1001 Threads of Mizan Provato – Gamescom 2026

Vi immaginate Le Mille e una Notte in salsa action? No? 1001 Threads of Mizan lo fa per voi. Lo abbiamo provato alla Gamescom.

1001 threads of mizan copertina
1001 Threads of Mizan

Il videogioco ormai è un medium evoluto. Non più giocattolo per bambini, è assurto a prodotto di intrattenimento con una sua dignità, e come tale è divenuto anche veicolo di diffusione di idee, espressioni artistiche e patrimonio culturale. Non solo passatempo ma vero e proprio serbatoio di stimoli, suggestioni e storie che può farsi veicolo di soft power di un paese, che lo usa per aumentare il proprio prestigio agli occhi del mondo e per diffondere i suoi capisaldi storici e valoriali. La Polonia l’ha capito anni fa, quando ha deciso di acquisire quote di proprietà di CD Projekt Red, che tramite le sue IP vendute in tutto il mondo ha contribuito ad aumentare la fama di un’intera nazione. I paesi del Golfo Persico non sono da meno: è ormai un decennio che il fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita investe nel settore videoludico, Esport in particolare, con l’obiettivo di diventare il riferimento mondiale delle manifestazioni di gaming competitivo a livello agonistico.

Tuttavia all’oggi mancava ancora un videogioco sviluppato da un team mediorientale che facesse da promotore della cultura e del folklore di quella regione del mondo. Solo alcuni capitoli della serie Assassin’s Creed hanno parzialmente assolto a questo compito, ma non si può certo parlare di produzione locale. In un mondo dove anche la cultura africana sta iniziando ad essere valorizzata da operazioni videoludiche ad hoc – vedi ad esempio Tales of Kenzera: ZAU di Surgent Studios – era solo questione di tempo prima che un’operazione del genere fosse tentata anche in Medio Oriente.

Il risultato di questo sforzo si è mostrato in grande stile nel corso della Opening Night Live della Gamescom, dove si è mostrata l’opera prima di MBC Game Studio, team nato in seno alla holding MBC Group, la principale realtà multimediale saudita, di cui il PIF detiene la maggioranza azionaria. Rielaborando ad alcune fiabe de Le Mille e una Notte, 1001 Threads of Mizan è un action-adventure cooperativo fino a 3 giocatori immerso negli scenari fantastici dei deserti persiani, e già nel trailer di annuncio ha messo in risalto uno dei suoi punti di forza: il combattimento a bordo di tappeti volanti. Tra un appuntamento fieristico e l’altro sono riuscito a ritagliarmi un attimo di tempo per provare il gioco: ecco cosa ho scoperto.

Le sabbie del tempo

Se è vero che Le Mille e una Notte sono il più fulgido esempio di racconto-cornice, anche 1001 Threads of Mizan inizia con un racconto di preambolo alla storia che vivremo nel gioco. A fare da narratrice è proprio lei, la Shahrazad del libro, sebbene reinterpretata in chiave di Tessitrice di tutte le storie. Le parole della filatrice accompagnano una suggestiva sequenza animata che funge da introduzione al gioco, spiegandone l’antefatto: migliaia di anni fa umani e jinn vivevano in armonia. Il re degli uomini e il re dei jinn avevano dato vita alla società perfetta, costruita sulle fondamenta di una risorsa a metà tra magia e tecnologia chiamata Mizan. Questa forza risultante dall’unione tra scienza e spirito consentì l’edificazione di una società apparentemente perfetta.

Ma nulla dura per sempre: il caos era destinato ad insinuarsi anche nella più ricca delle terre, sottoforma di invidia, paura e odio, che a lungo andare portarono la guerra. Dapprima alleati, i due sovrani iniziarono a perdere fiducia l’uno nell’altro. Intimoriti dalla potenza dei jinn, gli umani decisero di usare l’arte Mizan contro di essi, imprigionandoli per sempre assieme al loro re. Fu così che iniziò il dominio degli uomini sul mondo, e di quell’epoca antica si perse ogni traccia.

Sharhazad
Chi meglio di Shahrazad può raccontare una storia?

Ma il destino è beffardo, e il corso degli eventi fu di nuovo sconvolto, stavolta da un evento apparentemente casuale: un ignaro pescatore recuperò dal fondo del mare la lampada in cui il re dei jinn fu imprigionato. Ritornato dal suo esilio e assetato da vendetta, il genio è determinato a distruggere la razza umana, cambiando il corso degli eventi. Il suo obiettivo è proprio Shahrazad, la tessitrice di storie, l’unica in grado di modificare la trama del passato per scrivere un destino differente, in cui gli uomini siano spazzati via e i jinn regnino su tutta la terra. Ed è qui che entra in gioco il trio di protagonisti: Yusra, Sufyan e Malik sono tre galeotti dal passato misterioso, che vengono scelti da Shahrazad come suoi araldi per contrastare i piani del re dei jinn. Facendo uso del mai sopito potere del Mizan, i tre improbabili eroi sono l’ultimo baluardo dell’umanità: riusciranno a riportare armonia nel mondo?

La premessa narrativa di 1001 Threads of Mizan ci presenta uno scopo e un antagonista, ma ancora nulla ci dice sui nostri 3 protagonisti: chi sono, e perché sono stati scelti per questa missione? Domande che troveranno risposta solo al dipanarsi di un intreccio narrativo che pesca a piene mani dai racconti fantastici de Le Mille e una Notte, di cui sono evidenti le influenze di quelle più eminentemente indo-persiane, a partire dalla fiaba di Aladino. Se la storia rimane tutta da scoprire, la demo ha offerto un primo scorcio delle fascinose ambientazioni del gioco, a partire dalla magia di un canyon desertico in cui si stagliano antiche rovine. Sebbene la build provata fosse ancora pre-alpha, il colpo d’occhio era già notevole e la direzione artistica emergeva con decisione nei connotati di un high-fantasy dai colori vibranti, con un character design dall’estetica solarpunk. Ma vediamo di capire meglio in cosa consiste il gioco.

La compagnia del deserto

Che l’opera di MBBC Game Studio sia concepita per dare il meglio di sé in cooperativa è evidente dal fatto che questa è esattamente la modalità che ho potuto provare alla fiera tedesca. All’inizio della missione si poteva scegliere quale personaggio giocare dei tre: Yusra è dotata di una lancia che può trasformarsi in arco, utile per attaccare dalla lunga distanza; Malik è il tank del gruppo, dotato di un grosso scudo e capace di attacchi caricati di forte impatto; infine Sufyan è il Kratos della situazione, armato com’è di spade-frusta con cui può attaccare velocemente da media e corta distanza. Una volta fatta la scelta – io ho optato per l’arciera – il sistema ha compost le squadre con altri giocatori presenti alla stessa sessione. Il gioco adotta un modello drop-in/drop-out per cui si può entrare e uscire in qualsiasi momento, con l’AI pronta a subentrare all’occorrenza nel controllo dei compagni di squadra.

1001 threads of mizan tappeto volante
Tutti a bordo del tappeto volante!

La missione iniziava nella gola di un canyon, percorsa la quale ci si trovava improvvisamente al cospetto di una lussureggiante oasi colma di antiche rovine. Il parco giochi perfetto per svolazzare a bordo del tappeto volante! Ogni personaggio infatti ha sempre a disposizione la sua cavalcatura. Questa fase permetteva di volare liberamente per impratichirsi con il controllo del tappeto, che si governa con il doppio stick analogico – in questo senso è evidente quanto il gioco sia stato concepito pensando all’utenza console, o comunque con il gamepad in mente. Similmente a quanto per il pilotaggio di droni, infatti, uno stick è deputato al movimento lungo le assi X e Z mentre l’altro governa l’asse Y, inoltre al grilletto anteriore destro è assegnata la funzione di “derapata”, utile ad imprimere un brusco cambio di direzione al tappeto che altrimenti è soggetto a un’inerzia importante. Il gioco uscirà anche su PC ma non so come si potrebbe tradurre agevolmente tale mappatura dei controlli su una combinazione mouse + tastiera.

Presa confidenza con il volo, la demo ci ha gettati subito in combattimento. Un prima fase di riscaldamento ha lanciato me e i miei compagni nella mischia contro un gruppo di nemici agguerriti ma non particolarmente pericolosi. Il sistema di combattimento è apparso estremamente semplice nelle sue meccaniche, evidenziando l’assenza di combo complesse: attacco leggero, attacco pesante, parata e schivata sono i fondamentali, qui arricchiti dalla possibilità di salire a bordo del tappeto in qualsiasi momento. Una soluzione che dà adito a combattimenti estremamente dinamici, che da terrestri diventano aerei senza soluzione di continuità, il tutto con in un tripudio di effetti e animazioni spettacolari.

1001 threads of mizan bossfight
Il comparto artistico di 1001 Threads of Mizan è suggestivo anche nelle bossfight

Dopo lo scontro con un boss elementare (andava aggirato e colpito di spalle) e un’altra breve fase di combattimento aereo, è arrivato il piatto forte: una temibile bossfight in più fasi costruita attorno all’utilizzo del volo per abbattere i suoi attacchi, respingere i proiettili contro il nemico e raggiungere i suoi punti deboli. Qui devo dire che il livello di sfida si è alzato sensibilmente, soprattutto in virtù della necessità di padroneggiare il sistema di controllo del tappeto con cui ho preso realmente confidenza solo al termine dello scontro. Se il vostro personaggio – o un compagno di squadra – dovesse finire K.O. non è comunque un grosso problema: chiunque può venire a rianimarvi facendovi rientrare subito in partita. In caso contrario baserà  attendere 30 secondi per rimettersi in piedi automaticamente. Così concepito, il sistema rendeva il party praticamente immortale, infatti il mio gruppo ha portato a termine la demo al primo tentativo, nonostante un po’ di randellate: tuttavia potrebbe essersi trattato di una facilitazione ad hoc per l’evento fieristico.

Quello che traspare da questa demo è l’ambizione di un team al suo gioco d’esordio, che ha la voglia di dimostrare le sue qualità e le risorse necessarie per farlo. Il setting mediorientale e il corpus folkloristico cui attinge sono una ventata da freschezza che lasciano ben sperare nella costruzione di un immaginario narrativo ed artistico di alto livello. La meccanica di volo, applicabile tanto in fase esplorativa quanto  in combattimento, si presta a dinamiche coinvolgenti e spettacolari. Restano da saggiare la tenuta sul lungo periodo di un combat system che si è presentato fin troppo essenziale nei suoi fondamentali, e l’appeal generale del gameplay loop in modalità giocatore singolo.

Ancora privo di una data di uscita, 1001 Threads of Mizan è un action-adventure da tenere d’occhio. Chissà se invoglierà il giocatore a volerne sempre di più, proprio come il sultano inebriato dai racconti di Shahrazad…

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento