Another Door – Provato
Tradire gli amici non è mai stato così divertente
Arriva per tutti quel momento, in ogni partita tra amici, in cui la fiducia si spezza. Un attimo prima si collabora, si pianifica, si ride. Un attimo dopo, qualcuno decide che quelle preziose gemme, o magari la sopravvivenza stessa, valgono più di qualsiasi alleanza. Ed è lì che questo curioso party game mostra la sua vera natura.
E sì, lo ammetto: qualche volta quel “qualcuno” ero io.
L’equilibrio tra cooperazione e sabotaggio
La demo di Another Door si presenta con un concept tanto semplice quanto efficace: mettere un gruppo di giocatori davanti a una serie di scelte che oscillano costantemente tra collaborazione e tradimento. Il risultato è una tensione continua, una sorta di “filo del rasoio” ludico dove ogni decisione può ribaltare completamente l’andamento della partita.
Non solo vincere, ma anche come si vince. Tradire al momento giusto, bluffare quando serve, oppure fingere un’alleanza per poi spezzarla sul finale: ogni partita racconta una storia diversa, spesso esilarante e quasi sempre carica di colpi di scena.

Questa imprevedibilità è uno dei punti di forza più evidenti di Another Door.
Dopo poche partite, diventa chiaro quanto Another Door riesca a trovare un equilibrio riuscito tra accessibilità e strategia. Le regole sono intuitive e permettono a chiunque di entrare in azione rapidamente, ma sotto la superficie si nasconde un sistema ben più articolato.
La scelta tra vari oggetti introduce una componente tattica interessante: ogni effetto ha un suo contesto ideale; non esistono scelte inutili e anche chi parte in svantaggio ha sempre modo di recuperare. Questo rende ogni round diverso dal precedente e garantisce un ritmo di gioco sempre fresco.
Il fattore fortuna è presente, ma non risulta mai opprimente: è quel tanto che basta per tenere tutti in partita e creare situazioni memorabili. Anche se, ci sono degli oggetti che rompono completamente Another Door. Non starò qui a spoilerarti quali, puoi scoprirlo in autonomia dopo aver raccattato due o tre amici.
Risate e frustrazione
Il punto di forza di Another Door resta l’interazione tra i giocatori. Questo è un titolo che dà il meglio di sé in compagnia, trasformando ogni partita in un piccolo teatro di inganni, sospetti e vendette. Le dinamiche sociali emergono preponderanti: si stringono alleanze e ci si accusa a vicenda, e si ride quando qualcuno cade vittima di un bluff perfetto.
Another Door è il classico gioco che ti fa urlare al tradimento… per poi spingerti a fare esattamente la stessa cosa pochi minuti dopo. Non a caso, dopo qualche partita consecutiva, la voglia di fare “ancora un altro round” c’è. Purtroppo in questa demo c’è solo un bioma e la longevità si aggira intorno alle 2/3 ore, ciò non toglie che le partite sono sempre diverse, e si può fare una partita ogni tanto.
Dal punto di vista estetico, la demo di Another Door sorprende per la sua coesione. Lo stile artistico è ben definito e riesce a costruire un’identità visiva accattivante, d’altronde al suo annuncio durante il PC Gaming Show del Summer Game Fest è stato uno dei prodotti che ho segnato nella mia lunga lista di prodotti da provare. Mentre la colonna sonora accompagna l’esperienza con tracce energiche e azzeccate.
Anche l’interfaccia utente si dimostra curata, con una pulizia e una leggibilità che fanno pensare a un prodotto già molto vicino alla versione finale.

I problemi non mancano: bilanciamento e stabilità
Naturalmente, non è tutto perfetto. Essendo una demo, emergono alcune criticità che gli sviluppatori dovranno affrontare prima del lancio completo.
Il bilanciamento è uno degli aspetti più evidenti: alcuni oggetti risultano decisamente più forti di altri. Un esempio su tutti è il “cucchiaio” che riduce drasticamente i danni in certe condizioni, influenzando l’andamento delle partite più del dovuto. Anche altri elementi particolarmente potenti sembrano necessitare di un ritocco.
Sul fronte tecnico, invece, i problemi principali riguardano la stabilità online: tempi di caricamento lunghi nel multiplayer online, blocchi improvvisi durante la creazione o l’ingresso nelle lobby, situazioni di stallo quando un giocatore abbandona o viene eliminato. In particolare, l’assenza di sistemi come un timer per le decisioni o una chiusura automatica della partita quando resta un solo giocatore può rallentare eccessivamente il ritmo, spezzando il flow dell’esperienza.
Sono tutte problematiche tipiche di una fase di sviluppo non definitiva, ma che andranno necessariamente risolte per garantire una fruizione più fluida.
Un elemento interessante è quanto questo concept sembri perfettamente adattabile anche al mondo dei giochi da tavolo. Le meccaniche, l’interazione sociale e la struttura stessa delle partite ricordano da vicino un gioco di carte o un party game da tavolo, e questa è una qualità tutt’altro che comune. È facile immaginare una versione fisica di Another Door capace di ottenere lo stesso successo nelle serate tra amici.
Il gioco inoltre è solo in inglese, ma un inglese davvero elementare, ho giocato con persone che non spiccicano una parola e hanno tranquillamente vinto un match.

Conclusioni – Another Door
Questa demo riesce in qualcosa di tutt’altro che scontato: catturare immediatamente l’attenzione e mantenerla partita dopo partita. Nonostante alcuni problemi tecnici e piccoli squilibri di gameplay, il cuore dell’esperienza è già solidissimo.
Divertente, imprevedibile e perfetto per giocare in compagnia, Another Door ha tutte le carte in regola per diventare una piccola sorpresa al momento della release. E soprattutto, è uno di quei prodotti che riescono a ricordarti perché giocare insieme, tra risate, accuse e tradimenti, è ancora una delle esperienze più belle che questo medium possa offrire.
Promosso… ma preparatevi a perdere qualche amicizia lungo il percorso.
Resta pure sintonizzato su GameSource.it per altre anteprime di giochi mostrati alla Summer Game Fest.