Intel Optane persistent memory
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La notizia è di quelle che lasciano il segno. Optane Persistent Memory è indicata da Intel come il mezzo di archiviazione più  “caldo” a metà strada tra DRAM e SSD NVMe.

Intel Optane persistent memory

Almeno nel breve periodo, dal momento che in futuro già si prevede un utilizzo in qualità di memoria DRAM-based. Tale previsione pone le proprie radici nella capacità di mantenere le informazioni in essa registrate anche in mancanza di corrente. L’ultima creatura monstre dell’Azienda, lo Xeon Scalable “Cascade Lake”, consente l’utilizzo di Optane Persistent Memory. Grazie a tale scelta, si  permette ai grandi data-center di stipare una maggiore quantità di dati accessibili con velocità di accesso prossime a quelle delle DRAM.

L’unico problema resta la maggiore latenza delle Optane, latenza in ogni caso inferiore di molto a quella dei classici HDD o anche dei nuovi SSD NVMe. I venditori al dettaglio hanno iniziato a mostrare i moduli Optane Persistent Memory da 512 GB, ma i prezzi non sono per nulla simili a quelli dei classici SSD NVMe da 512 GB. CompSource ad esempio mette in vendita il modulo da 512 GB  (modello: NMA1XXD512GPSU4)  ad un prezzo strabiliante di USD $7,816. Con il prodotto non ancora disponibile.

Ouch.

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L'autore

Luigi Morelli nasce a Roma nell'anno 1962, e resta affascinato sin dalla più tenera età dalle domande della Scienza; non fa tuttavia eccessiva distinzione tra formazione tecnologia ed umanistica, dal momento che il sapere costituisce un modello isomorfo della realtà. Inizia a lavorare come revisore tecnico presso il Movimento Postale nell'anno 1982, e passa alla consulenza informativa a Settembre 1987. Dal 1990 inizia la sua collaborazione continuativa con le più importanti riviste di informatica nazionali, mentre la sua attività di consulente gli permette di accumulare esperienza sia nel campo sistemistico che applicativo. Da sempre cerca di coniugare il lato ludico di Matematica e Scienza dell'Informazione.

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