Da PlayStation 6, basta vendite di hardware in perdita

Mettiti le cinture, perché sul muro dei 1000€ ci schianteremo molto presto...

Per PlayStation basta vendite di hardware in perdita

Lo so, non siamo tutti economisti e non dobbiamo tutti esserlo, ma basta informarsi con due tap su una tastiera per arrivare a confermare che, delle console che abbiamo in salotto, quasi nessuna è mai stata venduta in profitto. Lo si percepisce ad ogni nuova conferma di aumenti di prezzo: per la prima volta nella storia, forse, è il consumatore a doversi sobbarcare il costo netto della produzione dei prodotti tech che consuma.

Recentemente persino un brand finora intoccabile dai flussi di mercato come Apple si è sentita obbligata ad aumentare sensibilmente il prezzo di molti dei suoi dispositivi (solo gli iPhone sembrano intoccati), per far fronte all’aumento dei costi dei componenti, per la precisione delle memorie (RAM, NAND, etc.).

Nell’ambito delle console, Microsoft ha confermato gli aumenti di prezzo delle varie XBOX, al punto da arrivare a confermare che Series X in versione da 2TB non sarà proprio più prodotto, e in casa PlayStation l’ultimo aumento di prezzo è stato proprio a Marzo scorso.

PlayStation 6, stringiamo i denti per l’impatto con i 1000€ e più

Siamo a fine giugno e le più attente di voi sapranno che fine giugno significa chiamate azionarie, ed è proprio durante una di questa, poi pubblicata da Sony in inglese, che Hideaki Nishino, CEO e Presidente di SIE, ha confermato un atteggiamento che, per quanto doloroso da digerire, non arriva inaspettato: PlayStation non potrà sobbarcarsi completamente i costi di produzione delle prossime console, e questo impatterà il costo dei prossimi dispositivi e inevitabilmente il portafoglio dell’utenza.

Come sappiamo da una recente conferma del leaker tech Kepler_L2, la Bill of Materials (il costo netto dei materiali) di PlayStation 6 è aumentata di circa 200$ dal Marzo scorso, arrivando a circa 960$ come costo netto, cosa che inevitabilmente si tradurrà in una PlayStation 6 dal prezzo superiore ai 1000€. Insomma, per la prima volta una console PlayStation full gen non sarà venduta in perdita (considera infatti che è tecnicamente PlayStation 5 Pro la prima console Sony recente a essere venduta in profitto).

Per permetterti di dare una tua interpretazione a ciò che Nishino ha detto, ecco le sue parole:

In linea di principio, non intendiamo vendere hardware in perdita. Allo stesso tempo, monitoriamo attentamente il mercato e continuiamo a valutare il nostro approccio. Riteniamo importante fare tutto il possibile affinché i clienti comprendano appieno il valore che offriamo in relazione al prezzo.

Questo sembra voler fare l’occhiolino a – forse – un’offerta un po’ più aggressiva a livello di release di titoli, e forse persino a livello di PlayStation Plus, anche se non ho idea di come potrebbero aumentare il valore di quel servizio senza impattarne la profittabilità.

Non si è parlato solo di PlayStation 6, in quella chiamata, ma anche di come – o di quanto non – hanno impattato le vendite in modo sensibile gli scorsi aumenti di prezzo. Nishino ha anche dedicato due parole ai prossimi passi dell’azienda, specificando che PlayStation vuole spingersi oltre all’idea del “consumo da salotto”, cosa che non può che inevitabilmente farmi pensare alla fantomatica PSP 2 che sarebbe in produzione da parte di PlayStation.

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