Thief VR Legacy of Shadow Recensione

Recensito su PlayStation VR2

Thief VR Recensione
La serie di Thief sbarca su VR

Quando si parla di Thief, è impossibile non ricordare la tiepida ricezione da parte del pubblico del reboot del 2014, un progetto che avrebbe dovuto rilanciare la serie e che invece ha finito per avvolgerla in un lungo silenzio. Sono passati undici anni da allora, undici anni in cui il nome Thief è rimasto sospeso tra nostalgia e incertezza, lasciando ai fan la sensazione di una saga ormai interrotta e dimenticata.

Eppure, la storia della serie affonda le sue radici molto più indietro nel tempo. Quasi trent’anni di storia costruita sul concetto stealth puro, sulla filosofia del passo silenzioso e dell’ombra come unica arma davvero affidabile. Thief è sempre stato un mondo che ti spinge a evitare il combattimento e a muoverti con pazienza e lucidità invece di cedere all’istinto dell’azione frenetica.

Ed è proprio per questo che il ritorno della saga sorprende. Dopo oltre un decennio di assenza, Thief prova a reinventarsi nello spazio della realtà virtuale con Legacy of Shadow, portando per la prima volta il giocatore nei panni di un nuovo protagonista. Al posto dell’iconico Garrett, simbolo della serie, troviamo infatti Magpie, una giovane ladra che eredita lo spirito del personaggio originale pur seguendo una strada tutta sua.

La domanda, inevitabilmente, nasce da sé: come si integra Thief nella realtà virtuale? È davvero possibile tradurre un gameplay costruito su ombre, pazienza e precisione in un formato che richiede movimento fisico, interazione diretta e una percezione diversa dello spazio? Ma soprattutto: dopo tre decenni di storia e undici anni di assenza, la saga Thief è ancora in grado di conquistare il pubblico moderno?

Thief VR Legacy of Shadows Recensione
Thief VR Legacy of Shadows Recensione | Come si comporta la serie in VR?

Thief VR Legacy of Shadow Recensione | Introduzione

Per rispondere alle domande dell’introduzione, dobbiamo immergerci nelle meccaniche di gioco, che riprendono con sorprendente fedeltà il cuore della serie. Come già accennato, Thief ha sempre celebrato la dinamica stealth in modo netto, quasi dogmatico.

Nulla vieta al giocatore di impegnarsi in combattimenti prolungati contro le guardie che pattugliano la città, ma è un’opzione che si rivela spesso disastrosa. Le forze nemiche sono numerose e molto più equipaggiate di quanto Magpie possa permettersi di affrontare in campo aperto.

Il personaggio è, a tutti gli effetti, un ladro dotato di agilità, astuzia e capacità furtive, ma non di abilità marziali. Cercare lo scontro diretto significa quasi sempre condannarsi al fallimento. È molto più efficace osservare i movimenti dei nemici, sfruttare i corridoi bui, muoversi fuori dal loro cono visivo e trovare un varco nel loro ritmo di guardia.

Questa filosofia viene riproposta senza compromessi anche in Legacy of Shadow, dove Magpie si muove in un mondo che reagisce ai suoi passi e alle sue scelte. L’obiettivo rimane quello di portare a termine furti sempre più complessi evitando di allertare l’intera città, soprattutto considerando la sua notorietà già elevata agli occhi delle forze dell’ordine. In VR, questo genera un coinvolgimento diverso, più fisico: il giocatore non si limita a interpretare un ladro, deve diventarlo.

La Storia

La struttura narrativa segue una linea piuttosto semplice. La trama ruota attorno a Magpie, una giovane ladra al servizio della propria mentore, Cassandra. Dalla base operativa, quest’ultima assegna incarichi che porteranno la protagonista a muoversi attraverso l’oscura città, alla ricerca dei cimeli richiesti.

Molto presto, però, le due intrepide ladre dovranno fare i conti con le conseguenze delle loro azioni, rispondendo al terrificante Barone Ulysses Northcrest, un tiranno disposto a tutto per portarle alla giustizia e compiere il suo piano malefico.

Nonostante le premesse promettenti, sul piano narrativo, la trama non presenta elementi di particolare rilievo, ma riesce comunque a valorizzare il legame con il passato della serie.

I riferimenti al personaggio di Garrett, pur senza entrare nei dettagli, risultano ben integrati e svolgono un ruolo significativo nell’economia della storia. Il racconto propone anche alcuni colpi di scena, ma la durata complessiva contenuta rende difficile sviluppare un reale coinvolgimento emotivo nei confronti dei personaggi.

Il gameplay

Il gameplay risulta altrettanto lineare, ma offre al giocatore diverse modalità di approccio per raggiungere l’obiettivo finale. Che si tratti di ascoltare le conversazioni delle guardie o di individuare falle nelle strutture attraverso l’esplorazione, spetterà al giocatore scegliere il percorso più efficace per infiltrarsi negli ambienti pesantemente sorvegliati.

Le missioni sono piuttosto numerose e presentano rompicapi e sfide sufficientemente varie da mantenere l’esperienza coinvolgente per tutta la durata del gioco. I gadget a disposizione permettono di scassinare porte, armadi o teche contenenti gioielli preziosi ma ciò che permette alla nostra protagonista di essere sempre un passo avanti alla guardia della città è uno strano manufatto che dona a lei le abilità dell’inconfondibile Garret.

Oltre a consigli su come procedere nelle missioni, questo “accessorio” permette al giocatore di scoprire percorsi alternativi nascosti, difficilmente individuabili a occhio nudo. Un’idea sicuramente interessante che dona una dimensione più profonda all’esperienza offerta da Thief VR.

Thief VR Gameplay
Thief VR Legacy of Shadows Recensione | Il combat system è piuttosto deludente

Un combat system grezzo

Il sistema di combattimento è piuttosto rudimentale e riprende meccaniche già viste in altri titoli VR. Magpie dispone di un arsenale limitato, che spazia dal bastone da mischia all’arco con diverse tipologie di frecce. Queste ultime ampliano le possibilità d’approccio, consentendo, ad esempio, di raggiungere aree altrimenti inaccessibili tramite le frecce corda.

In caso di individuazione, gli scontri con le guardie si risolvono quasi sempre in sequenze ripetitive, più simili a quick time event che a veri combattimenti strutturati. Il loop “para, para, colpisci” si ripete costantemente e il titolo, cercando di restare coerente con la sua natura stealth, scoraggia qualsiasi approccio aggressivo, ma lo fa in modo controproducente. In questo senso, l’esperienza finisce per risultare piuttosto approssimativa e frustrante, delineando le enormi pecche che caratterizzano il combat system adottato da Virtuos Games.

Il Comparto Tecnico dell’opera convince a metà

Dal punto di vista visivo non ci si può aspettare troppo da un titolo in realtà virtuale, ma la realizzazione generale dei personaggi e degli NPC risulta comunque deludente. Volti e modelli appaiono stilizzati in modo eccessivo, quasi caricaturali, e finiscono per compromettere il coinvolgimento del giocatore. Particolarmente terrificante è il modello di Cassandra, caratterizzato da un volto pallido e innaturalmente deformato, con una dentatura sproporzionata che risulta più inquietante del previsto. Caratteristiche anatomiche condivise tra tutti i personaggi dell’opera che, a mio avviso, sono piuttosto fuori luogo.

È vero che il titolo non punta al realismo sul lato artistico, ma una maggiore cura nella caratterizzazione visiva dei personaggi avrebbe sicuramente contribuito a rendere l’esperienza più credibile e immersiva.

Anche il comparto sonoro non offre elementi di particolare rilevanza. La colonna sonora è poco incisiva, mentre gli effetti audio appaiono ovattati e privi di profondità. Le cutscene in-game si mantengono sullo stesso livello qualitativo degli altri comparti, senza riuscire a elevare il tono complessivo della produzione.

Thief VR Cassandra
Thief VR Legacy of Shadow Recensione | Un gioco che fa quel che deve

Thief VR Legacy of Shadow Recensione | Conclusione

Nel complesso, Thief VR Legacy of Shadow è un buon titolo, capace di adattare con una certa coerenza la formula storica della serie al contesto della realtà virtuale. La realizzazione generale, però, appare poco rifinita e priva di quella profondità che avrebbe potuto valorizzarne maggiormente il potenziale. Un sistema di combattimento più articolato, così come una più ampia diversificazione dei nemici e degli obiettivi, avrebbe giovato all’esperienza complessiva.

La rigiocabilità dell’opera rimane anch’essa piuttosto limitata, nonostante la struttura delle missioni consenta approcci differenti agli stessi obiettivi. I personaggi risultano poco memorabili, sebbene i riferimenti ai volti storici della saga, Garrett in primis, offrano un valore aggiunto soprattutto ai fan di lunga data.

Dal punto di vista tecnico, la resa dei personaggi e degli ambienti è discreta ma non particolarmente brillante. L’anatomia degli NPC appare poco realistica, pur restando coerente con l’impostazione fantasy della serie. Non mancano bug e compenetrazioni, ma questi problemi, soprattutto dopo i vari aggiornamenti post-lancio, non hanno mai compromesso in modo significativo la mia esperienza di gioco.

In definitiva, Thief rappresenta un ritorno moderatamente riuscito, soprattutto per chi conserva un forte legame con la saga o desidera avvicinarsi per la prima volta al suo universo. Non si tratta di un capitolo capace di rilanciare pienamente la serie, ma di un’opera che riesce quantomeno a mantenerla viva dopo un’assenza prolungata.

7.1
Thief VR Legacy of Shadow è titolo che, quantomeno, mantiene a galla la serie

Pro

  • Storia soddisfacente
  • Una vasta gamma di gadget a disposizione
  • Le meccaniche stealth di Thief si abbinano bene al VR

Contro

  • Scarsa rigiocabilità
  • Comparto visivo e sonoro poco incisivi
  • Combat System deludente
Vai alla scheda di Thief VR: Legacy of Shadow
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