Ryzen 3rd gen and threadripper
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Se non lo avete ancora fatto, leggete l’analisi Gamesource sulla massiccia presentazione AMD. In parte questo articolo estende alcuni concetti sulla architettura Zen 2 e sulla soiluzione multi-die AMD per lo scaling di CPU.

Ryzen 3rd gen and threadripper

Con Zen 2, AMD ha abbandonato l’approccio multi-die approach dei propri processori Threadripper di prima e seconda generazione e degli EPYC di prima generazione, spostando la connettività I/O ed i controller di memoria su di un chip singolo che rimane separato dall’insieme dei dies della CPU. Prima di Zen 2, i processori Threadripper ed EPYC avevano i propri controller per I/O e accesso alla memoria suddivisi tra ciascun processor die, aggiungendo ulteriore latenza la mix qualora i cores della CPU avessero richiesto dati dai devices di memoria e/o  I/O connessi ad altri chip. Il risultato netto sarebbe stato rappresentato da caratteristiche prestazionali quantomeno strane da interpretare sulle piattaforme server e HEDT AMD.

Mentre il  Threadripper originale e la serie EPYC sono unità molto efficienti, presentano tuttavia agli utenti di PC una miriade di problemi legati al timing, il che comporta prestazioni degradate in alcuni scenari particolari. In breve, accadeva che talvolta il processore Threadripper di prima o seconda generazione non si comportasse come ci si attenderebbe da una CPU con quel numero di cores. Proprio questo comportamento si è cercato di correggere con Zen 2.

Con Zen 2 AMD ha dimostrato quanto un processore multi-die sia efficiente limitando al massimo lati negativi. Intanto in nessun caso i processori Zen 2 si comportano peggio dei Ryzen single-die di seconda generazione: si tratta di uno dei punti principali legati alla QA (QUality Assurance): se la sezione nuova provoca un degrado delle prestazioni rispetto alla vecchia, tale sezione va eliminata o corretta. Con il Threadripper di terza generazione, i vantaggi vengono ulteriormente amplificati, dal momento che AMD sembra aver ascoltato (e corretto) molti dei problemi segnalati in un unico nuovo progetto.

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AMD Threadripper 2990X

A differenza dei processori Threadripper precedenti, i Ryzen 3rd Generation/Zen 2 Threadripper utilizzeranno un singolo memory controller unificato su un die di memoria separato per l’I/O/, come mostrato da AMD con il processore Zen 2 EPYC. Ciò consentirà il rilascio di un setup con quad-channel memory setup, avente le stesse latenze di memoria su tutti i cores CPU, qualcosa che sarebbe stato impossibile ottenere sulle precedenti soluzioni multi-memory controller. Questo risolve i problemi di accesso alla memoria che hanno afflitto i sistemi Threadripper, rendendo l’odierno Threadripper esattamente ciò che dovrebbe essere: una versione più potente nell’offerta AM4 , che non presenta alcun problema di performance. A carico magari di un pizzico di occupazione di banda in più, come spiegato nell’articolo precedente.

Concludendo, ricordiamo che l’articolo è basato principalmente sulla nostra conoscenza di Zen 2. Occorre tuttavia ricordare che gli avanzamenti architetturali di AMD consentiranno all’azienda di creare sistemi HEDT ai limiti dell’incredibile già nel prossimo futuro, anticipando con ogni probabilità le mosse di Intel.

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L'autore

Luigi Morelli nasce a Roma nell'anno 1962, e resta affascinato sin dalla più tenera età dalle domande della Scienza; non fa tuttavia eccessiva distinzione tra formazione tecnologia ed umanistica, dal momento che il sapere costituisce un modello isomorfo della realtà. Inizia a lavorare come revisore tecnico presso il Movimento Postale nell'anno 1982, e passa alla consulenza informativa a Settembre 1987. Dal 1990 inizia la sua collaborazione continuativa con le più importanti riviste di informatica nazionali, mentre la sua attività di consulente gli permette di accumulare esperienza sia nel campo sistemistico che applicativo. Da sempre cerca di coniugare il lato ludico di Matematica e Scienza dell'Informazione.

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