Crazy Taxi World Tour Anteprima – Gamescom 2026

Crazy Taxi World Tour riporta il taxi di Axel alla Gamescom 2026: West Coast, multiplayer e tutte le novità del ritorno SEGA nel provato di Colonia.

Crazy Taxi World Tour

Crazy Taxi World Tour è uno di quei ritorni che avevo smesso di aspettare, motivo per cui ritrovarlo giocabile allo stand SEGA della Gamescom 2026 ha avuto un che di surreale, perché dall’ultima volta che il taxi giallo di Axel ha sfrecciato per le strade con All I Want degli Offspring a tutto volume è passata di fatto una generazione intera di giocatori.

La fiera di Colonia, aperta dal 26 al 30 agosto, ha rappresentato una delle prime occasioni pubbliche per salire a bordo del nuovo capitolo della serie, annunciato lo scorso giugno e atteso nel corso del 2027.

Prima di arrivare alle sensazioni raccolte dietro il volante, che trovate nella sezione conclusiva di questo articolo, vale però la pena ricostruire da dove arriva questo ritorno e cosa promette di essere, perché tra una mappa apertamente ispirata alla West Coast, un comparto multigiocatore inedito per il brand e la volontà dichiarata di non tradire lo spirito arcade dell’originale, la carne al fuoco non manca di certo.

Crazy Taxi World Tour, il ritorno di un mito SEGA

Il ritorno di Crazy Taxi World Tour arriva dopo anni in cui il marchio è rimasto confinato tra riedizioni e apparizioni di contorno, senza un vero capitolo principale a raccoglierne l’eredità.

SEGA ha annunciato il gioco durante l’Xbox Games Showcase dello scorso giugno, inserendolo nel gruppo di brand storici che l’azienda giapponese ha deciso di rimettere in circolazione, e ne ha fissato l’uscita nel corso del 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, sia su Steam sia su Xbox.

Non sono ancora stati comunicati né una data precisa né un prezzo, ma la struttura del progetto è già piuttosto delineata: si tornano a vestire i panni di Axel, che questa volta porta la propria attività di tassista in giro per il mondo all’interno di una campagna dotata di una vera impalcatura narrativa, elemento inedito per una serie nata nel 1999 come puro gioco da sala.

Crazy Taxi World Tour

Rispetto all’originale cambia insomma la cornice, non lo spirito, e il fatto che nel trailer di annuncio sia tornata a suonare All I Want degli Offspring vale come dichiarazione d’intenti più di qualsiasi comunicato stampa.

Da San Francisco al mondo: le città di Crazy Taxi World Tour

La prima ambientazione mostrata nel dettaglio è la West Coast, una mappa dichiaratamente ispirata a San Francisco che ne riprende le salite ripide, il traffico cittadino e gli scorci sull’oceano, terreno ideale per una serie che ha sempre fatto dei salti e delle scorciatoie improbabili la propria firma.

Sarà una delle cinque città che comporranno il tour globale nella versione finale, e già qui SEGA ha calato una carta curiosa, perché tra le strade compaiono catene e negozi realmente esistenti, da IHOP ad Amoeba Music, con l’intenzione di adattare le insegne alle diverse regioni attraversate.

È una trovata che nell’originale, con i suoi KFC e Pizza Hut, faceva parte dell’identità visiva tanto quanto il cronometro impazzito in alto sullo schermo. Il tono, per fortuna, resta quello sopra le righe di sempre, tra squali che saltano fuori dall’acqua, clienti che si trascinano dietro pile di scatole di pizza e passeggeri scaraventati letteralmente oltre il molo.

Sono proprio le città del tour, ciascuna con la propria conformazione e le proprie insidie stradali, a doversi caricare sulle spalle la varietà di un impianto che per il resto non ha alcun bisogno di essere reinventato.

Il multiplayer, la vera novità di Crazy Taxi World Tour

La novità più sostanziosa resta però il comparto online, assente da tutta la storia della serie e qui promosso a pilastro.

Il closed network test in programma a settembre, con iscrizioni aperte fino al 31 agosto, mette sul piatto due modalità competitive piuttosto diverse tra loro: Gara Clienti, dove fino a sei giocatori si contendono i passeggeri cercando di consegnarne il maggior numero possibile entro il tempo limite, e Guardie e Taxi, uno scontro a squadre da tre contro tre che ribalta la formula trasformando la corsa in un inseguimento.

Crazy Taxi World Tour

Il test comprende due mappe, quattro personaggi e sei veicoli con relative opzioni di personalizzazione, un pacchetto che lascia intuire quanto SEGA voglia spingere sulla componente sociale.

È anche la parte che mi incuriosisce di più, perché Crazy Taxi è sempre stato costruito attorno al punteggio e a un confronto indiretto con gli altri, così che trasformare quella tensione in una sfida diretta suona quasi come un passo dovuto.

Crazy Taxi World Tour, il provato alla Gamescom 2026

Alla Gamescom 2026 Crazy Taxi World Tour è arrivato dentro una delle line-up più corpose dell’intera fiera, affiancato da nomi del calibro di Persona 4 Revival, Stranger Than Heaven e Alien: Isolation 2.

La demo giocabile proponeva una mappa mai mostrata prima, ambientata in Germania, che è anche la prima ambientazione non statunitense in ventisette anni di storia della serie, e che porta con sé castelli da fiaba, villaggi di campagna, strade acciottolate e un tratto di autostrada pensato per premiare il controllo alle alte velocità più che la staccata secca da centro cittadino.

Vale la pena segnalare, per correttezza, che SEGA ha precisato di aver fatto ricorso all’intelligenza artificiale generativa durante lo sviluppo come strumento concettuale, escludendo però la presenza di asset generati in questo modo nel prodotto finito. Fatte le dovute premesse, non restava che salire in macchina.

Crazy Taxi World Tour, il provato alla Gamescom 2026

La mezz’ora passata sulla build tedesca di Crazy Taxi World Tour mi ha convinto molto più di quanto mi aspettassi, e il merito va quasi per intero a una cosa sola, ovvero il feeling di guida.

La risposta ai comandi è immediata, priva di quella inerzia simulativa che avrebbe rovinato tutto, e restituisce esattamente la sensazione che un gioco del genere deve restituire, quella di un mezzo che obbedisce all’istante e che perdona le traiettorie più assurde purché siano divertenti da tracciare.

Si tratta di un arcade puro nel senso più nobile del termine, dove la lettura della strada conta meno dell’istinto e dove ogni scorciatoia intravista viene immediatamente tentata, senza pensarci troppo.

Lo scenario si lascia esplorare con una certa libertà, e attorno alle consegne tradizionali ruota una girandola di attività che allarga parecchio il ventaglio rispetto a quanto ricordavo dai capitoli storici.

Si possono affrontare corse contro altri veicoli, sfide di derapata disseminate lungo il percorso e, immancabilmente, le consegne di pizze che della serie sono ormai un marchio di fabbrica.

È una struttura che spezza bene il ritmo, perché tra un cliente e l’altro c’è sempre qualcosa da inseguire, e che dà un senso concreto all’idea di girovagare per la mappa invece di limitarsi a rincorrere il prossimo passeggero.

Il comparto tecnico e la colonna sonora di Crazy Taxi World Tour

Sul fronte tecnico non siamo davanti a un titolo che grida al miracolo, e credo sia giusto dirlo con chiarezza, ma la sobrietà scelta dal team paga sotto un aspetto tutt’altro che secondario: a schermo si capisce sempre cosa sta succedendo.

I colori accesi del taxi e dello scenario restituiscono una lettura immediata dell’azione, che in un gioco costruito sulla velocità e sulle traiettorie improvvisate vale molto più di qualche effetto in più.

Il risultato complessivo è quello di un Crazy Taxi rivisitato e riportato ai giorni nostri, senza tradimenti e senza forzature.

Crazy Taxi World Tour

Discorso a parte merita la colonna sonora, che come da tradizione si affida a brani su licenza e che per i fan di lunga data vale da sola il prezzo del biglietto.

SEGA ha confermato il ritorno di The Offspring con All I Want e Change the World, e di Bad Religion con Ten in 2010 e Inner Logic, cioè proprio quei pezzi che erano progressivamente spariti dai seguiti e dalle riedizioni per questioni di diritti.

Sentirli di nuovo mentre si sfreccia contromano ha avuto su di me un effetto che definire nostalgico sarebbe riduttivo, e lo studio ha già fatto sapere che altri artisti verranno annunciati più avanti.

Crazy Taxi World Tour, il dubbio resta l’online

Resta però un punto interrogativo bello grosso, ed è quello che nella prova a porte chiuse non ho potuto sciogliere. Per quanto l’impianto ludico funzioni egregiamente in solitaria, buona parte dell’identità di questo nuovo Crazy Taxi World Tour sembra poggiare proprio sulla spinta verso l’online, e non aver potuto mettere le mani sulle modalità competitive durante l’hands-on è stato un peccato.

La verifica arriverà comunque a breve, visto che il closed network test è ormai alle porte e permetterà finalmente di capire se Gara Clienti e Guardie e Taxi reggano il peso che il progetto sembra volergli affidare.

Di tempo, del resto, ce n’è ancora parecchio, perché l’uscita è fissata in un imprecisato mese del 2027 e i margini per limare quel che serve non mancano.

Quello che porto a casa da Colonia, intanto, è la certezza che il cuore arcade della serie batte ancora forte.

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