The Walking Dead: Streets of Survival – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Editoria & Trasparenza

Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.

The Walking Dead Streets of Survival - Recensione

Direttamente dalla celebre serie targata AMC, The Walking Dead: Streets of Survival segna il ritorno del franchise nel mondo dei videogiochi in una veste del tutto nuova. Sviluppato da Odaclick Game Studio, autori del già noto The Karate Kid: Street Rumble, questo nuovo adattamento trasporta i giocatori nel crudele universo della serie sotto forma di picchiaduro a scorrimento in grafica pixel art.

Sono sempre pronto a tuffarmi nel genere dei beat ‘em up e, onestamente, un titolo incentrato su The Walking Dead con questa impostazione mi aveva incuriosito non poco. Purtroppo – e lo dico con immenso dispiacere – mi sono ricreduto quasi subito: mi sono ritrovato tra le mani un gioco deludente sotto quasi ogni aspetto, e addirittura estenuante per certi versi. Un’esperienza che, a conti fatti, eviterei volentieri di ripetere.

I motivi sono parecchi, quindi direi di toglierci subito il dente proseguendo la recensione di The Walking Dead: Streets of Survival.

The Walking Dead: Streets of Survival – Recensione

La trama di The Walking Dead: Streets of Survival non parte dalle origini della serie, ma riprende il racconto dalla “Guerra Totale”, il conflitto che vede la comunità guidata da Rick Grimes contro i feroci Salvatori di Negan. C’è da dire che la longevità non è il punto forte del titolo: la modalità storia, articolata in 11 livelli totali, si completa infatti in appena 2-3 ore.

Il completamento della storia porta allo sblocco del NG+ e del personaggio giocabile di Negan, ma oltre a queste due “ricompense” il titolo è molto limitato in fatto di contenuti. Possiamo rigiocarci la storia, stavolta con qualsiasi personaggio vogliamo tra i quattro disponibili (Rick, Daryl, Michonne e Negan), oppure affrontare la sfida ne “La fossa di Walker”, una modalità sopravvivenza a ondate infinite. Quest’ultima provata due volte e per due volte mi sono annoiato a morte, quindi è un no per me. Aggiungo anche che la mancanza di una modalità coop sia offline che online non aiuta molto a rimanere incollati al titolo che già di suo non offre molto.

The Walking Dead Streets of Survival - Recensione - La fossa di Walker
La fossa di Walker è l’unica modalità secondaria presente in The Walking Dead Streets of Survival.

Anche la modalità storia, il fulcro del gioco, non è riuscito a prendermi. Le missioni sono piatte e ripetitive, strutturate quasi unicamente sull’andare da un punto A a un punto B per raccogliere chiavi e proseguire. Nel mezzo ci si scontra con una quantità spropositata di nemici, tra zombie e sopravvissuti, pronti a massacrarci con attacchi decisamente fastidiosi.

L’intelligenza artificiale risulta fin troppo aggressiva già a difficoltà normale, con zombie che abusano continuamente delle stesse mosse e i nemici umani che sparano off-screen infliggendo danni non solo troppo elevati ma anche stunnanti. Il moveset degli avversari è piuttosto monotono, ma quando riescono a colpirci ci scaraventano a terra, innescando in alcuni casi un loop di colpi quasi infinito.

The Walking Dead Streets of Survival - Recensione - Nemici
A volte i nemici sono troppi su schermo.

L’ultima nota dolente riguarda le boss fight. The Walking Dead: Streets of Survival fallisce anche su questo fronte, proponendo come scontri finali una serie di nemici élite noiosi e mal bilanciati. Alcuni sembrano maghi dato che passano attraverso le pareti e si teletrasportano accanto al nostro personaggio; altri, invece, continuano a evocare rinforzi armati mentre il boss principale ci attacca continuamente con un arsenale di armi improponibili (sì Simon, sto guardando proprio te).

Combat System basilare

Se da un lato abbiamo una scarsa quantità di contenuti, dall’altra abbiamo anche un combat system che fa fatica a divertire. Contrariamente ad altri beat ‘em up, ma anche dallo stesso The Karate Kid dello stesso studio, qui troviamo un sistema di combattimento totalmente privo di mordente e profondità.

Come già scritto in precedenza, i personaggi giocabili sono in tutto quattro. Ogni personaggio dispone di moveset e kit unici: Michonne, ad esempio, può usare la sua katana come arma da mischia speciale, mentre Daryl ha con se la sua fidata balestra. Nel gioco si trovano parecchie armi da mischia e da fuoco, ma nulla che rivoluzioni il gameplay.

The Walking Dead Streets of Survival - Recensione - Personaggi
I personaggi giocabili hanno animazioni uniche, ma il gameplay rimane sempre lo stesso.

I personaggi possono essere potenziati attraverso la sezione “progressi” dal menu principale. Da qui possiamo aumentare alcune statistiche, come la salute o i colpi critici, utilizzando l’esperienza ottenuta completando le missioni della storia e uccidendo i nemici (si ottiene valuta raggiungendo un certo numero di kill count). Quello che mi ha fatto storcere il naso è che la valuta dei potenziamenti è condivisa tra i personaggi, quindi la progressione dei singoli è veramente lenta.

Per quanto riguarda la configurazione dei comandi, The Walking Dead: Streets of Survival mescola attacchi in mischia con quelli da arma da fuoco. Il combattimento corpo a corpo è il classico dei beat ‘em up e si basa su tre tasti: quadrato per l’attacco leggero, triangolo per quello forte e R1 per attacchi con arma da mischia usa e getta. Il primo potenziamento di ogni personaggio sblocca un attacco “adrenalina”, una sorta di special che viene assegnata al tasto L1.

L’utilizzo delle armi da fuoco è invece assegnato ai grilletti: L2 (per mirare) e R2 (per fare fuoco). Tenendo premuto il tasto di mira i danni inflitti sono maggiori dato che aumenta in maniera esponenziale il crit rate dei colpi. Le munizioni sono scarse, ma è un limite che può essere aggirato sempre tramite i potenziamenti. In generale mi è sembrato un sistema molto basilare e di facile utilizzo, ma l’assenza di vere e proprie combo e di special potenti rende il combattimento alla lunga ripetitivo.

The Walking Dead Streets of Survival – Recensione – Boss fight
Esempio di boss fight in The Walking Dead Streets of Survival.

Lo stile in pixel art

L’aspetto più curato di The Walking Dead: Streets of Survival risiede nel suo lato artistico. La grafica in pixel art è quasi sempre una scelta vincente in queste produzioni. Lo stile è molto simile a quello di The Karate Kid: Street Rumble, affascinante con i suoi bei pixel quadrati e spigolosi.

I personaggi e i nemici sono ben realizzati, così come anche gli scenari, seppur con l’utilizzo di una tecnica differente. Le animazioni sono buone ma risicate, sia per i protagonisti che per i nemici. E poi? Niente, tutto qui. La grafica e le (poche) animazioni presenti sono gli unici aspetti che salvo di The Walking Dead: Streets of Survival.

Conclusione

Per chi ha già letto altre mie recensioni, raramente tendo a essere così critico nei confronti di un titolo, ma nel caso di The Walking Dead: Streets of Survival è veramente difficile per me trovare degli aspetti positivi da salvare. È un gioco che ho finito a fatica nonostante durasse poco, veramente.

Il problema principale sta tutto nel suo combat system, troppo basilare anche per un beat ‘em up: combo assenti, special inesistenti, monotono, mal bilanciato e aggiungo stressante. Si, perché venire scaraventato ogni due attacchi da nemici che in teoria dovrebbero essere più deboli di noi è veramente snervante!

5.5
Un beat 'em up snervante e ripetitivo.

Pro

  • Graficamente delizioso (e brutale!)
  • La modalità sopravvivenza gli fa guadagnare qualche ora in più di gioco...

Contro

  • ...ma rimane comunque noiosa
  • Le missioni della storia sono ridondanti
  • Combat system basilare e monotono
  • Boss fight indecenti e nemici stressanti
  • Manca la coop offline e online
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