

Sker Ritual RECENSIONE | Primo Impatto

La schermata iniziale di Sker Ritual ha vari menu estetici, come quello di personalizzare la musica, l’emblema, e addirittura una sezione contenenti dei mini pass battaglia per ogni mappa; ci sono poi quelli che si possono ritenere fondamentali, come la possibilità di leggere delle note, elementi che riguardano la narrazione, il potenziamento delle abilità, il tutorial, ecc…

Il titolo vi dà fin da subito la possibilità di scegliere tra ben quattro mappe gratuite, e fino a cinque gradi di difficoltà, modificabili tal volta anche in game; man mano che sceglierete quella più difficile si avranno delle limitazioni durante la partita, come la possibilità di non poter rinascere.

Schermata iniziale di Sker Ritual
Schermata iniziale di Sker Ritual

Se sei una persona che ama i cosmetici, o comunque la personalizzazione in un gioco, ti devo avvisare fin da subito che Sker Ritual non contiene mimetiche per le armi; il negozio digitale della tua piattaforma ti offrirà la possibilità di comprare dei pack che riguardano solamente quattro cose: maschera, emblema, musica, e sfondo animato.

Sopravvivenza

Sker Ritual gode attualmente di ben quattro mappe al lancio (già confermato l’arrivo di altre due nel corso del 2024). Non mi soffermerò a criticarle una per una, ma mi limiterò a esprimerti come queste abbiano delle zone e vie ben strutturate e connesse, garantendo a chi gioca di non sentirsi quasi mai in trappola, e di poter scegliere che strada percorrere durante la run.

Gli zombie, man mano che i round si completeranno, diventeranno più numerosi e otterranno più salute. Chi gioca non deve far altro che ottenere delle armi che possono essere acquistate o dal muro, o dalla cassa misteriosa, per non morire, facendosi aiutare, nel caso, da alcuni strumenti che il gioco mette a disposizione, come i perk, i bonus, il dispositivo per potenziare le armi, ecc…

La storia è presente e sicuramente non è il punto sul quale questo titolo ha voluto concentrarsi molto, più che altro esso fa da contorno al gioco: Sker Ritual è ambientato in mappe legate agli avvenimenti della storia principale. Ogni mappa possiede certe missioni (guidate dal gioco), che porterà chi gioca, se vorrà, alla conclusione della partita con una “vittoria”, e non è tutto. Sker Ritual offre di poter continuare il game, e di scoprire eventuali step aggiuntivi (e questa volta non guidati dal gioco); ovviamente questi risulteranno un pochettino più complicati, ma nulla di impossibile.

sopravvivenza sker ritual
Sopravvivenza su Sker Ritual

Una nota da sottolineare, grave, è l’intelligenza degli zombie, estremamente banale: si riesce a uscire da una situazione critica molto facilmente, semplicemente camminando in avanti. Nonostante tutto, il gioco compensa con una buona variazione degli zombie da tenere costantemente d’occhio, perchè, altrimenti, si può andare a terra molto facilmente, più di quanto pensiate. Le zone per tenersi lontani dagli zombie sono molte, quindi non vi preoccupate sul dove potervi mettere: il camping in Sker Ritual non è molto consigliato, o, per meglio dire… evitalo proprio, dato che le armi presenti all’interno del titolo (e ce ne sono poche) non sono state create per questa strategia.

Sopravvivenza – in compagnia

Aggiungo un particolare che purtroppo devo dire: non ho potuto provare Sker Ritual con i miei vecchi compagni di squadra, poichè questi sono ormai andati “in pensione”. Con questo voglio affermare che le mie considerazioni su quest’opera provengono principalmente dalle partite in singolo, e non argomenterò molto questa sezione rimanente della recensione.

Le partite pubbliche si trovano facilmente, ma in partita sembra di giocare con delle persone che non hanno una buona connessione; in verità, i movimenti scattosi non sono dovuti al lag, ma al lato tecnico del titolo, e questi problemi risultano molto fastidiosi all’occhio, dando una costante preoccupazione a chi gioca. Il titolo purtroppo, per quanto riguarda la versione Steam, non gode di una chat, testuale o vocale che sia, risultando quasi impossibile interagire con gli altri.

sker ritual in compagnia
Partita pubblica su Sker Ritual

Gli step per il completamento della storia principale non aumentano di difficoltà: gli obiettivi da completare, e i nemici speciali da uccidere, non subiranno variazioni, perciò se riesci a farli in giocatore singolo, pensa alla semplicità per completarlo con l’aiuto di altre persone.

Sker Ritual recensione – parte 2

Questa sezione interesserà molto di più alle persone che hanno giocato almeno a uno dei titoli passati di Call of Duty Zombie, ma anche se tu non dovessi aver preso parte a uno dei titoli come Black Ops 2, da questo momento in poi, quello che leggerai ti servirà come approfondimento di quello che ho scritto precedentemente della recensione.

Se devo dirlo a crudo, Sker Ritual copia e incolla moltissime meccaniche dei capitoli Zombie di Treyarch, alcune riadattandole in modo strategico, e alcune lasciandole invariate. Qui sotto troverai un piccolo elenco delle somiglianze principali che ho potuto notare:

  • Il titolo offre un sistema a round, caratteristica molto nota, introdotta per la prima volta in World at War.
  • Il sistema dei perk, cosa che Sker Ritual da la possibilità di acquistarne ben cinque.
  • Il sistema di rianimazione è molto simile a quello che troviamo in  Mob of the Dead.
  • La cassa misteriosa al costo di 950 punti, stesso prezzo e sistema che troviamo nei capitoli di Call of Duty.
  • Il sistema di potenziamento dei perk, introdotto con Cold War e replicato identicamente anche nel gioco di Wales Interactive.
  • Anche se qui qualcosa è stato modificato, è il sistema dei bonus, cosa che Sker Ritual ne ha introdotti ben cinque.

Con tutto questo, non voglio assolutamente screditare e insultare il gioco, perchè alla fine, per un prodotto creato da cinque sviluppatori, hanno fatto una grande e bella opera, riuscendo a garantirmi sia momenti di nostalgia, sia godibilità nelle partite. Mi è mancato dover tornare ad accoltellare le porte in partita pubblica per dover comunicare agli altri giocatori/altre giocatrici, come si faceva un tempo su Black Ops 2 e simili, di aprirle.

Zona dove si creano i bastoni in Origins su Black Ops 2
Black Ops 2: Origins

La community ha apprezzato particolarmente Sker Ritual, e lo abbiamo notato, non solo dalle recensioni su Steam, bensì anche su Youtube, visto che sono tornati tantissimi influencer, o meglio dire che è “rinata” la community. Già in passato non c’erano molte persone che giocavano e portavano contenuti della modalità non morti di activision, la situazione è addirittura peggiorata dopo Black Ops 4, per poi confermarsi quasi definitivamente con Cold War e Vanguard. Purtroppo, qui in Italia, i veterani sono ormai quasi tutti scomparsi, guardiamo per esempio Coscino che ha eliminato il suo canale.

Da veterano della modalità creata da Treyarch di Call of Duty da ormai più di dieci anni, come ho già affermato, sono riuscito a godermi tantissimo il titolo, prendendolo spiritualmente come un gioco zombie stand-alone, visto che non ne abbiamo mai avuto uno. Si sente come l’opera di Wales Interactive non sia stata creata dagli stessi sviluppatori, come Jason Blundell, che hanno contribuito alla nascita di quel capolavoro chiamato Black Ops 3 e simili, ma Sker Ritual riesce comunque a esserne un “buon figlio”, anche se non so quanto legalmente parlando.

Conclusioni

Sker Ritual risulta un buon titolo, soprattutto per i contenuti che possiede e per il costo non troppo elevato, dato che si parla di 25 €. Nonostante le lacune presenti e già affermate, come i movimenti troppo legnosi, si può in toto chiudere un occhio. Il titolo potrebbe – tranquillamente? – girare su PlayStation 4 e Xbox One, e gli sviluppatori hanno già annunciato che sono al lavoro per portare il survival horror FPS su console di vecchia generazione.

sker ritual normalissima partita

Se siete fan dei giochi sopravvivenza, un tentativo con Sker Ritual lo potreste fare; dopotutto, come già anticipato in un nostro articolo, c’è sempre la demo gratuita disponibile negli store, capace di garantirvi l’accesso alla prima mappa zombie, e di provare il minimo per farvi un’idea sull’opera.

Nel caso tu sia interessata/o, puoi recuperarti Sker Ritual direttamente da Steam (qui compri scontato su Instant Gaming, se ti va), PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

8.1
Se siete fan dei CoD di Treyarch, questo titolo è per voi

Pro

  • Organizzazione delle mappe
  • Scelta della difficoltà
  • Easter Egg carini

Contro

  • Animazioni legnose
  • Poche armi classiche
Vai alla scheda di Sker Ritual
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento