ACE COMBAT 8: WINGS OF THEVE – Anteprima – GAMESCOM 2026

Bandai Namco festeggia i 30 anni della serie con il primo capitolo mainline dal 2019, spinto da Unreal Engine 5.

ACE COMBAT 8 WINGS OF THEVE – Anteprima – GAMESCOM 2026

A gamescom 2026 lo stand della casa giapponese è tra i più attesi, e tra le ragioni c’è sicuramente il ritorno di Ace Combat, assente da un capitolo mainline dal lontano 2019. Io ho potuto mettere le mani sulla demo allo stand Bandai Namco, provando finalmente con i comandi alla mano quello che era finora solo un trailer.

Ace Combat 8: Wings of Theve è il primo capitolo mainline della serie dopo Ace Combat 7: Skies Unknown, uscito nel 2019 e capace di superare i tre milioni di copie vendute, il miglior risultato commerciale nella storia del franchise. Il nuovo episodio è sviluppato su Unreal Engine 5, un salto tecnologico importante per una saga da sempre attenta alla spettacolarità visiva dei suoi cieli.

La vicenda è ambientata come sempre nell’universo fittizio di Strangereal e si colloca, nella timeline interna alla serie, dopo gli eventi di Ace Combat 7 e prima di Ace Combat 3. Nel luglio 2029, la Federazione dell’Usea Centrale (FCU) subisce un’invasione a sorpresa da parte della Repubblica di Sotoa e perde gran parte della propria forza navale. Il giocatore veste i panni di un pilota che si ritrova a bordo della Endurance, una nave logora che trasporta profughi lontano dal fronte. A questo pilota viene affidato un nome pesante da portare: “Wings of Theve”, un asso leggendario e simbolo di speranza per la capitale occupata, Theve, la cui fama però si rivela essere in gran parte propaganda costruita a tavolino. Il giocatore dovrà quindi vivere all’altezza di un mito non suo, affiancato da tre nuovi compagni di squadriglia, per riconquistare la propria terra.

Il gioco include sia una campagna single player ricca di missioni ad alta tensione narrativa, sia modalità multiplayer dedicate ai dogfight. Ace Combat 8: Wings of Theve uscirà il 2 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.

ACE COMBAT 8: WINGS OF THEVE – Anteprima – GAMESCOM 2026

Avvicinarsi per la prima volta ad un’IP con il suo ottavo capitolo potrebbe sembrare da folli, ma la mia prima domanda ai dev è stata esattamente questa: quanto è approcciabile Ace Combat 8: Wings of Theve da un non conoscitore della saga?

Fortunatamente ogni capitolo condivide sì l’universo narrativo ma le vicende si aprono e chiudono all’interno di ogni singolo gioco. Questo ottavo non fa eccezione, ma mi rimane un po’ di confusione sull’impatto narrativo che il team di sviluppo vuole ricercare: purtroppo, come ho già detto in passato, la narrazione è qualcosa di molto difficile da trasmettere nel contesto di una prova all’aperto di meno di mezz’ora, nel caos di un’area business. Mi è stato detto che i dialoghi con i compagni di squadra saranno molto più strutturati a livello emotivo, con companion che finalmente avranno personalità, ma anche in questo caso la situazione che attorniava la prova non era campo florido perché io possa giudicare quanto questi commilitoni siano funzionali al loop di gioco o almeno all’idea di divertimento che Bandai sta inseguendo.

Tolta quindi la lunga cutscene iniziale nella quale il comando ci spiega la nostra missione (semplificabile in un “vai lì, distruggi queste cose e sopravvivi”), mi ritrovo alla scelta del mezzo, del quale vi parlavo prima. Senza fare o farmi troppe domande ho scelto quello suggerito, e il menu successivo mi chiedeva che armi volessi piazzare sull’aereo, e anche in quel caso ho lasciato quelle suggerite. Un altro menu mi chiedeva quali compagni portarmi, e di nuovo ho lasciato scegliere al PC. Mi è sembrato solo in parte un processo tedioso, e non ho idea di come, nel gioco finale, queste variabili mi potranno essere spiegate in un modo che me le sappia rendere scelte attive di una strategia, e non un impedimento ad essa, o un rallentamento sulla strada del mio godimento del gioco.

Quello che posso dire è che.. parlano molto, forse troppo.

Motori a piena potenza e si vola: l’impatto grafico è immediato, e i limiti del realismo contestuale di Ace Combat 8: Wings of Theve si fanno sentire in modo abbastanza limitato. C’è sicuramente più di un modo di mostrare il fantastico, ma nel riprodurre il realismo lo spazio di manovra è inferiore. In questo Ace Combat 8 non sorprende, ma non c’è realisticamente modo di parlo. È ben fatto. Punto.

Quello che invece si nota subito, ironicamente per un mio sbaglio nell’approcciare i controlli, è lo spazio di manovra che Ace Combat 8: Wings of Theve si lascia per essere cinematografico. La telecamera standard è quella dietro l’aereo, ma alternando a quella in prima persona dentro la cabina o a quella sul naso del velivolo, la sensazione di “esserci” svetta ben oltre quanto mi aspettassi. Sicuramente l’immediatezza, almeno visiva, e il senso di immersione sono un gioco da ragazzi per un’IP al suo ottavo capitolo.

Tenendo premuto il tasto di “sparo”, tra l’altro, possiamo seguire da vicino la traiettoria del proiettile fino al raggiungimento del suo obbiettivo, cosa che con il senno di poi avrei quasi voluto fare di più, dato quanto il mondo sotto di me mi sembrasse distante. È un distacco fisico che forse ha anche l’intenzione di fornire un distacco emotivo a chi stiamo bombardando, ma non risulta una scelta troppo scomoda. Siamo un soldato in missione, e la miopia del combattimento è qualcosa che già esploriamo altrove, costantemente.

La percezione di immediatezza è però inferiore quando si parla dei comandi: se la pressione dei grilletti del Dualsense fa ciò che si aspetta (accelerata su R2, frenata su L2), ci ho messo più di qualche minuto a definire un senso di dimestichezza con i tasti frontali, in particolari il quadrato come tasto per il cambio d’arma e il suo associato cerchio per l’effettivo rilascio di quel particolare strumento offensivo. Può essere sicuramente un elemento che si impara giocando, ma ho trovato una leggera opacità nella UI a riguardo: nulla della UI, tranne nel caso della bomba aria-terra, mi comunica a gran voce quale arma ho selezionato o il suo effetto (aria-aria, aria-terra, attacco verticale sotto di me, ecc).

Trovarsi con l’arma sbagliata nei pochissimi momenti in cui l’obbiettivo è di fronte a noi e abbiamo un brevissimo intervallo di attacco possibile è una sensazione scomoda, anche perché riposizionarsi di modo da avere la stessa opportunità richiede più di una decina di secondi, anche nelle mani più abili. Chissà che una maggior chiarezza nella UI a livello di importanza degli elementi e nella loro gerarchia possa portare beneficio.

ACE COMBAT 8 WINGS OF THEVE – Anteprima – GAMESCOM 2026 – volare nel realismo ha un certo impatto.jpg

Insomma, dopo essermi schiantato 3 volte (sembra di parlare della prova di Star Wars: Galactic Racer…), mi porto a casa la voglia di – finalmente – approcciare il franchise, complici la relativa immediatezza dei suoi comandi, la sua ricerca di passiva cinematograficità e un comparto tecnico che, pur nei limiti del realismo tematico e geografico, aumenta di molto il senso di immersività.

Vai alla scheda di Ace Combat 8: Wings of Theve
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