STAR WARS: GALACTIC RACER – Anteprima – GAMESCOM 2026
Fuse Games, studio fondato da veterani di Burnout, riporta i podracer nell'Outer Rim con un racing arcade che guarda al periodo post-Impero.
Tra gli stand più scenografici di gamescom 2026 non poteva mancare quello dedicato a Star Wars, e la novità videoludica di punta è Star Wars: Galactic Racer, il ritorno della saga alle corse ad alta velocità dopo Star Wars Racer Revenge del 2002. Io ho potuto mettere le mani sulla demo, ed è il momento di raccontarti se questo revival dei podracer merita l’attesa.
Star Wars: Galactic Racer è un racing arcade con elementi da avventura, sviluppato da Fuse Games e pubblicato da Secret Mode in collaborazione con Lucasfilm Games. Fuse Games è uno studio fondato da ex sviluppatori senior di Criterion Games, la casa storica dietro Burnout e Need for Speed: tra i fondatori c’è Matt Webster, che in passato ha già lavorato su titoli Star Wars firmando la collaborazione con DICE per Battlefront e Battlefront II. Circa 150 persone hanno lavorato al progetto, con Lucasfilm Games coinvolta fin dalle prime fasi creative.
L’ambientazione si colloca nell’Era della Nuova Repubblica, subito dopo la caduta dell’Impero. Con il potere imperiale ormai crollato, la galassia si trova alle prese con una nuova ossessione: la velocità. Tra scommesse, intrattenimento e ricostruzione difficile, nasce la Lega Galattica, un circuito di corse non autorizzato controllato da sindacati e alimentato da fortune vinte e perse in pochi secondi. Il giocatore veste i panni di Shade, giovane pilota emergente con un conto personale in sospeso con la famiglia Bool, che entra nella Lega con l’obiettivo di detronizzare il corrotto campione in carica, Kestar Bool. Ad accompagnarlo ci sono la meccanica Ardenniana Hibi e, se saprà guadagnarsene il rispetto, il leggendario pilota Sebulba, storico volto della saga apparso già in Star Wars Episodio I: Racer.
Il gioco propone sia una campagna narrativa single player, ambientata in location iconiche come Jakku e nuove arene come Derven Acos, sia un comparto multiplayer PvP fino a dodici giocatori, con un sistema di personalizzazione del proprio velivolo tra repulsor, speeder bike, landspeeder e naturalmente pod da corsa. Star Wars: Galactic Racer arriverà il 6 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC via Steam ed Epic Games Store, sviluppato su Unreal Engine 5.
STAR WARS: GALACTIC RACER – Anteprima – GAMESCOM 2026
I gusciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
Relativa non sorpresa di questa Gamescom 2026 è proprio Star Wars: Galactic Racer, che ho potuto provare per 30 minuti sullo showfloor. La scelta iniziale è semplice, anche per tu che mi leggi: speeder, guscio, landspeeder o skim speeder. Al momento della mia scelta su quale mezzo usare, la build mi ha permesso di provare per brevissime sezioni del circuito classico di Tatooine gli altri 3 e, infine, effettuare la vera e propria gara con il mezzo da me scelto.
Se la differenza fra speeder e guscio è più intuibile, avevo iniziali riserve sulla differenza pratica fra Land Speeder e Skim Speeder, ma è bastato affrontare un paio di curve e il rettilineo che le collegava per capire cosa li distingue. Il primo è una sorta di carro armato su ruota: buono per i rettilinei, ottimo per dare spallate ai mezzi avversari (cosa che ho fatto sempre con piacere ma che l’IA avversaria raramente utilizzava contro di me), ma meno affidabile in fatto di agilità sui drift. Lo Skim Speeder è invece molto più leggero, più fatto per affrontare proprio quelle curve che sembrano mettere più in difficoltà il Land.

L’idea di far provare tutti e 3 gli altri mezzi è per questo un tocco di genio, e il game feel di Star Wars: Galactic Racer in un certo senso… ci mette il resto. Apprezzo sempre quando titoli come questo, così intrinsicamente legati proprio al game feel, riescono a farti percepire da subito le differenze statistiche fra una certa “funzione” e un’altra, siano esse mezzi starwarsiani, armi in uno shooter o poteri in un action RPG.
I mezzi di Star Wars: Galactic Racer rispondono in modo sensibilmente diverso, e questo senza bisogno di statistiche a schermo o di segmenti pieni ad indicare come lo Speeder semplice sia più portato ai drift in curva degli altri mezzi, ad esempio.
L’assenza di reference visive per le statistiche del mezzo sono fra gli aspetti più coraggiosi della build da me provata, ma rimane da vedere se tale coraggio sarà riflesso nel gioco completo o solo in questa build pubblicamente giocabile qui in Gamescom. Sto volutamente tralasciando l’aspetto più Burnout del gioco: gli schianti sono visivamente spettacolari, con un ralenti che distacca la telecamera dal mezzo e dal tuo controllo per inquadrare la ferraglia in fiamme che pochi secondi prima costituiva un tuo avversario, ma sembra un aspetto meno centrale di quanto facessero intuire i trailer precedenti.
Una grossa mancanza? Per nulla, data la forte identità del gioco in sé, anche senza omaggi non solo superficiali a storiche IP di corsa.
Nei panni di Sebulba ho fatto per questo facile manicaretto di chi osava avvicinarsi a me, trovando però la morte proprio in quelle curve che un mezzo più leggero mi avrebbe reso meno ostiche. Immancabile il getto dei lanciafiamme laterali come potere “super” del mezzo, potere che però non sono mai riuscito ad utilizzare come si deve, al punto dal finire per distrarmi dalla mia missione principale, ergo classificarsi in questa gara a 6 giocatori.
L’equazione a 4 variabili di Star Wars: Galactic Racer funziona quindi senza difetti all’orizzonte, anche se ti confermo la totale assenza di aspetti narrativi in questa mia prova, quindi rimando – mio malgrado – la recensione completa all’eventuale arrivo del codice (o di un mio acquisto perché voglio fare broom broooooom!).
Il comparto grafico e sonoro meritano una punta di cappello (oh, non sapevo come tradurre la forma inglese di “tip of the hat”, quindi pigliati questo neologismo!) perché in pochi attimi SEI in Star Wars. Non aspettarsi fiducia negli aspetti più tecnici e forse meno creativi di una IP così indelebile e inamovibile è da folli, ma è anche facile ricordare opere di Star Wars (fortunatamente non videoludiche) che recentemente sembravano uscire da tutt’altri universi narrativi e tematici.

Nessun problema di framerate da me notato, nessun rallentamento, e tanto tanto mood per questo Star Wars: Galactic Racer che, ti confesso, trova anche in un’inaspettata difficoltà uno dei punti di forza che più lo rendono interessante.
Temevo un rubber banding piuttosto aggressivo, per non far perdere il senso di progresso e agency a chi volontariamente prende in mano il pad, ma Galactic Racer sa essere cattivo. In una gara a 6 e con SOLO due schianti in curva – o forse 3 – sono riuscito ad arrivare ultimo, distaccato dagli altri giocatori da più di qualche millisecondo.
Con le recensioni del gioco già fuori (non la nostra), spero che tu ti sia fatto un’idea migliore del gioco e che possa correre a comprarlo senza remore, o decidere di privarti di questa gioia.
E che la forza (di comprarlo o non comprarlo) sia con te!