Babylon’s Fall – Recensione

Recensito su PlayStation 4

La storia di Babylon’s Fall è lunga e travagliata. PlatinumGames rivelò il suo progetto durante l’E3 2018 con l’obiettivo di lanciarlo sul mercato l’anno successivo. Per oltre un anno non se ne seppe più niente, fino al trailer mostrato allo State of Play 2019, ma poi di nuovo il nulla fino all’E3 dell’anno scorso, cui è seguito l’annuncio della fase di beta testing nel corso dell’estate.

Noi di Gamesource abbiamo avuto modo di provare Babylon’s Fall anche a novembre nella terza closed beta, e il nostro parere non fu dei più entusiastici. In questa recensione vedremo se gli ultimi mesi di sviluppo abbiano realizzato il potenziale che avevamo intravisto tre mesi fa.

Innanzitutto, va ricordato che Babylon’s Fall, uscito lo scorso 3 marzo su PlayStation 4, PlayStation 5 e PC, è un Game as aService (GaaS), anche detto live service: si tratta di un modello di business volto alla monetizzazione anche successiva all’uscita del gioco per mezzo di numerosi aggiornamenti recanti nuovi contenuti di vario tipo, come modalità, fazioni, boss, missioni, armature, eccetera. Esistono due tipi di valute virtuali: “conch”, che si acquisisce nei dungeon e in generale come ricompensa, e “garaz”, che invece è acquistabile al prezzo di € 2,99 per 300 unità. Attualmente il gioco è fruibile senza spendere altri soldi oltre a quelli necessari per il suo acquisto e per il PS Plus, dal momento che gli elementi da pagare a parte sono perlopiù cosmetici e comunque non imprescindibili, però fa storcere il naso lo stesso, considerato il prezzo pieno (€ 69,99) a cui viene proposto Babylon’s Fall.

Qui sotto potete vedere un primo assaggio della Season 1: The Eternal Ziggurat (che si concluderà il 31 maggio), durante la quale tutti gli utenti potranno scaricare gratuitamente il Premium Battle Pass (che successivamente costerà 1000 garaz):

Babylon's Fall

Sul piano ludico, invece, Babylon’s Fall è un Action RPG in terza persona, che può essere affrontato tanto in solitaria quanto in cooperativa online (e cross-play!) fino a quattro giocatori.

Gli elementi RPG, in realtà, sono appena abbozzati: il giocatore crea il proprio avatar tramite un editor non molto ricco – come detto sopra, molte opzioni stilistiche e cromatiche vanno sbloccate o acquistate – scegliendo fra tre diverse fazioni (cui se ne aggiungerà una quarta fra due settimane). Non esiste una progressione per livelli, né skill tree o altri sistemi di sviluppo; a influire sui parametri del personaggio sono esclusivamente gli equipaggiamenti. Oltre agli accessori e ai pezzi dell’armatura (testa, tronco, gambe e braccia), sono equipaggiabili ben quattro armi contemporaneamente: una è assegnata al tasto Quadrato (attacco leggero), una al tasto Triangolo (attacco pesante) e due ai dorsali R2 e L2 (armi spirituali). Il fulcro del battle system sta proprio nella combinazione dei quattro attacchi a disposizione: il giocatore deve scegliere sapientemente le sue armi – guardando non solo i parametri, ma anche le caratteristiche elementali, le abilità collegate, il tipo di colpo caricato, ecc. – e inanellare combo premendo i pulsanti d’attacco con criterio.

Questo battle system risulta non particolarmente convincente sulle prime, a causa di un sistema di controllo al di sotto degli standard di PlatinumGames e di una notevole confusione sullo schermo (specialmente se si gioca in quattro) causata da un abuso di effetti particellari, ma con il trascorrere delle ore, via via che si assimila il meccanismo delle quattro armi, si rivela piuttosto divertente, anche se tendente al button mashing come buona parte dei colleghi hack and slash.

babylon's fall

Quanto detto in relazione al sistema di combattimento può essere sostanzialmente esteso al gioco tutto: Babylon’s Fall nel complesso si presenta abbastanza male, ma può ricompensare quanti decidano di dargli fiducia. Nonostante un dettaglio grafico tutt’altro che rimarchevole, l’opera di PlatinumGames risulta affascinante ed evocativa grazie al cupo setting medieval fantasy e al peculiare stile adottato, che simula l’effetto dei dipinti a olio. Anche le vicende e la lore, tutto sommato, sono più interessanti di quelle proposte in giochi analoghi, tanto che è lecito chiedersi cosa avrebbe potuto essere Babylon’s Fall se si fosse focalizzato sul single player.

Per certi aspetti, ha avuto su di me un impatto simile a quello che ebbe Nier, il primo: si vede subito che è un gioco “scassato” – ma comunque meno scassato di Nier: non fa mai un figurone, però non ho sperimentato alcun calo di frame rate, ad esempio – e poi, col tempo e un po’ di pazienza, se ne apprezzano le qualità e la stranezza. Forse.

BABYLON’S FALL

Le prime ore trascorse su Babylon’s Fall sono caotiche e non molto appaganti, a causa di una certa povertà iniziale di opzioni e contenuti (ci sono feature e modalità che si sbloccano dopo molte ore, se non addirittura a trama conclusa), di meccaniche non sempre spiegate a dovere e di un battle system scorbutico sulle prime; da questo punto di vista, la demo gratuita non fa un bel lavoro nell’invogliare all’acquisto. Ed è questo, probabilmente, il motivo per cui la maggior parte delle recensioni, tanto della stampa, quanto degli utenti, è sin troppo dura: personalmente, il primo giorno di test è stato quasi tragico, ma le cose sono migliorate gradualmente, fino al completamento della prima stagione (narrativamente parlando, si intende: ludicamente parlando, si chiuderà fra poco meno di tre mesi), quando si sono aggiunti ulteriori contenuti.

Il problema è capire se l’utenza avrà quel tempo e quella pazienza: trattandosi di un gioco votato al multiplayer, è fondamentale che si formi e resista nel tempo una comunità online. Scorrazzare nei dungeon in solitaria è sempre possibile (ma anche in questo caso il gioco è always online), però annoia ben presto, a parere di chi scrive, che ha apprezzato specialmente le missioni affrontate con due compagni (uno è troppo poco, ma con tre a volte la confusione è eccessiva). Purtroppo già nella settimana del lancio non è risultato sempre facile trovare almeno due alleati per ciascuna missione, forse anche a causa di un comparto online perfettibile. Speriamo in un futuro non troppo fosco per l’opera di PlatinumGames…

Babylon's Fall


Babylon’s Fall è un gioco strano, che si presenta male, ma ha anche dei pregi che si paleseranno a quanti gli concederanno pazienza e fiducia. In opere di questo tipo è difficile dare un giudizio definitivo: molto dipenderà dai contenuti che verranno proposti nelle prossime settimane e dalla risposta del pubblico, che a ora non è stata delle migliori…

6.5

Pro

  • Strano!
  • Cross-platform
  • Ambientazione affascinante
  • Divertente in multiplayer...

Contro

  • ... quanto noioso in singolo
  • Always online
  • Comparto tecnico grezzo
  • Si presenta proprio male
Vai alla scheda di Babylon’s Fall
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