Blackguards 2 – Hands On

Dopo quasi un anno dal rilascio un po’ deludente di BlackguardsDaedalic Entertainment è pronta a mostrarci la rinascita del suo prototipo di mondo strategico con Blackguards 2. Ambientato qualche anno dopo la fine del primo capitolo, ricicla tutta l’ambientazione e i personaggi del gioco cartaceo The Dark Eye, ma li differenzia nel profondo, analizzandoli in modo ancor più maturo. Sono tante inoltre le feature che sono state aggiunte e mirano tutte a risanare i forti segni di cedimento del capitolo originale.

Laddove ad esempio la storia era essenzialmente una narrazione estesa con qualche quest secondaria sparpagliata qua e là, adesso è molto più aperta alle scelte e meno lineare di quanto ci si potesse immaginare. Saremo chiamati ad aiutare Cassia nella sua opera di conquista di Mengbilla, insieme alla restante South Aventuria. La lontana erede dello Shark Throne non potrà però riuscire a sgominare la potenza dello schiavista Marwan da sola: dovrà quindi necessariamente cercare di ricongiungersi con le rimanenti Blackguards, e convincerli a seguirla nella sua folle impresa di dominio.

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Il villain non ha ancora ben chiara la follia di Cassia.

I sopracitati personaggi non hanno alcuna reminiscenza di eroicità. La verità è che avremo a che fare con folli, ladri, mercenari, assassini e lussuriosi. A parte che in alcuni momenti ben specifici, le motivazioni all’interno della trama sembrano essere fini a sé stesse. Soltanto la follia del personaggio di Cassia le rende verosimili, e questo miscuglio dolce amaro ci ha davvero convinti a seguirla nella sua impresa di potere. Soprattutto perché la sete di conquista è insita all’interno del gameplay, è un po’ il suo cuore. Ogni battaglia di Cassia la gestiremo personalmente, e saremo noi a scegliere quali sfide intraprendere e quali regioni conquistare per prima.

Con l’utilizzo di una mappa in stile Total War potremo decidere di quali città appropriarci, magari in base alle nostre necessità. Le sezioni identificate da una bandiera rossa sono quelle nemiche; le blu saranno le nostre. Per poter iniziare un assedio dovrà essere possibile un collegamento diretto tra una città e l’altra. L’unica linearità, giustificata però dalle scelte del gameplay. Una volta ottenuta una città, quella bandierina blu non resterà lì per sempre: Marwan cercherà di riappropriarsene, e nel caso in cui dovessimo perderla, non sarà molto semplice riottenerla.

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Uno sguardo alla world map, prima di un nuovo assedio.

Alcune città una volta conquistate daranno accesso a nuovi bonus, ma la vera moneta di scambio in questo Blackguards 2 sono le informazioni. Interrogare i prigionieri, ricattarli o corromperli, o magari pagare delle spie potrebbe metterci al corrente di qualche passaggio segreto. O delle paure dei nostri nemici, per esempio. Una perla per chi avrà il piacere di dare attenzione alla narrazione. Non esiste comunque un modo ben preciso attraverso cui completare una determinata zona: alcune possiedono delle scorciatoie, certo, ma bisogna essere molto versatili, perché il gioco sa essere abbastanza complesso e c’è molto a cui dover dare attenzione.

Lo stile del combattimento è rimasto sempre lo stesso, ma adesso risulta essere molto più equilibrato e meno dispersivo. Niente più miss eccessivi (a parte gli attacchi dalla distanza) e gli incantesimi non falliscono più durante il lancio. É stata aggiunta la Stamina e quindi non sarà più possibile spammare raffiche di abilità (come succedeva in Blackguards). Nulla di rivoluzionario da questo punto di vista, poiché avremo a che fare con la solita griglia esagonale. Tuttalpiù all’inizio di ogni scontro potremo scegliere dove posizionare le nostre trappole.

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La griglia esagonale possiede sempre il suo fascino.

Nonostante gli scenari siano colmi di oggetti e particolari, la resa grafica è acerba. Certamente non è inspiegabilmente pesante come Blackguards, ma anche a impostazioni di qualità massime vi è un vistosissimo aliasing che i filtri non riescono ad annullare. Di sicuro però saranno perfezionate ancora molte cose dal punto di vista visivo prima del rilascio. La vera necessità è una localizzazione italiana, perché le informazioni e i dialoghi da dover seguire sono davvero molti. Basterebbero solo i sottotitoli, anche perché i doppiaggi originali sono ben recitati, soprattutto quelli di Cassia e Naurim.

[signoff icon=”quote-circled”]Una velenosa sete di potere.
Grazie a questa preview siamo riusciti a godere del 50% di Blackguards 2 e siamo sicuri che il prossimo gennaio non sarà un titolo che arriverà in sordina: gran numero di abilità, diversi approcci alla stessa battaglia, world map vasta e piena di città da conquistare. Un seguito migliore sotto molti aspetti, soprattutto per la marcata attenzione al dettaglio. I presupposti per un titolo di successo vi sono tutti. Stona il fatto che ancora non sia presente una componente esplorativa, grande pecca anche del primo titolo, perché ci si limita a seguire una manciata di battaglie collegate da cutscene. Siamo curiosi di capire se alla lunga Daedalic ha deciso di aggiungere qualcosa di nuovo per rompere tale monotonia, e quindi non vediamo l’ora che arrivi una versione definitiva.[/signoff]

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