Guild Wars 3 – Anteprima Gamescom 2026
Durante questa Gamescom 2026 ci è stato mostrato in anteprima Guild Wars 3 e le premesse sembrano promettenti...
Durante questa Gamescom 2026 mi è stata data la possibilità di vedere in anteprima il nuovo Guild Wars 3, con una sessione completamente hands-off condotta insieme a due sviluppatori del titolo.
Parliamo del primo capitolo numerato della saga dopo quattordici anni dall’uscita di Guild Wars 2, annunciato appena a giugno durante il Summer Game Fest e costruito su Unreal Engine 5, che questa volta porta Tyria anche su PlayStation 5 oltre che su PC un debutto console assoluto per il franchise.
La presentazione si è tenuta rigorosamente a porte chiuse, nell’area B2B riservata a stampa, creator e partner, e senza possibilità di registrare alcunché, ma è stata comunque abbastanza illuminante per farsi un’idea dello scope del progetto.
Nonostante il tema principale della sessione fosse esclusivamente il sistema di combattimento e quello di movimento non a caso, visto che ArenaNet ha costruito il combat per funzionare al meglio sia con controller che con mouse e tastiera, puntando forte su posizionamento e ritmo ci è stato comunque possibile rivolgere domande al dev team, che ha risposto tranquillamente anche a quesiti non strettamente inerenti.
Quindi, senza indugiare oltre, andiamo a tuffarci dentro questa preview.
Guild Wars 3 ed il suo nuovo sistema di movimento e combattimento
L’enfasi principale della presentazione è stata posta sul sistema di combattimento e su quello di movimento.
Gli sviluppatori ci hanno mostrato un combat estremamente dinamico, che punta molto sul muoversi lungo i muri e sfruttarli per lanciarsi sui nemici con dei plunge attack un approccio decisamente atipico per un MMO, dove di norma il movimento resta subordinato alla rotazione delle abilità e non viceversa.
Non a caso la cosa ha destato più di qualche perplessità, e anche un discreto scetticismo, tra noi giornalisti presenti alla sessione: la preoccupazione più immediata era che un sistema del genere finisse per alzare l’asticella dell’esecuzione oltre quello che il pubblico MMO è abituato a tollerare.
Gli sviluppatori ci hanno però rassicurato su questo punto, spiegando che si tratta di un sistema pensato per minmaxxare le proprie performance, ma che non è assolutamente obbligatorio padroneggiarlo per completare i contenuti del gioco una scelta in linea con quella filosofia di combattimento incentrato su posizionamento e ritmo di cui lo studio parla fin dall’annuncio.
Un forte focus sull’open world e nessun PK in esso
Un’altra componente che ci hanno mostrato è la forte impostazione open world del titolo: ci sarà una valanga di zone da esplorare, e la struttura è pensata per invogliare la creazione di party on the go con altri giocatori che magari stanno cercando di clearare la stessa area in contemporanea un’idea di cooperazione spontanea, senza le rigidità dei sistemi di matchmaking tradizionali.
A questo punto mi è sorta spontanea una domanda: vista la fortissima impronta PvP che ha sempre contraddistinto la serie fin dal primo capitolo del 2005, ho chiesto se in questo terzo episodio fosse finalmente possibile fare PK nell’open world.
La risposta è stata un no piuttosto fermo: questo è un titolo che vuole spingerti verso l’alleanza con gli altri player, non verso il player killing come accade invece in un Lineage, tanto per fare un esempio.
Una scelta che, per quanto possa deludere chi sperava in un ritorno alle atmosfere più competitive della serie, è del tutto coerente con l’impostazione cooperativa che ArenaNet ha voluto dare all’esplorazione.

Un titolo che ripudia categoricamente il pay to win
Un’altra domanda che mi è sorta abbastanza spontanea, considerando come si è evoluto il panorama MMO negli ultimi dieci anni, riguardava lo schema di monetizzazione del titolo.
Gli sviluppatori ci hanno risposto che si tratterà di un gioco esclusivamente buy to play, e che tutte le microtransazioni presenti saranno a puro scopo estetico, senza garantire alcun tipo di vantaggio competitivo ai giocatori una precisazione non da poco, visto che finora ArenaNet e NCSoft si erano limitate a confermare pubblicamente l’assenza di abbonamento, rinviando ogni dettaglio su prezzo e modello a una comunicazione successiva.
Anche quando la domanda è stata reiterata da altri colleghi presenti, i dev sono rimasti fermi sulla loro posizione: non ci sarà alcuna forma di pay to win nel titolo.
Hanno inoltre ribadito che continueranno a supportare Guild Wars 2 parallelamente al terzo capitolo, esattamente come già fatto a suo tempo con il primo un approccio di espansione e non di sostituzione.
Insomma, su questo fronte possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Ancora sappiamo poco su Guild Wars 3 ma le premesse sono buone
Sicuramente sappiamo ancora poco di questo titolo, anche perché quello che ci è stato mostrato era una pre-alpha piuttosto limitata e soprattutto molto precoce nel ciclo di sviluppo d’altronde parliamo di un gioco annunciato appena a giugno e la cui prima beta è fissata per l’autunno del 2027, quindi c’è tutto il tempo perché le cose cambino sensibilmente.
Detto questo, le premesse non sono affatto male: si parte da un open world che premia la spontaneità dell’incontro tra giocatori, qualcosa che ultimamente non si vede molto spesso in un MMO, dove il grosso delle interazioni passa ormai da sistemi automatizzati; e si arriva soprattutto a uno schema di monetizzazione che sembra finalmente non essere predatorio, il che in questa industria e nel settore MMO in particolare è ormai grasso che cola.
Per ora è tutto, in attesa che il gioco maturi un po’ di più e sia finalmente pronto per un reveal decisamente più approfondito.
Vi lascio in conclusione la nostra ultima anteprima alla Gamescom 2026 su Tomb Raider Legacy of Atlantis, e la pagina steam del titolo.