Stop agli accordi third party per Xbox Gamepass
Microsoft continua il suo processo di ridimensionamento del settore gaming e sembra che la prossima vittima sarà il Gamepass.
XBOX sta attraversando un cambiamento epocale, probabilmente il più grande della sua vita. Dopo l’uscita di Phil Spencer, in favore di Asha Sharma, la compagnia si è ritrovata al centro di un uragano tra licenziamenti, studi in processo di chiusura o vendita e cambiamenti strutturali all’interno dell’azienda madre.
Una cosa che è stata confermata nel corso di questo periodo, il quale ha anche accolto il Summer Game Fest, è la centralità del progetto XBOX Gamepass, figlio dell’ex-CEO ma non per questo abbandonato…perlomeno, a parole.
Stop agli accordi third party per Xbox Gamepass
Dopo un inizio di amministrazione incoraggiante, ove il Gamepass ha visto un sostanziale sconto (in seguito al precedente enorme aumento di prezzi), il team guidato da Asha Sharma non ha fatto grandi mosse per quanto riguarda il servizio “alla Netflix” di Microsoft Gaming.
Certo, le ultime settimane han visto sviluppi decisamente poco incoraggianti, con Ninja Theory, Compulsion Games e potenzialmente Double Fine indirizzate verso una chiusura. Queste misure mostrano un cambiamento drastico nella filosofia precedentemente adottata.
Basta ai “giochi per vincere premi” che voleva Phil Spencer, basta allo spendere per guadagnare e più prudenza economica. Almeno, questa è l’impressione che la compagnia da, in assenza di direzioni concrete per il futuro. E se si tiene in mente questo ridimensionamento, l’ultima notizia arrivata riguardo XBOX Gamepass ha decisamente senso.
Fernando Rizo, ex-sales e business development officer per Raw Fury, ha parlato al podcast The Business of Video Games riguardo delle voci circolanti per l’industria. Sembra che Microsoft abbia deciso di annullare tutti gli accordi third party relativi al Gamepass.
Per capirci, gli stessi accordi che han permesso a Expedition 33 di arrivare dayone sul servizio, così come ad altre decine di titoli, in cambio di un sostanziale finanziamento al progetto. Nella vecchia amministrazione, questi accordi erano investimenti importanti per alzare il valore del Gamepass, anche quando riguardavano giochi dall’appeal ridotto come Tunic o Ashen.
Stando a Rizo, diversi studi in procinto di firmare l’accordo di pubblicazione con Microsoft si sono visti strappare i contratti di mano all’ultimo minuto, cosa che indicherebbe un sostanziale ridimensionamento del servizio, in linea con le prime settimane di amministrazione Sharma.
XBOX dopotutto è nel mezzo di un “reset”, come continuamente sottolineato dalla nuova amministratrice della business unit. Saranno tempi duri per i fan del brand, non resta che attendere per vedere cosa si nasconde oltre il “reset”.