Le parole servono fino a un certo punto: Huawei, in prima linea per l’avvento del 5G, non è ben vista dai governi per una ragione di sicurezza. Per la Gran Bretagna, infatti, con un rapporto affermava che la compagnia cinese metteva a rischio la sicurezza del paese e da ben prima di allora i rapporti erano tesi.
Liang Hua, CEO di Huawei, vorrebbe mettere a tacere le voci che vedono pericolosa l’azienda che rappresenta e sarebbe disposto a firmare con i singoli governi un contratto “no-spy”, vale a dire un accordo in cui Huawei si impegna a non permettere a chiunque tentativi di spionaggio sfruttando dispositivi Huawei e se ne assumerebbe la responsabilità in caso dovesse succedere.

Hua ha dichiarato, infatti, di essere “disposti a firmare questi accordi con i governi, incluso quello britannico, per impegnarci a rendere i nostri dispositivi gli standard antispionaggio”.
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Huawei, molto vicina al governo cinese e per questo temuta, è in bilico in Gran Bretagna e soprattutto negli Stati Uniti, dove pare che il presidente Trump firmerà presto un decreto per vietare alle telecomunicazioni tutto ciò che abbia scritto “Huawei” sopra.
Vedremo se la proposta di Liang Hua dei contratti “no-spy” cambierà quella che è la realtà attuale e incerta di Huawei.
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