Zero Parades – Provato

Zero Parades For Dead Spies è il primo di una pletora di progetti che puntano a diventare un sequel spirituale di Disco Elysium

Zero Parades Provato cover

Zero Parades: For Dead Spies è uno di quei giochi di cui è impossibile parlare nella sua bolla, non se sei appassionato del genere a cui appartiene e se hai amato il suo predecessore spirituale. Quindi togliamoci subito il sassolino dalla scarpa: ci saranno paragoni con Disco Elysium e riferimenti allo scandalo ZA/UM in questo provato.

Detto questo, la mia esperienza con la demo di Zero Parades si è rivelata molto più interessante del previsto, anche alla luce dei tanti problemi nel background di sviluppo. Nonostante le prime ore non siano altrettanto memorabili quanto quelle di Disco Elysium, ci troviamo davanti ad una nuova potenziale rivelazione nel campo degli RPG Occidentali.

Zero Parades – Provato

Che cos’è Zero Parades? Riassumendo tantissimo una questione su cui il canale Youtube People Make Games ha dedicato ben due documentari (trovate il primo a questo link e vi consiglio la visione), Zero Parades è un sequel spirituale di Disco Elysium, un gioco che non si chiama “Disco Elysium 2” solo perché il publisher ZA/UM e i creatori originali di Disco Elysium (nonché parziali padroni dell’IP) sono nel bel mezzo di un processo legale.

Dallo scandalo che ha portato al processo sono nati 5 diversi studi, tutti al lavoro su sequel spirituali di Disco Elysium, nessuno autorizzato a produrre un nuovo gioco nel mondo di Elysium. Ed eccoci arrivati quindi al primo di questi seguiti spirituali, prodotto e pubblicato da ZA/UM ma con un team di scrittori e artisti praticamente rivoluzionato rispetto al 2019.

Le premesse, per un fan di Disco come me, sono pessimo. Non solo le figure più importanti han lasciato la compagnia, ma anche altri scrittori di cui avevo sviluppato stima han avuto screzi con ZA/UM, su tutti lo scrittore responsabile dei dialoghi di Cuno nel precedente gioco della compagnia.

Tutto il dramma ha alzato una polveriera densissima, nella quale ovviamente tutti han preso una propria posizione e in pochi rimangono dalla parte di ZA/UM. La mia di posizione è relativamente neutrale fintanto che non c’è nulla di definitivo, ma ciò non toglie che sono le persone a fare i videogiochi, non gli studi, cosa che spesso dimentichiamo. E senza lo staff di Disco Elysium, Zero Parades per me parte da zero, senza alcuna fiducia pregressa.

Zero Parades provato statistiche
Come in Disco Elysium, ci sono le varie statistiche che parlano a Cascade, tuttavia la loro personalità è molto meno eccentrica.

Eppure ben parte

L’inizio di Zero Parades: For Dead Spies riporta però la mente a Disco Elysium, dato che inizia in un modo molto simile, ma senza la stessa scintilla. Si inizia nel vuoto…circa. Si inizia con un briefing, la protagonista è una spia dal passato misterioso e nello stesso vuoto da cui nasce il nostro Harry in Disco, lei riceve un briefing da un altro agente che sta morendo.

Impariamo diverse cose intriganti, tipo che la protagonista ha “fatto un’errore” che l’ha portata ad essere “congelata” per anni. Che questa è la sua chance alla redenzione…e che tutto sta già andando in vacca, col compagno morente e un’obiettivo di missione sconosciuto.

Il tono della scrittura è molto più indirizzato verso un intrigo esterno alla protagonista, piuttosto che interno. Essenzialmente, è un mix tra un thriller sulle spie e un noir, un racconto che sembra voler puntare anche all’introspezione ma la reputa qualcosa di secondario rispetto al mistero vero e proprio.

Mistero introdotto…molto bene. I pregi di Zero Parades: For Dead Spies sono immediatamente visibili non appena si supera lo scoglio del paragone col predecessore. Infatti, sebbene non mi sia piaciuto quanto le prime ore di Disco Elysium, Zero Parades è indubbiamente ben scritto.

Zero Parades Provato Cascade
Sin dalla breve backstory di Cascade pare palese come il focus sia più sugli intrighi narrativi che sull’esplorazione di un’essere umano essenzialmente distrutto

Una familiarità solida

Il mistero principale è molto più intricato e meno “reale” di quanto non fosse l’assassinio della guardia a Revachol. I punti di domanda sono tantissimi e tutti fanno pensare a sviluppi da thriller, con possibili cospirazioni, fazioni rivali e intrighi politici, tutte cose presenti in Disco ma di secondo piano rispetto al viaggio personale di Harry.

A livello di interazione, il gioco è molto familiare ma non per questo banale. I sistemi di gioco che fondono l’esplorazione punta e clicca con lunghi dialoghi e occasionali tiri di dado funziona tanto bene ora quanto in passato, tutto si regge ovviamente sulla qualità della scrittura che come ho già detto, è convincente.

L’aspetto artistico è a sua volta molto simile a quello di Disco, per quanto i colori dominanti differiscano, con un color marrone o ruggine al centro di tutto. Il tutto si fonde per creare un gioco che urla “sequel spirituale di Disco Elysium”, ma che nella sua principale componente cerca di staccarsi quanto basta per evitare di vivere nell’ombra.

Penso Zero Parades possa piacere molto qualora la sua ragnatela di misteri risulti soddisfacente, di contro, penso possa peccare d’introspezione. In particolare, le abilità mentali, che in Disco Elysium erano essenzialmente personaggi a sé stanti, qua paiono molto più piatte, molto più coerenti con una personalità centrale.

Zero Parades missioni
L’art design rimane di altissimo livello, pur con il lead artist director diverso

Zero Parades Provato del primo sequel spirituale di Disco Elysium…un gioco che nonostante abbia il vento a sfavore, debutta molto bene. La scrittura è solida. Soffrirà del paragone con Disco, ma basta pensare al livello della sceneggiatura di altri giochi per capire come siamo davanti ad una possibile gemma.  Il caos a ZA/UM non aiuta le chance del gioco, ma è palese come ci siano ancora artisti estremamente talentuosi all’interno dello studio, nonostante l’esodo terrificante dovuto allo scandalo di qualche anno fa.

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