Impermanence annunciato per il 2027: un horror narrativo sci-fi sul lutto ambientato in un teatro abbandonato

Bad Choices Loud Noises e Duckosaurus Games rivelano un horror psicologico in prima persona senza combattimenti né mostri, costruito attorno al lutto di un padre e alla levitazione acustica

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Bad Choices Loud Noises e Duckosaurus Games hanno presentato al Future Games Show Summer Showcase il trailer di debutto di Impermanence, horror narrativo sci-fi in sviluppo per PC con uscita prevista nel 2027. Il gioco è ambientato nell’abbandonato teatro Orpheum e racconta la storia di uno scienziato in lutto che tenta di ricostruire la presenza spirituale del figlio scomparso attraverso il suono.

La premessa è più sfumata di quanto il genere horror faccia di solito supporre. Il protagonista non è uno scienziato pazzo nel senso classico del termine: è un padre che, notte dopo notte, porta nel teatro scatole di giocattoli, fotografie, trofei e disegni, ricostruendo la stanza del figlio sotto le luci spente del palco. Si convince che sia scienza, che possa sistemare le cose. Attraverso principi di levitazione acustica comincia a strappare qualcosa dalla nebbia statica del silenzio: appaiono piccole particelle nell’aria, echi rispondono alla sua voce. Ma qualcos’altro sta ascoltando.

Il sistema di gioco si basa sull’uso della levitazione acustica per attrarre e stabilizzare frammenti di presenza spirituale, mentre gli oggetti che il giocatore posiziona nel teatro e la loro disposizione determinano ciò che risponde. Non ci sono armi, non ci sono mostri in agguato nel buio: l’orrore di Impermanence è costruito sulla tensione progressiva e sul disagio emotivo, e sulle conseguenze di un atto che il mondo stesso sembra voler correggere. Più il protagonista va avanti, più una forza antica e impersonale comincia a spingere nella direzione opposta. Il gioco offre finali multipli che dipendono da quanto il giocatore è disposto ad andare avanti e da cosa è pronto a perdere per farlo.

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Uno dei dettagli più interessanti emersi dal comunicato è l’ambientazione: un teatro in disuso trasformato in un santuario della memoria, con un’estetica che mescola decadenza architettonica e oggetti dell’infanzia. L’atmosfera che emerge è quella di un lutto che si rifiuta di essere elaborato, reso visibile e tangibile attraverso la scenografia e le meccaniche di gioco.

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