The Callisto Protocol – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Corridoi sudici, macchie di sangue e bile sulle pareti, scricchiolii da ogni direzione e pericoli costanti in arrivo. Dopo essere sopravvissuti a tutto questo siamo qui per raccontarvi l’opera prima di Striking Distance tra sprazzi di next gen, ottime intuizioni e (purtroppo) problemi su cui non si può sorvolare.

Mettiamo subito le cose in chiaro: in questa recensione non vogliamo mettere a paragone The Callisto Protocol con l’ormai cult horror da cui, chiaramente, prende ispirazione. Affiancare l’opera prima di Striking Distance a Dead Space rischierebbe solo di allontanare il focus dal vero protagonista della recensione.

the callisto protocol

AAAA… aspettative troppo alte

Chiaramente un titolo come The Callisto Protocol non punta sull’intreccio per catturare il giocatore, ma non per questo ci si può aspettare una trama priva di mordente e spunti interessanti. Purtroppo quello che ci si trova davanti nell’horror di Striking Distance è proprio questo: a partire dai personaggi con cui non siamo riusciti a empatizzare per il loro essere estremamente bidimesionali. La trama non ha nulla di originale e prosegue seguendo i classici stilemi del genere senza sorprendere quasi mai il giocatore.

Tutta l’avventura viene scandita dal susseguirsi di diversi capitoli per una durata di circa 15 ore, giusta per un titolo del genere. Nonostante le relative poche ore di gioco, dopo un po’ la noia potrebbe comunque sopraggiungere vista la ripetitività delle situazioni e il poco grip della storia sul giocatore.

The Callisto Protocol

Un tunnel molto stretto

Arriviamo ora a quello che è il punto critico della produzione: il gameplay. La struttura di base di The Callisto Protocol prevede scontri ravvicinati con i nemici principalmente corpo a corpo. Il manganello elettrificato diventerà quindi il nostro migliore amico e lo dovremo usare per bastonare tutto ciò che ci verrà incontro. Ma come funziona il combat system? Per far fuori un mostro dovremo alternare schivate e colpi in una specie di danza a ritmo di animazioni: per schivare ci basterà attendere l’inizio dell’attacco nemico e “prenotare” la schivata inclinando la levetta sinistra a destra o a sinistra (non importa da dove arrivi l’attacco), se il nemico attaccherà di nuovo a catena non dovremo fare altro che spostare lo stick dal lato opposto. A questo punto sarà il nostro turno, e potremo effettuare una combo di attacchi. Gli attacchi corpo a corpo restituiscono una buona sensazione e si percepisce la fisicità del colpo, peccato che, una volta compreso come funziona il sistema di schivata e attacco il combattimento perderà di mordente e si trasformerà in una ripetizione infinita degli stessi gesti.

The Callisto Protocol

In alternativa al nostro amato manganello arriveranno presto delle armi da fuoco, inizialmente una pistola per poi passare anche a fucili di vario genere. Queste verranno create attraverso una stampante 3D e tramite l’utilizzo dei Buoni Callisto. A differenza dei classici action però, in The Callisto Protocol le bocche da fuoco hanno come funzione principale quella di unirsi alle combo melee per permetterci di continuare a colpire duro con il manganello. Sia chiaro, ci si può fare strada anche solo sparando, ma vista la limitatezza delle munizioni e l’estrema resistenza delle creature, la strategia migliore sarà concatenare bastonate e colpi di pistola. Questo si traduce in un buon sistema di combattimento per le prime ore ma che, ancora una volta, condurrà alla noia dopo poco.

The Callisto Protocol è un titolo story driven, ma se come abbiamo già detto di trama c’è ben poco di interessante, ci saremmo aspettati almeno un minimo di libertà nell’esplorazione e nella scelta di approccio. Ci troviamo invece di fronte a un lungo tunnel molto stretto all’interno del quale è quasi impossibile muoversi: le sezioni stealth, per esempio, sono sempre scriptate e diventa quasi impossibile agire in silenzio in momenti in cui il gioco non lo prevede. E lo stealth si riduce al semplice camminare accovacciati fino alle spalle del nemico per non fare rumore per poi pugnalarlo in un tripudio di versi, urla e sangue che schizza ovunque… il tutto senza che nessuno vi sentirà perché si tratta di “un’esecuzione silenziosa”.

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Bello ma non balla

Quando The Callisto Protocol fu presentato, gli sviluppatori dichiararono che si sarebbe trattato del primo gioco AAAA. Queste affermazioni accompagnate dai video gameplay che mostravano un comparto tecnico eccezionale hanno fatto scattare alle stelle l’hype dei giocatori. E parlando di grafica sono poche le cose da obbiettare ai ragazzi di Striking Distance: tecnicamente il titolo è fenomenale, al limite del fotorealismo. Ogni corridoio della prigione di Black Iron è costruito con estrema cura, dai materiali all’illuminazione. Anche i personaggi sono realizzati magistralmente, con animazioni facciali molto convincenti. Anche artisticamente The Callisto Protocol fa la sua sporca figura: niente di originale sia chiaro, ma comunque le ambientazioni riescono a restituire un certo grado di ansia.

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica: il frame rate non è così stabile come ci si aspetterebbe da una produzione di questo calibro. Impostando la modalità prestazioni – che blocca il gioco a 60fps – si noteranno comunque dei cali di tanto in tanto, soprattutto durante esplosioni e combattimenti affollati. Inspiegabile è invece la gestione del fuoco, che sembra quasi un modello 2D inserito qua e là per le ambientazioni e che fa perdere un po’ di credibilità mentre si gioca. Un’altra pecca che smorza molto la sensazione di paura è il design delle creature, molto simili ai classici zombi (soprattutto nelle movenze) e per questo non molto inquietanti.

Piccola nota sull’implementazione del DualSense su PlayStation 5: il controller Sony viene sfruttato principalmente per il feedback aptico e per le vibrazioni contestuali, mentre i trigger adattivi non vengono mai presi in causa, neanche con le armi da fuoco.

The Callisto Protocol


The Callisto Protocol è stato vittima delle aspettative che si è creato da solo: Striking Distance ha chiaramente gestito male il periodo pre-lancio facendo crescere nei giocatori un hype smisurato che poi non è stato soddisfatto. Il titolo risulta abbastanza debole in quasi ogni suo aspetto, con diversi picchi verso il basso e pochissimi verso l’alto. Se infatti tecnicamente presenta pochi problemi e sfiora in alcuni casi il fotorealismo, dall’altro lato trama, personaggi e gameplay non riescono a stargli dietro ma anzi lo fanno affondare nella mediocrità. Nonostante tutto, speriamo che il team riesca a imparare da questi errori e che con la prossima produzione possa aggiustare il tiro e portarci qualcosa di veramente eccezionale, perché le potenzialità ci sono, e le abbiamo intraviste tutte.

6.5
The Callisto Protocol non riesce a soddisfare le aspettative e risulta un titolo abbastanza mediocre in quasi ogni suo aspetto: trama, personaggi e gameplay.

Pro

  • Comparto grafico eccezionale
  • Ottima atmosfera horror
  • Il gameplay può divertire...

Contro

  • ...ma alla lunga risulta ripetitivo
  • Trama inesistente
  • Zero libertà di approccio
Vai alla scheda di The Callisto Protocol
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