GUNDAM ROGUE ORBIT Provato – Gamescom 2026

Con GUNDAM ROGUE ORBIT Bandai Namco mette a punto un action RPG frenetico che offre un nuovo punto di accesso al franchise. Ecco la nostra prova alla Gamescom.

GUNDAM ROGUE ORBIT copertina

Impossibile ricapitolare in modo esaustivo l’impatto culturale che Gundam ha avuto sul genere mecha e la cultura pop giapponese dal suo esordio – era il 1979 – ad oggi. I suoi meriti sono sconfinati, così come il suo stesso franchise che, dalla prima serie animata concepita da Yoshiyuki Tomino e il collettivo Hajime Yatate della Sunrise, si è espanso in un franchise transmediale che comprende anime, OAV, merchandise di ogni tipo e, ovviamente, videogiochi.

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Anche su questo fronte provare a fare un censimento sensato è un esercizio futile: dal 1993, anno di pubblicazione del primo videogioco arcade tratto dall’IP e denominato semplicemente Mobile Suit Gundam, Bandai Namco ha disposto una produzione serrata di titoli pe quasi ogni  piattaforma di gioco esistente, col risultato che all’oggi esistono letteralmente centinaia di videogiochi di Gundam dei generi e della qualità più svariate. Perciò la presentazione alla Gamescom di GUNDAM ROGUE ORBIT, ennesimo esponente del franchise sviluppato in-house dalla casa madre, non ha destato stupore di per sé. Il motivo di interesse sta però nel suo essere il primo videogioco del nuovo corso del franchise, denominato RG Project, e presentato proprio quest’anno al San Diego Comicon.

RG Project, alla cui supervisione è stato posto l’acclamato regista Kenji Kamiyama (già artefice della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex) punta a modernizzare il franchise di Gundam attraverso una serie di nuovi prodotto audiovisivi, tra cui la nuova serie anime Mobile Suit Gundam RG XARX-ZERO, e il videogioco di cui vi parlo oggi. GUNDAM ROGUE ORBIT è un action ambientato 100 anni nel futuro rispetto alla serie anime, che fungerà (esce nel 2027) a tutti gli effetti da antefatto della storia. Siamo quindi di fronte a un reboot del franchise, che consentirà a chiunque di avvicinarvisi senza timore di perdersi pezzi per strada. Ma com’è il gioco alla prova dei fatti?

Tutti a bordo

Ogni missione inizia con un succinto briefing che illustra gli obiettivi principali. Nel corso della prova ci è stata fornita una infarinatura della  storia, per la quale il protagonista Re-X, alla deriva nello spazio, viene raccattato da una squadra impegnata nella lotta contro una pericolosa entità che sta minacciando la sopravvivenza dell’umanità. Impossibile sbilanciarsi sui futuri sviluppi di un intreccio che rimane ancora tutto da scoprire. Basti sapere che, in termini di gameplay, questo si traduce nella possibilità che alcuni nostri compagni ci  accompagnino durante le missioni, offrendo supporto o fornendo indicazioni e/o direttive sul prossimo obiettivo da completare.

Gundam rogue orbit scontro a fuoco
Preparatevi ad affrontare orde di nemici

La demo consisteva nella prova di due differenti missioni e offriva la scelta tra tre preset di Gundam. Nella versione finale del gioco la personalizzazione del proprio mecha, sia estetica sia funzionale, sarà una componente fondamentale del gameplay, anche perché dopo ogni missione completata si potranno spendere i  punti accumulati per effettuare upgrade qualitativi di ogni singolo pezzo, oppure comprarne di migliori. In questo modo potremo costruirci non solo la build più adatta al nostro stile di gioco, ma anche quella più efficace a seconda della tipologia di missione. In questa prova non c’erano particolari controindicazioni nell’usare una build piuttosto che l’altra, ma sarebbe una scelta interessante quella di incentivare la sperimentazione continua mettendo il giocatore di fronte a sfide nelle quali setup specifici possono fare le differenza nella riuscita o meno della missione.

In ogni caso, la scelta era tra un Gundam dotato di spadone adatto agli attacchi ravvicinati; uno armato di una frusta con cui esercitare crowd control e attaccare dalla distanza; e uno particolarmente duttile dotato di una lancia in grado di scagliarsi contro i nemici con grande rapidità. Ho avuto abbastanza  tempo per provarle tutte e tre e confermo che il feeling pad alla mano è sufficientemente variegato da rendere interessante switchare build per sperimentare approcci differenti. Ogni mecha possiede un attacco base e uno secondario, più uno speciale unico che dipende dall’arma scelta: lo spadone poteva scagliare devastanti attacchi caricati, al prezzo di espormi diversi secondi; la frusta poteva cambiare il raggio d’azione per adattarsi rapidamente alle situazioni; e la lancia, come detto, è l’ideale per farsi sotto gli avversari a muso duro, magari per poi ripiegare velocemente.

Gundam rogue orbit bossfight
I combattimenti sono un connubio di tecnica e spettacolarità

Come potete immaginare GUNDAM ROGUE ORBIT è essenzialmente un gioco d’azione, nel quale l’esplorazione gioca un ruolo secondario. Nella prima missione disponibile, ho dovuto effettuare una ricognizione di una base sotto attacco per ripulirla da droidi ostili e raccogliere informazioni sulle attività nemiche. Il level design si è presentato estremamente lineare ed orientato al combattimento, ovvero una serie di arene di varie dimensioni e caratterizzate da altezze differenti, in grado di mettere in luce le possibilità non solo di attacco, ma anche di mobilità dei robottoni.

Dopo essermi fatto strada attraverso diverse stanze zeppe di nemici base di cui fare carne da macello, la conclusione della missione prevedeva lo scontro con un nemico più grosso, una sorta di mini-boss (o comunque un boss estremamente semplice da affrontare) coadiuvato da qualche scagnozzo. In questo frangente, attaccare ripetutamente il boss provoca la classica rottura della guardia che lo espone per qualche istante alla mercé dei nostri colpi più forti. Il nemico aveva mosse molto leggibili, così come finestre di opportunità molto permissive. Insomma, è stata una passeggiata. La seconda missione, d’altra parte, era un altro paio di maniche.

Entra nel flusso

La seconda missione era costituita interamente da una bossfight articolata in più fasi, da affrontare senza l’aiuto dei compagni di squadra. Qui il combat system di GUNDAM ROGUE ORBIT ah avuto modo di brillare veramente e di rendere evidente ciò che vuole essere: un flusso costante di azioni e reazioni, riposizionamento e studio dei moveset. Imparare al volo un pattern d’attacco, reagire all’infinità di stimoli visivi a schermo (da questo punto di vista, particellari e VFX sono financo soverchianti) individuare la finestra di opportunità e infilarvisi come una lama nel burro. Padroneggiare lo scontro è stato estremamente soddisfacente e, sebbene anche qui la sensazione è che la spettacolarità avesse la precedenza sul tecnicismo, il livello di sfida offerto dalla battaglia lascia presagire contenuti adatti anche ai più accaniti hardcore gamer.

Gundam rogue orbit bossfight
Ci aspettano scontri epici in GUNDAM ROGUE ORBIT

Nel furore della battaglia non bisogna mai trascurare l’indicatore della stamina, né dimenticarsi di effettuare le manovre necessarie a caricare i nostri colpi speciali. Se si riesce ad attivare l’Overdrive (premendo entrambi i grilletti quando si è riempita l’apposita carica), si diventa estremamente veloci e letali per un breve periodo di tempo, l’ideale per massimizzare i danni. Oltre a tutto questo ci sono altri armamenti cui possiamo ricorrere tramite grilletti: una barriera protettiva e una salva di proiettili traccianti. Strumenti utili per cavarci di impaccio in situazioni molto affollate ma anche per proteggerci dai colpi più letali del boss di turno.

Il flusso di gioco è garantito da un comparto tecnico che si è dimostrato impeccabile nel corso della prova. Ogni azione è renderizzata ad un framerate più solido dell’acciaio, e l’art sci-fi è un tripudio di mecha design ad alta fedeltà grafica. Quasi quasi ogni tanto verrebbe voglia di interrompere l’azione per guardarsi intorno e godersi il paesaggio. Se non l’ho fatto, è solo perché combattere a bordo di un Gundam si è rivelato estremamente appagante, tanto da non voler fare nient’altro.

Ed è esattamente questo lo scopo che GUNDAM ROGUE ORBIT pare prefiggersi: offrire un’esperienza action-shooter frenetica in un universo amatissimo eppure rivisitato da zero per risultare accogliente anche agli occhi di un neofita, in cui uno spettacolare comparto artistico fa cornice ad un combat system denso che invita alla sua scoperta e al suo dominio. Per scoprire se terrà botta fino alla fine, e quanto sarà arricchito dalla componente mecha builder, non resta che aspettare il 2027.

Vai alla scheda di Gundam Rogue Orbit
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