The Secret of Monkey Island: Special Edition – Recensione The Secret of Monkey Island: Special Edition

Con immenso piacere da parte dei videogiocatori di Xbox 360 approda su questa piattaforma il primo capitolo di una saga che ha praticamente gettato le basi di un genere, quello del punta e clicca, che, anche se ormai privo di eredi moderni, è rimasto nei cuori degli appassionati tramite mille avventure, specialmente su PC.

Stiamo parlando di Monkey Island, sui nostri schermi in una veste grafica tutta nuova e in HD, rinnovato nello stile e pronto ad essere scaricato tramite il servizio di Xbox Live Arcade. Andiamo ad esaminare nel dettaglio questo remake.

 


 
"Cara vecchia taverna di ubriaconi di Melèe Island!"

Enter Guybrush Threepwood

La trama è il punto forte di questo gioco: tramite la risoluzione di astuti e divertenti enigmi dovrete salvare la bella Elaine dalle grinfie del pirata fantasma Le Chuck; questa ricerca vi porterà dal porto di Melèe Island nel quale il giovane protagonista Guybrush Threepwood decide di mettersi in marcia per diventare un pirata, fino ai lidi della pericolosa e misteriosa Monkey Island.

Proprio come nell’originale in tutto il gioco risuona un senso dello humor, proprio di questa saga, che vi accompagna dai momenti di ricerca a quelli in cui la tensione si alza (sempre rimanendo negli standard). E’ proprio questo tendere alla battuta che rende tutti i dialoghi piacevoli e mai scontati, che trova delle risoluzioni originali e divertenti agli enigmi e che ci fa apprezzare i personaggi fino in fondo.

Se proprio vogliamo trovare un pecca, possiamo dire che la trama e lo svolgimento del gioco non differiscono minimamente dalla sua versione originale, ma si tratta di una caratteristica relativa, data la natura stessa del gioco. Tenetevi pronti quindi ad un’avventura "epica" ma che non smetterà comunque mai di lasciarvi il sorriso sulle labbra.

 

"Lo storico allenamento col maestro di spada, a suon di insulti, chiaramente"

 

Anno Nuovo Grafica Nuova

La grafica è stata totalmente rimessa a nuovo, anche se, con risultati forse un pò sotto gli standard moderni.

Apprezziamo comunque lo sforzo di aver transposto completamente gli scenari e le sezioni di dialogo con i personaggi, anche se spesso possono risultare poco naturali. Prendiamo anche coscienza che essendo un titolo Xbla non ci troviamo di fronte probabilmente a un grosso budget dal quale partire, quindi non ci possiamo aspettare che i livelli grafici raggiunti recentemente dalle consolle di nuova generazione possano essere applicati. In ogni caso avrete sempre la possibilità, premendo un solo pulsante, di tornare alla vecchia grafica, che è stata mantenuta nel gioco nella sua interezza.

Il tentativo di trasporre l’intero gioco in una grafica più moderna è sicuramente apprezzabile seppur con qualche difetto, ma aver lasciato la possibilità di giocare il titolo nella versione originale, anche sotto l’aspetto grafico, se si vuole o se non piace il nuovo stile, è tuttavia degno di lode.

Anche la colonna sonora è fedele all’originale, con un soundtrack non più a 8bit ma con versioni rimasterizzate per l’occasione. Il gioco è interamente doppiato, elemento notevole, da un canto perchè abbiamo tutti sognato di sentire la voce di Guybrush e dei suoi amici recitare quelle le splendide battute che a molti di noi sono rimaste impresse nel corso degli anni, dall’altro perchè il livello recitativo dei doppiatori è apprezzabile.

Il sistema di gioco è variato di poco proponendo un’interfaccia leggermente più intuitiva di quella originale.
Ricordiamo sempre che è possibile tramite la pressione di un singolo pulsante tornare all’interfaccia vecchia che ha dettato scuola per decenni all’interno dei numerosi titoli Lucasarts. Tenendo sempre presente che lo svolgimento in sè delle meccaniche di gioco rimane intatto dall’originale, non possiamo negare che il titolo scorre con facilità e risulta veramente difficile rimanere arenati perchè non si riesce a risolvere un enigma. (E’ stato persino introdotto un sistema di "consigli" che vi aiutano a progredire nel gioco in caso di difficoltà).

Non dimentichiamo neppure il leggendario addestramento all’arte della spada e i suoi divertentissimi insulti, qui riportati fedelmente.

"Il terribile Le Chuck, fantasma, nonchè principale avversario nel gioco"

Neverending Story (Magari!)

Il gioco in sè purtroppo risulta un pò breve, può esse portato a termine con una 20 di ore di gioco, o anche molto molto meno se lo si è già giocato in passato. Essendo gli enigmi i medesimi della versione originale, ci si sente un pò come leggere un libro per la seconda volta, che, anche se scritto in maniera migliore, ha i medesimi contenuti.

E’ anche da notare l’assenza di una modalità Hard, che rendeva l’originale veramente ostico da portare a termine, fino a livelli che necessitavano obbligatoriamente l’utilizzo di un walkthrough, perchè troppo troppo complessi.
Ricordiamo però che un gioco Xbla è raramente predisposto a farci spendere troppe ore di gioco a un così basso prezzo, ci conviene quindi godere della splendida e divertente trama e rimanere in attesa di una riedizione del secondo capitolo della saga.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

  • D-topia – Recensione

    D-topia – Recensione

    C’è qualcosa di curioso, nel cuore volutamente disarmonico di D-topia, una non-frizione – ben diversa dall’involontaria assenza di frizione – fra estetica, narrazione e meccaniche che, ad un’occhiata superficiale, potrebbe sembrare involuta, ma che ad un’analisi più profondo rivela una costruzione ludica piuttosto unica nel suo genere, per quanto incatenata a riferimenti estetici fin troppo…

  • Echoes of Aincrad – Recensione

    Echoes of Aincrad – Recensione

    Devo essere sincero: Echoes of Aincrad mi ha stupito. Attenzione: non siamo di fronte a un titolo generazionale né, tantomeno, di fronte a un qualcosa di unico e rivoluzionario. Anzi. Nella sua squisita ordinarietà, che affonda le radici in una visione molto tradizionale degli action-rpg moderni, Echoes of Aincrad ha centrato una missione quasi impossibile:…

  • The Caribou Trail – Recensione

    The Caribou Trail – Recensione

    “Avevamo diciott’anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l’esistenza: ci hanno costretti a spararle contro.” Queste sono le parole con cui, nel proprio romanzo “Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale”, Erich Maria Remarque riassume in maniera perfetta che cosa significasse per un giovane dei primi anni del ‘900 l’esperienza della Prima Guerra Mondiale. Ragazzi infarciti…

  • Denshattack! – Recensione

    Denshattack! – Recensione

    Ci sono giochi a cui basta davvero poco per catturare l’attenzione: una meccanica innovativa, un comparto grafico super pompato, oppure una narrazione di grande impatto. Poi ci sono titoli come Denshattack!, capaci di conquistarti grazie a una singola, stravagante idea: fondere il gameplay arcade alla Tony Hawk’s Pro Skater con un comparto artistico e sonoro…

  • 70s-style Robot Anime Geppy-X recensione

    70s-style Robot Anime Geppy-X recensione

    Per quanto oggi si abusi dell’espressione “lettera d’amore” per descrivere qualsiasi opera nostalgica, nel caso di Geppy-X è probabilmente la definizione più appropriata che si possa utilizzare. Non solo perché il titolo omaggia apertamente un preciso immaginario, ma perché è stato concepito come una dichiarazione d’affetto sconfinata nei confronti dell’epoca d’oro degli anime robotici giapponesi: gli…

Lascia un commento